Elias: l’individuo storico Gesù e il Cristo collettivo [+4]

Secondo Elias, l’individuo esistette realmente, ma molta parte di ciò che gli viene attribuito è una creazione collettiva.

La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.

MONOGRAFIE
6. Il Cristo e il cristianesimo secondo Elias
☉Fonti del capitolo presente: a fondo pagina
Capitolo 4

Nei capitoli precedenti abbiamo distinto il Christ entity dal singolo individuo storico, e abbiamo visto che il focus di Gesù non esaurisce l’Essenza dalla quale è espresso. Abbiamo inoltre ricostruito la presenza, nello stesso quadro storico, di tre manifestazioni della medesima Essenza: Giovanni Battista, Gesù e Paolo/Saulo. Resta però una questione decisiva.

Quando la cultura occidentale parla di Gesù Cristo, attribuisce normalmente a un singolo individuo una biografia, un insegnamento, una serie di eventi, una funzione religiosa e un valore simbolico che formano un insieme apparentemente unitario.
Nel corpus di Elias questa unità si spezza.

L’individuo storico esiste, ma la figura religiosa che viene costruita attorno a lui è molto più ampia della sua esperienza individuale. Questo capitolo riguarda precisamente tale distinzione.


Una delle fonti più importanti è la Sessione 1879.

Marta sta discutendo con Elias alcune ricerche sulle somiglianze tra differenti figure religiose e mitologiche. Dopo che Elias conferma in termini molto ampi la correttezza del quadro che ella sta esponendo, Marta pone una domanda diretta:
«Then who was this historical Jesus?»
Chi era dunque questo Gesù storico?
Elias risponde: «An individual.»

La risposta è sorprendentemente essenziale. Non introduce immediatamente un essere sovrumano, una personalità cosmica o una categoria ontologica distinta da quella degli altri esseri umani. Elias parte da un individuo.

Marta allora radicalizza la domanda. Chiede se quell’individuo non avesse nulla a che fare con il Gesù Cristo biblico. Elias risponde inizialmente «Correct»; quando però Marta conclude che si tratterebbe quindi di una persona totalmente differente, Elias corregge:
«Not entirely.» Non del tutto.

La correzione è fondamentale. Il corpus non consente di formulare né:
il Gesù storico coincide semplicemente con il Cristo biblico,
né:
il Gesù storico non ha alcun rapporto con la figura religiosa successiva.
Le due figure sono connesse, ma non coincidono.

Elias prosegue affermando che vi fu, nei termini della realtà fisica, un individuo con quel nome; che ebbe un certo seguito; che esercitò le attività di carpentiere e pescatore. Subito dopo introduce però la distinzione decisiva:

«what has been expressed in these stories are a creation of the collective.»
Ciò che è stato espresso in queste storie è frutto della collettività.

La figura storica costituisce quindi un riferimento reale, ma ciò che successivamente viene espresso nelle storie non deve essere identificato automaticamente con l’esperienza biografica dell’individuo.
Fonte principale: Sessione 1879.


Elias estende immediatamente il principio oltre Gesù. Nella stessa Sessione 1879 afferma che, in alcuni casi, gli individui ai quali vengono associate grandi tradizioni religiose sono realmente esistiti fisicamente. Tuttavia, ciò che viene loro attribuito può essere creato dal collettivo.

Poi aggiunge una formula estremamente importante:

«They are merely a symbol.»
Sono semplicemente un simbolo.

Qui symbol non significa che l’individuo sia inesistente. Al contrario: il punto è precisamente che può esistere un individuo storico reale e, contemporaneamente, quella persona può diventare il riferimento simbolico di qualcosa che supera enormemente la sua esperienza individuale.

Questo permette di comprendere meglio anche quanto visto nel Capitolo 1. Nella Sessione 530 il Christ entity viene definito simbolo, figurehead e focal point di un movimento di energia. Nella 1879 troviamo la stessa dinamica osservata dal lato della figura storica: un individuo realmente manifestato può diventare il centro sul quale il collettivo concentra significati, esperienze e narrazioni.

La distinzione deve però restare precisa. Non stiamo dicendo che «Gesù è soltanto un simbolo» nel senso che non sarebbe esistito. Stiamo dicendo:

un individuo storico reale può essere trasformato dal collettivo in un simbolo la cui estensione non coincide più con la sua esperienza personale.

Questa è una ricostruzione tematica sostenuta soprattutto dalle Sessioni 1879, 301, 306 e 1476.


La Sessione 1879 pone anche la domanda nella forma più netta. Marta vuole sapere quanto di ciò che viene detto di Gesù corrisponda effettivamente all’esperienza dell’individuo storico.

Elias risponde: «Very little.» E precisa:

«Very little of what is expressed of this individual was actually experienced by that individual.»
Pochissimo di ciò che viene detto su questa persona è stato effettivamente vissuto da lei stessa.

Questa è una delle dichiarazioni più forti dell’intero dossier. Non ci dice però quali elementi appartengano al Gesù storico e quali no. Il corpus, almeno nel materiale finora acquisito, non offre una catalogazione filologica nella quale Elias distingua sistematicamente:

  • questo episodio fu vissuto da Gesù;
  • questo fu vissuto da un altro individuo;
  • questo è una costruzione narrativa;
  • questo è una simbolizzazione successiva.

La dichiarazione «very little» stabilisce quindi la proporzione generale, non fornisce ancora una biografia storica ricostruita.

Subito dopo, Marta sintetizza ciò che sta comprendendo dicendo che sarebbe stato creato il «mito di Gesù Cristo» prendendo molto poco dall’individuo storico.
Elias risponde: «Correct.»

Qui è importante mantenere l’attribuzione corretta. L’espressione «myth of Jesus Christ» è di Marta. Elias conferma la proposizione che ella formula, ma non è Elias a introdurre spontaneamente quella definizione.
Per questo nella monografia è preferibile non usare indiscriminatamente la formula:
«Elias definisce Gesù Cristo un mito.»

Sarebbe meno precisa del dialogo originale. La formulazione fedele è invece:

Marta descrive come “mito di Gesù Cristo” la costruzione collettiva che incorpora molto poco dell’esperienza storica individuale, ed Elias conferma la sua comprensione.

La differenza può sembrare sottile, ma in un tema di questa rilevanza è decisiva.


La Sessione 1476 offre una formulazione ancora più esplicita del meccanismo. Elias sta spiegando come una forte espressione di energia (quella dell’Essenza Telleth e di ciò che la muove, ndr) possa essere automaticamente associata, attraverso le credenze degli individui, a una personalità famosa come Gesù.

In questo contesto ribadisce che la manifestazione di Gesù è un focus di attenzione, non l’intera esperienza dell’Essenza. Poi aggiunge che gran parte delle valutazioni, delle idee, delle filosofie e persino dei resoconti di esperienze attribuiti a quell’individuo sono stories.

Elias precisa che non si tratta necessariamente delle esperienze di quel singolo individuo. Sono esperienze generate 👉collettivamente entro un determinato quadro temporale e successivamente attribuite a una persona.

Il meccanismo è quindi più complesso della semplice invenzione. Non abbiamo soltanto:
– un individuo → una biografia falsa costruita in seguito.
Abbiamo anche:

molti individui → molte esperienze e idee → concentrazione narrativa su un singolo individuo.

Questo punto è fondamentale perché impedisce di trattare «costruzione collettiva» come sinonimo automatico di «evento mai avvenuto». Un’esperienza può essere reale nel corpus di Elias e tuttavia essere stata vissuta da una persona diversa da quella alla quale viene successivamente attribuita. Questa distinzione diventerà ancora più importante nel Capitolo 6.
Fonte principale: Sessione 1476.


La Sessione 301 amplia il principio alle grandi figure religiose in generale. Elias afferma che queste figure hanno occupato e occupano focus fisici, ma che molta parte delle storie che le circondano è stata creata collettivamente. Introduce poi una precisazione essenziale.

Gli eventi, dice, sono effettivamente avvenuti, ma non necessariamente attraverso gli individui ai quali sono stati attribuiti. Le esperienze di differenti persone vengono combinate e assegnate a determinati individui che assumono la funzione di focal point.

In questo modo:

  • eventi diversi;
  • creazioni diverse;
  • esperienze diverse;
  • filosofie diverse

vengono concentrate in una figura unica. (È quanto gli storici sostengono da tempo, ndr.)

Per Elias questa concentrazione produce un effetto particolare nell’awareness oggettiva: una singola persona alla quale vengono attribuiti molti eventi straordinari e un insegnamento complesso cattura maggiormente l’attenzione rispetto a una molteplicità di persone, ciascuna portatrice di una parte dell’esperienza.
La figura religiosa diventa così una concentrazione narrativa e simbolica.

Questo chiarisce ulteriormente il rapporto fra il Gesù storico e il Cristo religioso. Il Cristo trasmesso dalla tradizione non sarebbe semplicemente il Gesù storico al quale, nel tempo, sono stati aggiunti alcuni dettagli. La costruzione descritta da Elias è molto più radicale:

esperienze, azioni e filosofie di più individui possono essere raccolte e attribuite a una sola figura, che diventa il centro simbolico dell’intero movimento.

Fonte principale: Sessione 301.


Qui occorre fermarsi su una possibile ambiguità. Nella Sessione 1476 Elias dice che molti resoconti attribuiti a Gesù sono stories e che non costituiscono necessariamente esperienze del singolo individuo.

Nella Sessione 301 precisa che gli eventi sono avvenuti, ma attraverso differenti individui e sono stati successivamente combinati.

Nella Sessione 306, parlando della narrazione biblica, distingue ancora tra ciò che è stato presentato come evento individuale e il movimento collettivo di coscienza dal quale quelle storie derivano.
Queste formulazioni non devono essere compresse nella frase:
«Secondo Elias, nulla di ciò che raccontano i Vangeli è accaduto.»
Il corpus non sostiene una proposizione così semplice.

Il problema riguarda piuttosto chi genera l’evento, come viene espresso, a chi viene attribuito e quale forma narrativa assume successivamente.
Per questo la parola story deve essere letta nel contesto di ogni singolo passaggio.

Il Capitolo 6 affronterà in modo specifico questa distinzione fra evento, attribuzione, costruzione collettiva, story, interpretazione e simbolizzazione.

Qui è sufficiente acquisire un principio:

la distanza fra il Gesù storico e il Cristo religioso non implica necessariamente che ogni elemento della tradizione venga considerato inesistente; implica che la tradizione concentra su un individuo esperienze e significati che, secondo Elias, appartengono a un movimento collettivo molto più ampio.


La Sessione 306 permette di vedere il processo da un’altra prospettiva. L’interlocutore racconta un’esperienza onirica nella quale incontra Saulo e gli espone la storia che, nella tradizione cristiana, sarà successivamente associata alla conversione sulla via di Damasco.

Elias utilizza quell’immagine per spiegare che gli eventi così come vengono presentati nei termini biblici non coincidono necessariamente con ciò che i singoli focus hanno vissuto.
Ciò che si trova alla base della narrazione è, secondo Elias, un movimento nella coscienza e una creazione collettiva di un sistema di credenze e di una filosofia entrati nella realtà ufficiale di molte culture. Poi introduce un altro elemento decisivo.

Le grandi imprese, gli eventi spettacolari e le azioni miracolose attirano l’attenzione più facilmente di un movimento espresso collettivamente. Per questo il collettivo concentra l’attenzione su determinati individui, che diventano designated symbols o portatori dei simboli. Questa dinamica riguarda direttamente Gesù.

Elias afferma che l’individuo conosciuto storicamente come Gesù possedeva, nel proprio quadro temporale, molta meno importanza e fama di quella attribuitagli successivamente nei termini biblici.

Il movimento era più ampio dell’individuo. La narrazione successiva concentra quel movimento nella persona. Possiamo quindi distinguere:

  • movimento di coscienza / evento collettivo
  • figura designata come simbolo
  • narrazione religiosa che concentra il movimento sulla figura

Questi tre livelli sono connessi, ma non sono identici.
Fonte principale: Sessione 306.


A questo punto sarebbe facile compiere il movimento opposto eccessivo.
Dopo avere distinto così radicalmente il Cristo religioso dall’individuo, potremmo finire per rendere il Gesù storico irrilevante. Ma anche questa conclusione sarebbe più forte del corpus.

La Sessione 1879 contiene precisamente la correzione «Not entirely» (Non del tutto) quando Marta propone una separazione totale tra il Gesù storico e il Cristo biblico. L’individuo reale costituisce dunque parte della configurazione.
Elias gli attribuisce:

  • un’esistenza fisica;
  • un nome;
  • un certo seguito;
  • determinate attività;
  • una relazione effettiva con il processo dal quale emergerà la figura religiosa.

Ciò che viene negato è l’equazione: esperienza del singolo individuo = totalità del Cristo religioso.
La figura collettiva non nasce dal nulla e non è completamente scollegata dall’individuo; ma l’individuo non contiene biograficamente tutto ciò che la figura verrà a rappresentare.
La formula più precisa è quindi:

il Gesù storico è uno dei riferimenti reali della costruzione del Cristo religioso, ma il Cristo religioso eccede radicalmente l’esperienza individuale di quel focus.

Questa è una ricostruzione sostenuta dalla convergenza delle Sessioni 1879, 1476, 301 e 306.


Il processo descritto da Elias può ora essere ricostruito senza trasformarlo in una successione rigida.

  • Vi è un individuo fisicamente manifestato.
  • Vi è, nello stesso quadro storico, un movimento più ampio che coinvolge molti individui.
  • Vi sono esperienze, idee, filosofie ed eventi prodotti da una pluralità di persone.
  • Il collettivo concentra tali elementi su determinate figure.
  • Quelle figure diventano simboli e focal point.
  • Le narrazioni che le riguardano acquistano realtà culturale e vengono continuamente vissute, interpretate e ricreate dagli individui.

Nella Sessione 1879 Elias aggiunge infatti una precisazione importante: il fatto che determinate storie siano creazioni del collettivo non significa che siano prive di realtà. Le scritture e le espressioni prodotte dagli individui sono reali come creazioni della loro percezione, e gli individui generano esperienze in relazione a quelle storie.

Questo punto impedisce un’altra semplificazione. Nel corpus di Elias, «collettivamente creato» non significa «irreale».
Una costruzione religiosa può essere una realtà creata dalla percezione collettiva e produrre esperienze reali, anche se la sua narrazione non corrisponde alla biografia letterale dell’individuo al quale viene attribuita.

Il problema non è quindi separare semplicemente: vero / falso.
Il problema è distinguere:
individuo storico / evento / attribuzione / simbolo / narrazione / realtà collettivamente creata.

Questa distinzione diventerà centrale nei capitoli successivi.


Possiamo ora aggiungere un quarto mattone alla ricostruzione.
– Nel primo capitolo abbiamo visto che il Christ entity è definito da Elias come simbolo, figurehead e focal point di un movimento di energia.
– Nel secondo abbiamo distinto Gesù, come focus individuale, dall’Essenza.
– Nel terzo abbiamo visto che quella Essenza viene espressa contemporaneamente attraverso più focus nel medesimo quadro storico.

Ora emerge un’ulteriore distinzione: la figura religiosa del Cristo non coincide con la biografia del Gesù storico.
Secondo Elias, l’individuo esistette realmente, ma molta parte di ciò che gli viene attribuito è una creazione collettiva. Esperienze e idee generate da molti individui vengono concentrate su determinate figure, che diventano simboli e focal point del movimento.

Il Cristo religioso è quindi più ampio dell’individuo Gesù. Non perché il Gesù storico debba essere eliminato, ma perché la figura che la cultura successivamente riconosce come «Gesù Cristo» incorpora molto più di ciò che quel singolo focus avrebbe personalmente vissuto.
La formulazione più prudente e insieme più netta è:

Nel corpus di Elias, il Gesù storico è un individuo reale coinvolto nel movimento dal quale emerge il cristianesimo; la figura del Cristo che viene trasmessa culturalmente è però una costruzione collettiva nella quale esperienze, idee, filosofie e simboli appartenenti a una pluralità di individui vengono concentrati e attribuiti a determinate figure, soprattutto a Gesù.

Questa conclusione non stabilisce ancora quali episodi siano eventi, quali attribuzioni e quali stories. È precisamente la domanda che dovremo affrontare più avanti.
Resta però da chiarire che cosa significhi, nel linguaggio di Elias, affermare che una narrazione religiosa è stata costruita collettivamente.
Evento, racconto, attribuzione e simbolo non sono infatti per lui termini equivalenti, e una creazione collettiva non coincide necessariamente con qualcosa che non è mai accaduto. Distinguere questi diversi livelli sarà il tema del prossimo capitolo.


  • Sessione 1879 — individuo storico, costruzione collettiva, «very little», simbolizzazione.
  • Sessione 1476 — Gesù come focus; idee, filosofie ed esperienze collettive attribuite a un singolo individuo; powerful symbol.
  • Sessione 301 — eventi ed esperienze di più individui combinati e assegnati a figure religiose come focal point.
  • Sessione 306 — movimento nella coscienza, creazione collettiva, designated symbols, distanza fra individuo storico e fama/narrazione biblica.
  • Sessione 530 — richiamo strutturale alla definizione del Christ entity come simbolo, figurehead e focal point di un movimento di energia.

© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

Lascia un commento

Utilizziamo cookie tecnici per garantire il funzionamento del sito e, con il tuo consenso, cookie di tracciamento e profilazione. Puoi acconsentire all'uso di tutti i cookie o selezionare le tue preferenze. View more
Cookies settings
Accept
Privacy & Cookie policy
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Titolare del Trattamento dei Dati Roberto Olivieri, Via Caravaggio 13, 61039 San Costanzo, PU Indirizzo email: eremo@contemplazione.it Privacy & Cookie Policy di contemplazione.it Su questo sito vengono raccolte alcune informazioni sui navigatori con il fine di offrire gratuitamente l’esperienza migliore possibile dei contenuti visionati. La raccolta di informazioni avviene nel rispetto delle leggi: Raccolta dei dati: quali e come puoi evitarlo? Su questo sito raccolgo dati attraverso tre modalità:
  • modulo di contatto e commenti
  • modulo di iscrizione ai Feed
  • cookie di profilazione
  • cookie
Modulo di contatto e commenti In alcune pagine del sito, è presente un modulo di contatto che ti permette di scrivermi facilmente; in ogni post è possibile inserire un commento. Tramite questo tipo di modulo, raccolgo nome e email: questi dati non li conservo ma li uso esclusivamente per ricontattarti. Solo se il nostro rapporto continua, li inserisco nella mia rubrica personale. In ogni momento, potrai sempre chiedermi di non contattarti più e quindi di cancellare i dati. I dati che fornisci nei commenti non vengono mai utilizzati, senza eccezzioni. Modulo di iscrizione ai Feed Nella colonna di destra è presente un modulo che ti collega con il servizio di Feed Burner (Google) che raccoglie il tuo indirizzo mail e lo gestisce al fine di avvertirti dell'uscita di nuovi post: qui trovi la loro Privacy Policy Cookie I cookie sono piccoli file salvati nel tuo browser che contengono informazioni quali un identificatore univoco, la tua posizione geografica ecc. Ogni cookie ha una sua scadenza: alcuni posso durare anche anni, mentre altri scadono nel momento in cui chiudi il browser. I cookie possono essere di tre tipi:
  • tecnici: servono a migliorare la tua esperienza sul sito
  • analytics: servono a farmi capire le cose che apprezzi di più
  • di profilazione: servono a mostrarti annunci pubblicitari mirati basati sulle pagine che vedi
Alcuni cookie provengono da questo sito altri da siti esterni. Cookie tecnici Su questo sito uso i cookie tecnici per:
  • velocizzare il caricamento delle pagine
  • gestire la Privacy & Cookie Policy
Cookie analytics Su questo sito uso Google Analytics per raccogliere queste informazioni: - quali pagine e post risultano maggiormente letti; - il tempo di permanenza su un post/pagina. Altri dati sono deducibili da Analytics ma ad essi non faccio riferimento non essendo questo un sito commerciale o con finalità economiche. L’analisi di questi dati mi permette di migliorare il sito per andare incontro alle esigenze dei lettori. Cookie di profilazione Su questo sito uso uso i cookie di profilazione per:
  • integrare i social network
Integrare i social network: per poter inserire in questo sito i bottoni per condividere su Facebook, Twitter e Google+, i commenti di Facebook e il box che richiama la pagina Facebook, devo consentire a Facebook, Twitter e Google di installare dei cookie nel tuo browser. Facebook, Twitter e Google usano questi cookie per mostrarti annunci pubblicitari mirati quando navighi sui loro siti. Per dare il tuo consenso clicca su Ok nella barra che compare in basso nel sito. Se vuoi navigare in questo sito senza approvare questi cookie, usa la navigazione in incognito. // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ //
Save settings
Cookies settings