Elias non descrive l’Essenza come qualcosa che debba diventare più completa. Non vi è un grado superiore di Essenza al quale aspirare.
☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
5. La vita dell’Essenza non rivolta alla manifestazione fisica
☉Fonti del capitolo presente [Sessione: innumerevoli]
Capitolo 5
La comprensione della vita dell’Essenza richiede anzitutto di abbandonare una premessa implicita propria del focus fisico: quella secondo cui l’attenzione che conosciamo costituisca l’intera esperienza dell’individuo. Per Elias, invece, il focus fisico rappresenta una particolare focalizzazione dell’attenzione dell’Essenza, non l’interezza dell’Essenza stessa.
L’Essenza non è una parte della coscienza separata dal resto della coscienza. Nella condizione di non-separazione, essa costituisce una distinzione di aspetti della coscienza, espressa attraverso un tono di personalità e una collettività di attenzioni orientate in determinate direzioni. (EliasWeb)
Da questa impostazione deriva una conseguenza fondamentale: non esiste un luogo della coscienza che l’Essenza debba raggiungere per completarsi. Non esistono aree superiori verso le quali muoversi, né un livello al quale accedere dopo aver esaurito quello precedente. Elias nega esplicitamente l’idea che l’individuo stia procedendo verso una condizione più elevata: l’Essenza occupa già tutte le aree della coscienza. Ciò che 👉varia è la direzione nella quale l’attenzione è focalizzata. (EliasWeb)
L’Essenza non è confinata al focus
Nel focus fisico l’esperienza appare organizzata intorno a un’attenzione singolare. L’individuo percepisce se stesso come un soggetto distinto, situato in un particolare ambiente, impegnato in una determinata sequenza di esperienze. Questa organizzazione appartiene però alla particolare configurazione della dimensione fisica.
Elias chiarisce che la singolarità dell’attenzione non coincide con una singolarità dell’Essenza. L’attenzione può essere singolarmente focalizzata in una particolare azione — leggere, camminare, nuotare — mentre tutte queste azioni appartengono simultaneamente alla stessa coscienza. Analogamente, il focus fisico costituisce una singola direzione dell’attenzione dell’Essenza, non una sua porzione separata. (EliasWeb)
Per questo Elias afferma che tutte le attenzioni dell’Essenza accadono simultaneamente. La focalizzazione presente nel focus costituisce soltanto una di esse. Accanto ai focus che occupano dimensioni fisiche esistono attenzioni che occupano aree non fisiche della coscienza, e tutte queste attività avvengono simultaneamente. (EliasWeb)
La simultaneità non deve essere intesa come la capacità di un individuo fisico di percepire contemporaneamente una molteplicità di esperienze. È una caratteristica dell’Essenza che la focalizzazione fisica, attraverso la propria particolare organizzazione percettiva, non rende normalmente oggettivamente disponibile.
Il fatto che il focus non riconosca simultaneamente le altre attenzioni non significa dunque che esse non esistano o che siano inattive. Significa che l’attenzione del focus è organizzata secondo una modalità specifica di focalizzazione.
Non esiste un movimento verso un’Essenza più completa
Questa impostazione modifica anche il significato di parole come crescita, apprendimento, evoluzione o divenire.
Elias non descrive l’Essenza come qualcosa che debba diventare più completa. Non vi è un grado superiore di Essenza al quale aspirare, né un’area della coscienza nella quale siano custodite conoscenze che l’individuo ancora non possiede. L’Essenza già occupa tutte le aree della coscienza e già possiede tutta l’informazione. (EliasWeb)
Il becoming dell’Essenza deve quindi essere distinto dal divenire inteso come acquisizione di qualcosa che prima mancava. Elias lo definisce invece come esplorazione e creazione di esperienza. L’Essenza non si muove verso qualcosa che non è; esplora ciò che già è attraverso differenti esperienze, possibilità ed espressioni. (EliasWeb)
Questa distinzione è essenziale per non introdurre nell’insegnamento una concezione progressiva che gli è estranea. Il divenire non modifica ciò che l’Essenza è.
Modifica ciò che viene esplorato e il modo nel quale ciò che già è viene espresso.
La coscienza crea attenzioni per esplorare il proprio essere
La relazione tra coscienza, Essenza e attenzione viene formulata da Elias in modo particolarmente netto nella Sessione 758.
La coscienza, proprio in quanto esperienza di se stessa e della propria creatività infinita, crea attenzioni per esplorare il proprio essere. L’attenzione costituisce dunque uno strumento attraverso il quale la coscienza esplora se stessa. (EliasWeb)
Questa affermazione consente di rovesciare la prospettiva abituale. Non è l’Essenza a essere una coscienza che, occasionalmente, si concentra su un’esperienza.
È l’attenzione stessa a costituire una modalità attraverso la quale la coscienza può focalizzare una particolare possibilità della propria espressione/esistenza.
Il focus fisico è quindi una di queste focalizzazioni. La sua importanza non deriva dal fatto che costituisca la realtà fondamentale dell’Essenza, ma dal fatto che questa particolare dimensione è stata configurata per consentire alla coscienza di esplorare il proprio essere secondo determinate modalità. Elias descrive ogni dimensione fisica come una configurazione che permette alla coscienza di esplorare il proprio essere attraverso differenti forme di creatività. (EliasWeb)
La dimensione fisica, pertanto, non è il luogo nel quale la coscienza impara ciò che è. È una particolare modalità attraverso la quale esplora ciò che già è.
Tutto ciò che l’Essenza è non è contenuto nell’esperienza fisica
La limitazione percettiva del focus può facilmente produrre l’impressione opposta. Poiché il focus conosce direttamente una sola direzione della propria esperienza, può sembrare che l’Essenza sia identificabile con quella direzione. Ma Elias insiste sul contrario: il focus fisico rappresenta soltanto una delle molte attenzioni dell’Essenza. (EliasWeb)
L’Essenza può avere focus in differenti dimensioni fisiche e, contemporaneamente, focus in aree non fisiche della coscienza. Non si tratta quindi di un passaggio successivo: prima la dimensione fisica, poi una condizione non fisica.
La successione appartiene alla prospettiva del focus. Dal punto di vista dell’Essenza, le diverse focalizzazioni sono simultanee.
Questo principio sarà decisivo per comprendere anche ciò che accade quando una determinata attenzione non è più orientata verso questa dimensione fisica. Non si verifica una cessazione dell’attività dell’Essenza e non si apre un nuovo capitolo della sua esistenza. Si modifica la direzione dell’attenzione.
L’assenza di focalizzazione non è assenza di attività
La distinzione tra Essenza e focalizzazione permette di comprendere una questione che sarà centrale nei capitoli successivi. Se una determinata attenzione non è focalizzata in questa dimensione fisica, ciò non significa che l’Essenza sia priva di esperienza o che l’attenzione sia sospesa.
Elias descrive esplicitamente la possibilità che l’Essenza abbia 👉la propria attenzione rivolta a molte direzioni contemporaneamente. Quando non è focalizzata in una particolare dimensione fisica, l’Essenza non incorpora i sistemi di credenze e i particolari schemi espressivi propri di quella dimensione. Ne risulta una minore limitazione dell’attenzione e la possibilità di incorporare simultaneamente una grande diversità di direzioni. (EliasWeb)
Elias porta se stesso come esempio: afferma di avere l’attenzione focalizzata in molte direzioni simultaneamente, mantenendo consapevolezza di tutte queste attenzioni. L’accesso all’informazione non richiede quindi un archivio esterno o un luogo nel quale essa sia depositata: consiste nel movimento dell’attenzione verso differenti direzioni della coscienza. (EliasWeb)
Nota di uma: i dati dell’attenzione 1, 2, 3, 4, 5 sono tutti simultaneamente presenti. I dati 1 sono nella consapevolezza dell’attenzione 1, i dati 2 nella consapevolezza dell’attenzione 2, ecc.
L’Essenza ha innumerevoli attenzioni e consapevolezze di esse, ma ha anche una consapevolezza unitaria dell’insieme. Sente il dettaglio, gli innumerevoli dettagli, e sente l’insieme.
Mentre sente 1, 2, 3, 4, 5 simultaneamente e unitariamente, può porre l’accento sul sentire in modo particolare, ad esempio, 3? Ha un senso questa domanda? È quello che stiamo indagando.
Perché viene posta? Perché è dalla visione unitaria e dalla consapevolezza particolare che poi emerge una nuova possibilità di indagine: se da 3 emerge un impulso che può dar luogo a qualcosa di originale, allora quell’impulso va colto, esposto, alimentato e questo non è opera solo dell’attenzione 3, è opera unitaria.
La simultaneità non elimina l’individualità
Dire che l’Essenza occupa simultaneamente molte aree della coscienza non significa che le diverse attenzioni perdano la propria individualità/peculiarità.
Nella transizione non fisica, Elias descrive proprio il riconoscimento della simultaneità delle attenzioni: viene meno la singolarità propria della consapevolezza oggettiva e diviene possibile riconoscere simultaneamente le diverse attenzioni come proprie, mantenendo tuttavia l’espressione unica di ciascuna. (EliasWeb)
Questo passaggio è importante perché consente di tenere insieme due affermazioni che, dal punto di vista fisico, possono apparire contraddittorie:
tutte le attenzioni sono sé;
e contemporaneamente:
ogni attenzione mantiene la propria espressione individuale.
La simultaneità non cancella la distinzione. La distinzione non produce separazione. È precisamente questa relazione tra unicità e non-separazione a caratterizzare l’Essenza.
La scelta nasce all’interno della simultaneità
Quando viene meno la singolarità dell’attenzione propria del focus fisico, non tutte le attenzioni vengono ricondotte a un’unica direzione. Al contrario, Elias afferma che ciascuna attenzione può scegliere quale direzione incorporare. Le aree della coscienza non costituiscono livelli gerarchici: sono associate a differenti azioni, esplorazioni e movimenti, e le attenzioni scelgono di muoversi in quelle direzioni secondo ciò che scelgono di esplorare. (EliasWeb)
Questa affermazione sarà fondamentale per il capitolo successivo. Per ora è sufficiente stabilire il principio:
la molteplicità delle attenzioni dell’Essenza non è una molteplicità passiva; è una molteplicità creativa, nella quale differenti attenzioni possono assumere differenti direzioni di esplorazione.
L’Essenza già contiene ciò che esplora
La Sessione 549 permette di precisare ulteriormente il significato dell’esplorazione. Poiché non esiste alcun elemento esterno alla coscienza, non esiste qualcosa che l’Essenza debba andare a cercare fuori di sé. La coscienza è già tutto ciò che è. L’idea di espansione, applicata alla coscienza stessa, è quindi impropria: ciò che si espande è l’attenzione, nel senso che continua a esplorare all’interno della propria consapevolezza. (EliasWeb)
Elias utilizza l’immagine di un edificio già completo: esplorare le sue stanze non amplia l’edificio. L’edificio è già ciò che è; l’esplorazione permette di incontrarne differenti elementi e di creare differenti esperienze in relazione ad essi. (EliasWeb)
L’analogia è limitata, come tutte le immagini utilizzate per tradurre concetti non fisici, ma chiarisce il principio. L’esplorazione non completa la coscienza. La coscienza è già completa. L’esplorazione apre invece differenti possibilità di esperienza all’interno di ciò che già è.
Dalla simultaneità alla creazione
A questo punto emerge il passaggio decisivo. Se l’Essenza occupa già tutte le aree della coscienza e dispone simultaneamente di molte attenzioni, l’esplorazione non consiste nel raggiungere un luogo nel quale prima non era presente.
Consiste nel creare esperienza attraverso la direzione dell’attenzione.
Elias collega direttamente 👉la natura della coscienza al creare attenzioni per esplorare il proprio essere. (EliasWeb)
Il significato della continuità
- La continuità dell’Essenza non consiste dunque nella permanenza indefinita dello stesso tipo di esperienza.
- Non significa continuare per sempre la medesima esperienza fisica.
- Non significa ripetere ciò che è già stato sperimentato.
- Non significa procedere verso una conclusione.
- La continuità consiste nella continua possibilità di esplorazione.
Elias descrive questa attività come inesauribile: la coscienza continua a esplorare se stessa e la propria creatività, mentre l’attenzione continua a muoversi all’interno della propria consapevolezza. (EliasWeb)
- Per questo l’assenza di un obiettivo finale non equivale ad assenza di direzione.
- Ogni attenzione può avere la propria direzione.
- Ogni direzione può costituire una propria esplorazione.
- Ogni esplorazione può generare nuove esperienze e nuove espressioni.
Ma nulla di tutto questo presuppone che l’Essenza debba diventare qualcosa che non è già.
Sintesi del capitolo
L’Essenza, nella prospettiva di Elias, non coincide con il singolo focus fisico e non è confinata alla sua esperienza. È una distinzione della coscienza espressa attraverso un tono e una molteplicità di attenzioni. Essa occupa già tutte le aree della coscienza; non esistono livelli superiori verso i quali debba evolvere né conoscenze fondamentali che debba acquisire per completarsi. (EliasWeb)
La singolarità dell’attenzione propria del focus fisico costituisce una modalità particolare di focalizzazione. Al di sotto di questa singolarità permane la simultaneità delle molte attenzioni dell’Essenza. Quando una determinata attenzione non è orientata verso una particolare dimensione fisica, non cessa di essere attiva: può rivolgersi ad altre aree e direzioni della coscienza. (EliasWeb)
L’esplorazione non rappresenta un movimento verso ciò che ancora manca all’Essenza. La coscienza è già tutto ciò che è e non possiede un esterno da conquistare. Ciò che continua è l’esplorazione di ciò che già è, attraverso differenti direzioni dell’attenzione e differenti espressioni creative. (EliasWeb)
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org