Varianti: ognuno ha un suo mondo [v3]

Ciclo sulle varianti secondo il Cerchio Firenze 77. Riunione 298 – 10 Dicembre 1969 (da Opera Omnia del Cerchio Firenze 77)

Pagina base del ciclo sulle varianti con l’indice di tutti i post pubblicati e il link per l’acquisto dei volumi dell’Opera Omnia del Cerchio Firenze 77.

➡️La cicala e la formica, paragonate con l’esempio del libro.

Questa sera vi racconterò la storia della cicala e della formica. E voi direte: «Non è certo nuova questa storiella!». Ma è strano, nuova non è e io non ho l’ambizione di dirvi cose nuove. Tuttavia, ve la voglio ripetere.

Così apro il volume delle favole e inizio a leggere questa morale ed istruttiva storia. Leggo della cicala che durante il tempo felice non fa che cantare e godersi i raggi del sole; e della formica che, preveggente, invece serba per i momenti di carestia e infaticabile lavora, non curante dei lazzi che la cicala le indirizza.

Leggo del sopraggiungere dell’inverno e della contentezza della formica che al calduccio della sua casetta gode i frutti della sua fatica estiva, mangiando quello che prudentemente ha nascosto e serbato per l’inverno. E leggo della cicala che tutta tremante e pentita bussa alla porta della casa della formica chiedendo soccorso e ricevendone in compenso una bella ramanzina. Certo è una storia morale veramente istruttiva che si adatta bene ai vostri tempi – anche se è un po’ superata – e a voi, a questo nuovo insegnamento, a quello che voglio dirvi. Ma guardate le cose vecchie quanto utili ancora possono tornare!
Certo, che cosa possiamo imparare da questa storiella?

➡️Prima morale: andare oltre quello che si vede.

Quello che vuol dire: il suo messaggio, il suo significato morale, cosa importantissima.
Di andare oltre di quello che si vede presentemente. La cicala doveva andare oltre, nelle sue riflessioni, a quello che nel tempo felice vedeva, sentiva. Similmente all’uomo che vive nel piano fisico, vive la sua vita di ogni giorno con le sue preoccupazioni del lavoro, della famiglia e via dicendo, dei raffreddori, delle influenze e via e via, ma deve andare oltre.

Ed ecco che delle voci gli dicono: «Guarda! Esistono altre cose. Esiste un al di là, esiste la reincarnazione, esiste l’evoluzione; stai attento perché poi esiste anche la cernita, è vero?». Tutte cose verissime. Questo vuol significare la storia: andare oltre ciò che si vede. E per andare oltre, nel modo più aderente alla realtà – messo con un asterisco – vi abbiamo parlato per tanto tempo.

Adesso, dopo aver letto questa storia, assieme ci domandiamo: ho inteso il movimento della storia, il movimento immediato, cioè l’azione, vero? La fatica della formica, il bel tempo della cicala. Ho inteso l’altro senso della storia, quello che scappa fuori da questo primo movimento, la lezione morale, l’insegnamento che noi vi diamo: la reincarnazione, l’evoluzione e via dicendo.

➡️Seconda morale. Ognuno di noi ha un suo mondo, una sua esistenza.

Ma ci sarà ancora qualcos’altro? Potrò io ancora grattare e capire come nasce questa storia? Ed ecco allora che, per un fenomeno strano, io vedo come è nato il libro che or ora ho sfogliato, che narra la storia della cicala e della formica. Dico “come è nato” per comodità di spiegazione, ma dovrei dire “come sta in piedi, come esiste”.

E vedo che la storia non appare come io l’ho letta. I tempi della storia non sono come io li ho intesi al primo momento. Dall’estate passare all’autunno e all’inverno, per quale bella resa dei conti! Ma quello è un tempo tutto particolare, tutto limitato alla storia, quindi il libro non è stato scritto volta a volta, iniziando dalla prima pagina in cui si parla dell’estate felice della cicala e dell’estate faticosa per la formica; ma vi sono prima apparsi tutti gli elementi più semplici, ed io, per comodità, indicherò questi elementi con lettere dell’alfabeto: tutte le “A”, “B” e “C” e via e via fino ad arrivare alla lettera “L”. E che cosa vedo?

Vedo che la storia è già realizzata, è già scritta fino a livello della storia della cicala, perché la cicala contiene in sé tutti quegli elementi che si sono già realizzati in questo strano scorrere di un tempo diverso da quello che appare leggendo la favola della cicala e della formica. La storia della formica ancora non è completata perché vi è una “R”, una “O”. Ecco dunque un tempo diverso, una successione differente.
E poi ancora altri elementi più complessi, finché tutta la storia è realizzata, ma in un modo diverso da quello che io conoscevo. Strano.

Prima ho visto la storia, ho conosciuto la storia della cicala direi quasi indipendentemente da quella della formica, e poi, in una successione posteriore – tanto per dire qualcosa – ho conosciuto la storia della formica; non si può dire in modo indipendente perché le due storie sono unite l’una all’altra.

Le esperienze della cicala sono legate in qualche modo a quelle della formica e viceversa; ma io, leggendo prima la storia della cicala, quella ho “sentito” e mi sono comportato come una cicala; e poi leggendo quella della formica, quella ho “sentito” e mi sono comportato come una formica.

Ma strano, ecco che, anche vivendo questa successione, questo trascorrere di tempo in modo diverso da come può viverlo chi legge la favola della cicala e della formica, forse giungo alle stesse conclusioni: quelle conclusioni morali che l’autore della favola mi aveva additate. Dunque, che significa questo? Significa che ognuno di noi ha un suo mondo, una sua esistenza.

Che questi mondi sono uniti gli uni agli altri; che quanto ebbi a dirvi la volta scorsa è vero, ma che per il momento voi – come del resto per altri principi, vi ho detto – dovete accettarlo come principio, senza intenderne e poterne capire l’intimo.

Accettate dunque come principio che fra due creature le quali siano vicine nel condurre esperienze, laddove si presenti una variante, 👉le varianti possono essere percorse l’una da una creatura, 👉l’altra dall’altra.

Questo accettatelo come principio, per ora. Ripeto, senza poter delineare quelli che sono i limiti di questa verità. Tenendo presente che la libertà dell’uomo è relativa e che per questo le varianti sono forse in numero minore di quelle che in un primo momento si possono supporre.
E che infine tutto quello che vi abbiamo detto fino ad oggi del vecchio dire, è vero e non muta d’una virgola. Perché?

Perché, ancora ripeto, oltre la vita d’ogni giorno v’è un altro significato ed è il significato che per anni vi abbiamo ripetuto: la reincarnazione, l’evoluzione, l’amore agli altri, il conoscere se stessi, la cernita, tutte cose verissime. Ma oltre questo secondo significato che trascende il significato della vita fisica, ve n’è un altro ancora; ed è il significato, lo scorrere del mondo degli individui.

Ed allora vediamo, da questo nuovo mondo – il mondo degli individui – che quello che abbiamo conosciuto resta vero, solo che è “sentito” in una successione diversa da quella che può apparire in un primo tempo. 
Guardando la vita di ogni giorno, voi che sapete di questi insegnamenti, sapete anche che la vita di ogni giorno ha un significato diverso da quello che può dare a essa l’uomo che è ignaro dell’insegnamento.

Ebbene, conoscendo un altro senso alla vita di ogni giorno, un insegnamento che la trascende, principi morali, tutto quello che voi volete, la realtà della reincarnazione, dell’evoluzione, tutto questo è vero, ma esiste un significato ancora più profondo che trascende il significato della reincarnazione, dell’evoluzione e della cernita. Tutte queste verità sono realizzate non come voi le pensavate ieri, ma come ve le stiamo dicendo oggi. 
E quando finalmente vi sarete impossessati di questo nuovo modo di vedere, che trascende il vecchio, ma che si avvicina ancora di più alla realtà, allora imparerete a conoscerne uno nuovo, ancora più vicino alla realtà.

E cioè che 👉non vi è nessuna successione, e cioè un nuovo significato ancora che vi aprirà alla comprensione di come il Tutto esiste e perché, in che modo esiste.
Eppure, anche allora, volgendovi indietro, direte: «Tutto quello che io ho saputo era vero e giusto. Niente è mutato. Era vero il lavoro che dovevo affrontare quotidianamente nella mia vita sul piano fisico; era vero che dopo la morte del corpo fisico v’era un’altra esistenza, che tornavo a rivivere in un altro corpo e che questo corpo accoglieva un’espressione più alta di me stesso. E che infine, approfondendo nella comprensione, ho scoperto che tutti gli individui percepiscono lo stesso grado di “sentire”, e che quindi nel mondo dei fotogrammi io sono contemporaneo, nel “sentire”, solamente a coloro che hanno il mio stesso grado di “sentire”. […]

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