Ciclo sulle varianti secondo il Cerchio Firenze 77. Riunione 308, 29 aprile 1970 (da Opera Omnia del Cerchio Firenze 77)
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➡️L’individuo che sceglie è rappresentato anche nelle varianti non scelte.
Dunque, siamo ancora tornati sul problema delle varianti e abbiamo visto che l’individuo talvolta, anzi spesso, si trova – in virtù della libertà che ha acquisito – di fronte alla possibilità di scegliere, di percorrere una serie di fotogrammi piuttosto che l’altra.
Che cosa vuol dire questo voi lo sapete: che 👉in ciascuna serie di fotogrammi egli è rappresentato.
Dunque, avanti il momento in cui l’individuo inizia a percorrere una serie o l’altra, le due varianti sono equivalenti.
In una è rappresentato come facente una certa azione, nell’altra è rappresentato come facente un’altra azione. E così 👉queste due varianti sono egualmente vive, egualmente valide, egualmente valevoli a ogni fine, a ogni effetto. Tanto che l’Assoluto – se si potesse dire che le ha concepite in un momento – nel momento in cui le ha concepite, non le ha concepite secondo un Suo desiderio, 👉ma secondo le scelte stesse che l’individuo ha possibilità di fare.
Per cui si può dire che l’individuo, pur “sentendo” in modo sfasato, pur “sentendo” una volta nel Tutto – pur “sentendo” una volta nel Tutto – è libero in queste scelte perché ha di fronte a sé delle vere e proprie scelte, quando le ha, s’intende.
Allora nel momento prima di iniziare a percorrere una di queste serie di fotogrammi, noi vediamo 👉le due storie, identiche nel valore, identiche nella vitalità, nell’importanza, nella validità. Solo che l’individuo dovrà percorrerne una.
Quale importanza può avere questa, ai fini dell’individuo? Certo può avere un’importanza; un’importanza per la sua esperienza, un’importanza per la sua evoluzione, un’importanza per – anche se minima, immediatamente, voi questo lo sapete – un’importanza per il suo sviluppo.
Ma andando ad esaminare, nel mondo dei fotogrammi, che importanza può avere questo? A un certo momento tutto potrebbe essere talmente indipendente da essere il mondo dei fotogrammi, un insieme – anzi un disinsieme – un qualcosa completamente autonomo fra un individuo e l’altro; divisioni, immagini completamente scollegate fra loro. Ma questo voi sapete che non è vero, che anche il mondo dei fotogrammi ha una sua unità.
Ora, ad esempio, a qualcuno può sembrare strano che nel momento in cui un individuo sceglie di percorrere una serie di fotogrammi in cui è visto compiere una certa azione, nella variante a questa serie, egli sia – per gli altri – vivo, palpitante, esistente, reale, apparentemente e sostanzialmente, come in quella serie che egli ha scelto.
Ma ripeto che questa stranezza – esaminata anche alla luce del concetto che già molti e molti anni fa vi cominciammo a fare intravedere parlando della pazzia – non è così astrusa, così strana, perché se un pazzo, che è morto ai fini dell’individuo, del “sentire” individuale, vive nel piano fisico pur non avendo un’anima – è vero, figli e fratelli? – altrettanto voi potete concepire che 👉un corpo fisico possa muoversi, parlare, rispondere non in forma di pazzo – in quanto è legato a fotogrammi che comprendono non solo la mente istintiva ma anche la mente intellettiva – per cui risponde alle vostre domande senza contenere in quel momento, o forse 👉anche mai, un “sentire”.
➡️Esempio dell’automa. L’individuo è comunque integro; è il sentire che è sfalsato.
Se di fronte a voi fosse stato creato un automa, a vostra insaputa, talmente perfetto da rispondere alle vostre domande e interloquire con voi – appunto a vostra insaputa – voi non vi accorgereste mai di avere di fronte a voi un automa.
👉Il fatto che al di là di quel bel parlare, di quel ben rispondere alle vostre domande e via dicendo, non vi fosse nessun “sentire”, riguarderebbe unicamente l’automa, e non voi.
Ecco perché noi vi diciamo che il fatto che questo “sentire” sia sfalsato riguarda non voi, ma unicamente chi sta di fronte a voi. Voi siete di fronte a creature che sono complete, integre: questo dovete sempre ricordarvi.
Se vi abbiamo rivelato queste verità che possono, in un certo senso, aprirvi la via anche al turbamento mentale, lo abbiamo fatto perché sono utili a voi; sono utili alla verità, figli e fratelli. Ma questo nuovo nostro dire non deve avere lo scopo di farvi distinguere le creature; non deve essere un pretesto perché le creature siano viste ancor più, per voi, in funzione di divisione. Pretesto per dividere le creature è il colore della pelle, è la nazionalità, è il Nord e il Sud, secondo dove esse vivono. Non voglio che questo fatto del “sentire” sfalsato rispetto al vostro, sia per voi un pretesto per dividere le creature.
➡️I sentire sono contemporanei solo nel piano akasico.
Le creature sono tutte eguali, sono tutte quelle che sono, e tutte – lo diciamo – vivono contemporaneamente, 👉“sentono” contemporaneamente, nel piano akasico. Tutti i “sentire” vibrano all’unisono – tutti quelli analoghi, identici – tutti contemporaneamente nel piano akasico.
👉Che poi trovino riscontro nel piano fisico in tempi e spazi diversi, non ha alcuna importanza.
- Importante è che nel piano akasico, quello più vicino alla realtà, alla vera essenza delle cose – del piano fisico e degli altri piani del Cosmo – è lì che sono contemporanee le creature.
- Ciò che voi vedete delle creature, ciò che voi ascoltate delle creature, 👉non è la loro realtà; è la loro manifestazione esteriore, e quindi non ha importanza che questa loro manifestazione esteriore avvenga prima o dopo, in modo sfalsato rispetto alla vostra.
- La realtà delle creature sta al di là della manifestazione esteriore, delle loro parole, del loro reagire, del loro condividere i vostri pensieri, i vostri turbamenti e le vostre contentezze.
La verità è un mezzo per comprendere la realtà. Ma la realtà può essere solo sentita.
Questo dovete sempre ricordarlo, per percorrere questa nuova via che è una via di verità. Verità veramente rivelata a pochi; verità comunque necessaria, indispensabile per comprendere la realtà.
Voi sapete che la verità è un mezzo per comprendere la realtà, perché la realtà non può essere comunicata: deve essere “sentita”, trovata.
La verità è un’enunciazione della realtà e come tale può difettare, può essere imprecisa in quanto la realtà deve essere “sentita”, e la verità è una rappresentazione della realtà.
Ma purtuttavia se non si ha, se non si possiede questa enunciazione, molto difficilmente – per la vostra natura – si giunge alla realtà. Dico “molto difficilmente per la vostra natura”, perché vi sono altre nature che giungono alla realtà attraverso altre vie, e voi questo lo sapete da lungo tempo. (Continua nel prossimo post)
CONCETTI CHIAVE ALLA LUCE DI UN POSSIBILE CONFRONTO CON SETH
✦ v2, 297 E infine poi il “Sentire Assoluto”. […] Raggiunta la Coscienza Assoluta, il “Sentire Assoluto”, v’è tutto.
V’è non solo il “sentire” come coscienza, ma il“sentire” completo del Tutto. Il tutto conoscere ed essere presente nel Tutto. Quindi non solo nei fotogrammi che un individuo può avere scelto, ma 👉 nelle varianti che l’individuo può non avere scelto 👈.
✦ v4, 299 Ma se noi analizziamo tutta la serie, noi vediamo 👉un “sentire” alla volta, dal più semplice al più complesso, che vibra successivamente.
👉Le varianti esistono e sussistono solo ove non c’è Karma, non v’è passaggio obbligato
Voi vedete che 👉se questo denaro non fosse il comun denominatore della storia dei tre, le tre storie sarebbero divergenti e non esisterebbe più un Cosmo, ma sarebbe tutto un mondo di sogno.
👉solo quando questo possa bene intessersi sul comun denominatore delle storie individuali; solo quando questo non porti ad una serie di fotogrammi del tutto aliena, lontana, dalle altre, da quelle di altre creature che sono attorno al protagonista.
✦v5, 301 👉Esistono quindi varianti di fotogrammi del piano fisico, varianti di fotogrammi del piano astrale, varianti di fotogrammi del piano mentale.
“qualunque serie di fotogrammi appartenenti a qualunque creatura, comprese le varianti, 👉lo scenario è quello”
Vi è stata una grande eruzione vulcanica; non esiste possibilità di variante.
La vita macrocosmica, la vita del macrocosmo, non ha varianti
La sua libertà pura è piccola. «Quindi le varianti – voi direte – sono minime!». Sì, le varianti, quel genere di varianti è minimo. Ma esistono anche in una visione un po’ più ampia; sempre varianti, ripeto, del piano fisico.
Per comprendere la soluzione di questo enigma, occorre rifarsi non solo alla libertà che ha una creatura, ma 👉alle conseguenze dell’azione compiuta dalla creatura nell’ambito della sua libertà. Perché ciascuna azione ha un suo peso e se questo peso c’è, deve colpire qualcuno. Non può annullarsi, deve avere una sua esistenza, una sua vita.
✦ v6, 302 queste varianti sono di 👉breve percorrenza, ed ai fini del peso ben presto si ricongiungono
Le vite individuali si intrecciano. Così se possono esservi dei momenti di queste vite “sentiti” unicamente dallo stesso individuo, tuttavia questi sono momenti, sono varianti, ma 👉debbono necessariamente reintegrarsi con le storie degli altri individui, in senso generale.
un fatto esistente secondo una variante, che può essere “sentito” da una creatura e non “sentito” da un’altra creatura egualmente protagonista; la quale altra creatura percorre invece la variante di quel fatto e quella variante “sente”.
✦ v7, 303 è logico che nel piano fisico esistono questi due fatti rappresentati nelle serie dei fotogrammi; per cui se io scelgo la prima di queste serie anziché la seconda, dissi che precludo la strada ad altre creature che sono come me rappresentate in entrambe le serie, a 👉percorrere la seconda delle serie, quella che io ho scartata. (👉affermazione smentita da quella che segue)
Vi abbiamo anche detto che esistono, però, varianti vissute unicamente da un protagonista, mentre gli altri protagonisti del medesimo fatto rappresentati nelle varianti vivono la variante scartata.
👉chi prima sceglie, per così dire, preclude la strada a chi “sentirà” successivamente, preclude i fotogrammi all’altro protagonista – vedi esempio del cinema – allora come può essere che il Santo, il quale – detto per assunto – ha più evoluzione e quindi più possibilità di scelta – perché noi abbiamo detto che le varianti esistono in proporzione alla libertà degli individui – come è possibile che il Santo, il quale ha più libertà del selvaggio, sia dalle scelte di questo condizionato
✦ v10, 306 Dunque noi dovremmo scegliere il tempo e lo spazio. E ponendo di scegliere questo tempo e questo spazio, noi troveremmo egualmente una staticità del Cosmo, se alla successione dei fotogrammi del piano fisico non ci legassimo.
Noi troveremmo una serie di situazioni congelate, è vero, figli e fratelli? Se non ci limitassimo in ciascuna situazione, non limitassimo la nostra attenzione a ciascuna situazione ed al moto che queste situazioni avviano, da una situazione all’altra. Solo allora troveremmo il movimento che voi sentite, che noi sentiamo e che vediamo ora.
Che cosa significa “variante”, figlio Aldo? Significa semplicemente una strada diversa per giungere a una stessa meta.
Naturalmente, poiché per definizione, libertà pura significa “azione al di fuori di influenza”, in misura maggiore questa esiste nell’evoluto; ma anche nell’inevoluto vi sono gesti dovuti alla libertà pura. 👉Qualunque azione nata spontaneamente, al di fuori di influenze, può essere dunque retaggio della libertà pura dell’individuo👈. Un esempio concreto non possiamo farlo; possiamo farne quanti volete. Potremmo capovolgere la domanda e dire: «Quale azione è al di fuori dell’egoismo?».
Quello che è certo è che le varianti – cioè la possibilità di compiere una azione o non compierla, 👉limitatamente ad azioni che rientrano nell’ambito della libertà pura👈 – 👉certo si è che sono azioni di poco conto👈.
Occorre che nel piano fisico esistano queste due serie di fotogrammi. Non solo, non basta. Occorre anche che, all’occorrenza, sia l’una che l’altra, possano essere o siano realizzate (?, ndr).
Non approfondiamo – perché dovremmo entrare in una tale complessità, come diceva giustamente la figlia Zoe, degli eventi che non avremmo la facoltà di seguire con chiarezza – non approfondiamo come, quando e perché, ma certo si è che entrambe le varianti debbono o possono essere seguite. Cioè: se durante la lettura del vostro libro, o il gioco del solitario, è presente un’altra creatura – e non è detto che sia una persona, è vero? – cioè l’una variante o l’altra è comune ad altre creature al di fuori di voi, ebbene perché validamente queste varianti esistano ed abbiano significato, occorre che possano essere indifferentemente seguite dall’una o dall’altra creatura.
Ecco quindi la necessità delle varianti della libertà pura, la ragione della loro esistenza. Se hanno eguale peso karmico, se sono di breve durata, se sono di eguale peso, di breve durata, di limitata portata e via dicendo, non importa. Sono egualmente importanti perché affermano e fanno sussistere la libertà pura dell’individuo. E perché questa esista e sussista, occorre che queste varianti possano indifferentemente essere seguite dall’una o dall’altra creatura. Abbiano dunque la stessa facoltà e possibilità di dare un “sentire” alle creature che in essa sono rappresentate.
✦ v12 308 Allora nel momento prima di iniziare a percorrere una di queste serie di fotogrammi, noi vediamo 👉le due storie, identiche nel valore, identiche nella vitalità, nell’importanza, nella validità. Solo che l’individuo dovrà percorrerne una.