Ciclo sulle varianti secondo il Cerchio Firenze 77. Riunione 303, 18 febbraio 1970 (da Opera Omnia del Cerchio Firenze 77)
Pagina base del ciclo sulle varianti con l’indice di tutti i post pubblicati e il link per l’acquisto dei volumi dell’Opera Omnia del Cerchio Firenze 77.
[…] Ormai siete un poco adulti e dobbiamo poter parlare liberamente. Dobbiamo dire che tutto quanto nel mondo accade di terribile, di crudele, di mostruoso e tutto quello che voi potete sapere, conoscere, sentire e immaginare, figli e fratelli, in ultima analisi accade per il bene delle creature.
➡️Com’è possibile che un santo (che ha maggiore libertà di scelta) sia condizionato dalle scelte del selvaggio (che ne ha meno)?
Forse, però, a queste esperienze dolorose esistevano delle varianti! Siamo caduti, senza volerlo, oppure volendolo fino da principio, nelle varianti! Ma poiché voi avete le idee chiare… vorrei portare un altro ordine di considerazioni, oltre quelle che voi avete fatte.
Nota di uma: seguono due affermazioni in apparente contraddizione l’una con l’altra.
Affermazione A
Le varianti certo interessano e possono avere conseguenze nel piano fisico, perché se esistono serie di fotogrammi aventi una certa configurazione, e varianti a queste serie con altra configurazione, è logico che nel piano fisico esistono questi due fatti rappresentati nelle serie dei fotogrammi; per cui se io scelgo la prima di queste serie anziché la seconda, dissi che 👉precludo la strada ad altre creature che sono come me rappresentate in entrambe le serie, a percorrere la seconda delle serie, quella che io ho scartata. Dunque vi sono conseguenze nel piano fisico.
Affermazione B
Vi abbiamo anche detto che esistono, però, varianti vissute unicamente da un protagonista, mentre gli altri protagonisti del medesimo fatto rappresentati nelle varianti vivono la variante scartata. E anche questo è vero.
Infine dobbiamo fare un’altra considerazione, ed è quella che possiamo fare – non dico innalzandoci – ma salendo dal piano akasico, dal piano del sentimento (?, ndr), di quel “sentire” che è mèta dell’uomo e del quale prima vi parlavo.
Noi sappiamo che il “sentire” scorre contemporaneo per tutte le creature, per tutti gli individui. E allora che cosa succede quando un avvenimento del piano fisico che ha come protagonisti due creature, l’una ad un grado di “sentire” “A” e l’altra ad un grado di “sentire” “Z”? E quando questo fatto ha una variante?
Intendo dire: il selvaggio ad esempio che incontra il Santo – tanto per dare dei nomi e delle definizioni – e che può ascoltarlo o non ascoltarlo. Dunque esiste una variante, è vero? Secondo quello che noi sappiamo e vi abbiamo detto, il selvaggio che ha questa libertà di scelta, se sceglie una prima soluzione, abbiamo detto “preclude” la strada al Santo di scegliere la variante scartata.
Adatto l’esempio, il fatto, a quello che ho detto prima, è vero? Ma esiste anche il viceversa, cioè il Santo che ha ancora più libertà del selvaggio, il quale a motivo maggiore può, incontrando il selvaggio, parlargli o no.
Allora se già le varianti sono tanto complicate senza pensare alla sfasatura dei vari “sentire”, come divengono ancora più complicate in questa sfasatura! Perché se il selvaggio sceglie di non ascoltare il Santo, il Santo, quando a suo tempo dovrà “sentire” queste varianti, questi due fatti, cioè queste due serie di fotogrammi una delle quali lo vede a colloquio con il selvaggio e l’altra serie che lo vede invece in un colloquio mancato, potrà a sua volta scegliere di parlare o di tacere.
Vero? Dunque, raddoppiano, in un certo senso, le possibilità?
E allora se è vero che il Santo ha più libertà e quindi più possibilità di scegliere varianti, il fatto dimostrerebbe il contrario perché, poiché è il primo il selvaggio a “sentire” i due fatti costituenti varianti, e poiché il fatto che il selvaggio scelga precludendo la strada scartata anche all’altro protagonista, ne conseguirebbe che nel “sentire” il Santo sarebbe condizionato dal selvaggio, è vero? E allora, come può accadere questo?
Com’è possibile che il Santo che gode della massima libertà, una volta che “sente” i fotogrammi nei quali sono rappresentati individui di evoluzione inferiore che hanno già vissuto quei fotogrammi, può a sua volta scegliere senza essere condizionato dalle scelte di “sentire” già fatte?
Partecipante – Io penso di sì, scegliendo una serie da solo…
Partecipante – Io penso che il selvaggio non ha la possibilità di escludere il Santo… da una serie di fotogrammi.
Partecipante – Il Santo si vive da solo il fotogramma scelto.
Kempis – Forse non sono stato sufficientemente chiaro.
Rifacciamoci all’esempio del cinema. Dicemmo che i conti debbono tornare.
Cioè, se noi veniamo qua stasera, precludiamo la scelta dei fotogrammi alla cassiera – se scelta si può chiamare – nella quale ella incassa il prezzo del nostro ingresso al cinema. È vero? Altrimenti i conti non tornerebbero. È chiaro questo?
Adesso invece, sempre questo principio, lo portiamo sul piano di due creature aventi evoluzione diversa; perché facendo l’esempio del cinema, noi abbiamo portato l’esempio delle varianti su un piano di contemporaneità, in un certo senso. Mentre questa contemporaneità del “sentire” non esiste, lo sappiamo. Specie quando appunto esistono due diversi livelli di “sentire”, due diverse evoluzioni, è vero?
Allora: poiché, diciamo, i primi “sentire” – dice giustamente il figlio Silvio “non esiste un prima e un dopo” – ma noi parliamo dal piano akasico in cui una successione esiste, c’è.
Quindi noi parliamo da questo punto di vista della successione del piano akasico. Poiché sono “sentiti”, vibrano, si realizzano – come dir volete – i “sentire” inferiori come intensità, corrispondenti a livelli di evoluzioni di selvaggi, se esiste una scena che ha come protagonista un selvaggio e un Santo – e questa scena ha una variante – poiché il primo a “sentire” questa scena nella versione… originale – diciamo – e nella versione variata è il selvaggio, e poiché noi sappiamo che chi prima sceglie, per così dire, preclude la strada a chi “sentirà” successivamente, preclude i fotogrammi all’altro protagonista – vedi esempio del cinema – allora come può essere che il Santo, il quale – detto per assunto – ha più evoluzione e quindi più possibilità di scelta – perché noi abbiamo detto che le varianti esistono in proporzione alla libertà degli individui – come è possibile che il Santo, il quale ha più libertà del selvaggio, sia dalle scelte di questo condizionato. Kempis
CONCETTI CHIAVE ALLA LUCE DI UN POSSIBILE CONFRONTO CON SETH
✦ v2, 297 E infine poi il “Sentire Assoluto”. […] Raggiunta la Coscienza Assoluta, il “Sentire Assoluto”, v’è tutto.
V’è non solo il “sentire” come coscienza, ma il“sentire” completo del Tutto. Il tutto conoscere ed essere presente nel Tutto. Quindi non solo nei fotogrammi che un individuo può avere scelto, ma 👉 nelle varianti che l’individuo può non avere scelto 👈.
✦ v4, 299 Ma se noi analizziamo tutta la serie, noi vediamo 👉un “sentire” alla volta, dal più semplice al più complesso, che vibra successivamente.
👉Le varianti esistono e sussistono solo ove non c’è Karma, non v’è passaggio obbligato
Voi vedete che 👉se questo denaro non fosse il comun denominatore della storia dei tre, le tre storie sarebbero divergenti e non esisterebbe più un Cosmo, ma sarebbe tutto un mondo di sogno.
👉solo quando questo possa bene intessersi sul comun denominatore delle storie individuali; solo quando questo non porti ad una serie di fotogrammi del tutto aliena, lontana, dalle altre, da quelle di altre creature che sono attorno al protagonista.
✦v5, 301 👉Esistono quindi varianti di fotogrammi del piano fisico, varianti di fotogrammi del piano astrale, varianti di fotogrammi del piano mentale.
“qualunque serie di fotogrammi appartenenti a qualunque creatura, comprese le varianti, 👉lo scenario è quello”
Vi è stata una grande eruzione vulcanica; non esiste possibilità di variante.
La vita macrocosmica, la vita del macrocosmo, non ha varianti
La sua libertà pura è piccola. «Quindi le varianti – voi direte – sono minime!». Sì, le varianti, quel genere di varianti è minimo. Ma esistono anche in una visione un po’ più ampia; sempre varianti, ripeto, del piano fisico.
Per comprendere la soluzione di questo enigma, occorre rifarsi non solo alla libertà che ha una creatura, ma 👉alle conseguenze dell’azione compiuta dalla creatura nell’ambito della sua libertà. Perché ciascuna azione ha un suo peso e se questo peso c’è, deve colpire qualcuno. Non può annullarsi, deve avere una sua esistenza, una sua vita.
✦ v6, 302 queste varianti sono di 👉breve percorrenza, ed ai fini del peso ben presto si ricongiungono
Le vite individuali si intrecciano. Così se possono esservi dei momenti di queste vite “sentiti” unicamente dallo stesso individuo, tuttavia questi sono momenti, sono varianti, ma 👉debbono necessariamente reintegrarsi con le storie degli altri individui, in senso generale.
un fatto esistente secondo una variante, che può essere “sentito” da una creatura e non “sentito” da un’altra creatura egualmente protagonista; la quale altra creatura percorre invece la variante di quel fatto e quella variante “sente”.
✦ v7, 303 è logico che nel piano fisico esistono questi due fatti rappresentati nelle serie dei fotogrammi; per cui se io scelgo la prima di queste serie anziché la seconda, dissi che precludo la strada ad altre creature che sono come me rappresentate in entrambe le serie, a 👉percorrere la seconda delle serie, quella che io ho scartata. (👉affermazione smentita da quella che segue)
Vi abbiamo anche detto che esistono, però, varianti vissute unicamente da un protagonista, mentre gli altri protagonisti del medesimo fatto rappresentati nelle varianti vivono la variante scartata.
👉chi prima sceglie, per così dire, preclude la strada a chi “sentirà” successivamente, preclude i fotogrammi all’altro protagonista – vedi esempio del cinema – allora come può essere che il Santo, il quale – detto per assunto – ha più evoluzione e quindi più possibilità di scelta – perché noi abbiamo detto che le varianti esistono in proporzione alla libertà degli individui – come è possibile che il Santo, il quale ha più libertà del selvaggio, sia dalle scelte di questo condizionato
Più leggo sulle varianti e più nasce confusione.
I concetti di questo post mi sono del tutto incomprensibili, per mia carenza logica