La relazione è già presente. La cooperazione è già operante. La manifestazione rende semplicemente possibile una particolare modalità di esplorazione all’interno di questa cooperazione.
☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
5. La vita dell’Essenza non rivolta alla manifestazione fisica
☉Fonti del capitolo presente [Sessione 104; 1030]
Capitolo 2
Se il primo capitolo ha mostrato come la domanda tradizionale sulla “vita dopo la manifestazione fisica” non sia adeguata alla prospettiva di Elias, il secondo affronta la ragione più profonda di questa inadeguatezza.
Essa nasce dal modo in cui concepiamo la coscienza. Nella prospettiva ordinaria immaginiamo l’esistenza come un insieme di individui autonomi. Ognuno possiede una propria coscienza e, solo successivamente, entra in relazione con gli altri. La cooperazione appare allora come un evento: qualcosa che può avvenire oppure no, a seconda delle circostanze.
La Sessione 104 propone una visione radicalmente diversa. La cooperazione non è un’attività della coscienza. È la forma stessa della coscienza. Questa affermazione modifica l’intera cosmologia.
Non esistono prima individualità separate e poi la loro collaborazione. Esiste una cooperazione originaria che si manifesta attraverso una molteplicità di individualità, senza mai perdere la propria unità.
L’individualità non viene negata. Ogni focus, ogni Essenza, ogni manifestazione conserva una propria irripetibile prospettiva. Ma tale prospettiva non costituisce un’esistenza isolata. Essa rappresenta un particolare punto di vista attraverso il quale la cooperazione della coscienza prende forma.
Per comprendere questa impostazione occorre sospendere un’abitudine profondamente radicata: identificare l’unità con l’uniformità e la molteplicità con la separazione.
Nel corpus di Elias questi due poli non sono alternativi.
- L’unità non elimina la differenza.
- La differenza non produce separazione.
La cooperazione è precisamente ciò che rende possibile la coesistenza di entrambe.
Da questa prospettiva acquista un significato nuovo anche il concetto di energia.
L’energia non viene presentata come una sostanza neutra che circola tra individui distinti. Essa coincide con l’attività stessa della coscienza. Per questo Elias afferma che nell’energia non esiste separazione. (⇆ Nel sentire non esiste separazione, ndr)
La separazione appartiene al modo in cui il focus fisico organizza la propria esperienza; non appartiene alla struttura della coscienza. Questo punto è decisivo per comprendere la vita dell’Essenza.
Se la cooperazione è originaria e l’energia non conosce separazione, allora la manifestazione fisica non può essere considerata il momento nel quale la coscienza entra finalmente in relazione.
La relazione è già presente. La cooperazione è già operante. La manifestazione rende semplicemente possibile una particolare modalità di esplorazione all’interno di questa cooperazione.
Anche gli accordi assumono, di conseguenza, un significato diverso. Normalmente si immaginano gli accordi come decisioni prese da soggetti indipendenti. Nel quadro delineato dalla Sessione 104 avviene l’opposto.
Gli accordi non creano la cooperazione. Essi ne costituiscono un’espressione. La cooperazione precede ogni accordo, così come precede ogni manifestazione individuale.
Questa inversione di prospettiva è essenziale. Essa impedisce di pensare la vita dell’Essenza come una successione di incontri, decisioni e separazioni. Se la cooperazione è la natura originaria della coscienza, allora essa non deve essere continuamente ricostruita: è il tessuto permanente entro il quale ogni esperienza prende forma.
In questa luce, la domanda iniziale della monografia inizia già a ricevere una prima risposta. Che cosa caratterizza la vita dell’Essenza quando non è orientata alla manifestazione fisica?
La prima risposta non riguarda ciò che l’Essenza fa, ma ciò che l’Essenza è.
Prima ancora di qualsiasi attività, essa è partecipazione continua alla cooperazione della coscienza.
La manifestazione fisica non inaugura questa cooperazione e la sua conclusione non la interrompe.
Essa costituisce soltanto una delle forme attraverso cui la cooperazione si rende esperienza.
Che cosa affermano esplicitamente le sessioni
Le sessioni considerate affermano esplicitamente che:
- la coscienza è cooperazione energetica (104);
- l’energia non conosce separazione (104);
- gli accordi derivano dalla cooperazione e non la producono (104);
- l’Essenza sostiene simultaneamente molte attenzioni (1030), mostrando che la cooperazione non è limitata a un singolo focus.
Ricostruzione editoriale
Nessuna delle sessioni afferma con queste parole che la cooperazione costituisce la “vita propria” dell’Essenza. Questa formulazione è una ricostruzione editoriale che nasce dalla convergenza di tre principi:
- la cooperazione è la natura della coscienza (104);
- l’Essenza opera simultaneamente attraverso molte attenzioni (1030);
- la simultaneità appartiene alla struttura dell’Essenza (1484).
Presi insieme, questi principi permettono di comprendere che la cooperazione non è un episodio della vita dell’Essenza, ma il suo modo permanente di esistere.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org