Varianti: per uno è successa una cosa, per l’altro un’altra [v2]

Ciclo sulle varianti secondo il Cerchio Firenze 77. Riunione 297 – 26 Novembre 1969 (da Opera Omnia del Cerchio Firenze 77)

Pagina base del ciclo sulle varianti con l’indice di tutti i post pubblicati e il link per l’acquisto dei volumi dell’Opera Omnia del Cerchio Firenze 77.

[…] Ecco, l’unica cosa – semmai – che con le similitudini potevate più o meno capire, era quella sul “sentire” dell’Individualità: “sentire” tutti i fotogrammi, compresi quelli che costituiscono le varianti alle azioni, oppure “sentire” solo quelli un tempo veramente vissuti? 

Dobbiamo intenderci, prima di tutto, su cosa significa “sentire”. Una volta noi avevamo le idee chiare in proposito, è vero? Il “sentire” era il “sentimento”, il resto era sensazione o emozione. Da quando abbiamo preso a parlare dei fotogrammi, non potevamo conservare questa distinzione senza avere una grande difficoltà nell’esprimersi. E allora abbiamo usato il termine 👉“sentire in senso lato”, è vero? Vi abbiamo detto più volte: “sentire” che comprende sensazioni, emozioni, ricordi e anche sentimento.

Ebbene, il 👉 “sentire” della individualità – che come voi sapete è un “sentire” tutta l’esistenza di questa individualità contemporaneamente, in tutta la fase di espressione di essa individualità – è un insieme di “sentire” nel senso vero e proprio che noi avevamo dato a questo vocabolo; cioè è un “sentire di cuore”, è un “sentire di Spirito”, è un “sentire di coscienza”. (Sentire di coscienza + sentire in senso lato, ndr).

Ma ciò non vuol dire che l’Individualità sia negata alla conoscenza del ricordo degli individui, degli individui che la costituiscono. Voglio dire questo: voi oggi avete il “sentire” che avete, “sentire” di coscienza e di sensazione, e di emozione, perché siete quelli che siete. Intendo dire questo: la vostra fase attuale di evoluzione è quella che è perché voi siete il risultato di certe esperienze; e voi siete così non perché ricordate certe esperienze, ma perché le avete vissute ed assimilate.

Il ricordo delle esperienze può non esistere più; il ricordo come ricordo di cronaca, di ciò che è avvenuto, può non esistere più. Come non esiste per le esperienze avute in altre esistenze, tranne casi eccezionali, s’intende. Ma voi egualmente siete quelli che siete perché le esperienze hanno portato i loro frutti.

Così il “sentire” dell’Individualità secondo le fasi che la costituiscono – cioè la fase di sviluppo del “sentire” del cristallo fino al massimo “sentire”, tranne l’ultimo, il “sentire” della Coscienza Assoluta – è un “sentire” di sentimento, di coscienza.

Il ricordo dei dettagli delle esperienze, delle… – come potrei dire? – dei fotogrammi ai quali l’individuo si lega o si è legato o si legherà. Noi siamo umanamente abituati a parlare secondo i tempi, a usare i verbi secondo i tempi, è vero? Ma siccome parliamo invece di cose che sono là ove non sono più tempi, ecco che ci troviamo in difficoltà ad esprimerci, ad usare i verbi secondo le coniugazioni.

Ma voi dovete intendere questo: che il “sentire” dell’Individualità, considerato fase per fase, è un “sentire di coscienza”. Per questo motivo, qualunque sia la 👉 variante che l’individuo sceglie nel mondo dei fotogrammi, l’esperienza è quella.
L’uomo ha un suo libero arbitrio relativo, limitato, e tutto quello che vi è; qualunque strada scelga la mèta è quella.

Significa impiegare più fatica, più dolore e meno intelligenza; significa impiegare più azione e meno riflessione o viceversa, ma il retaggio è lo stesso. Ecco perché vi dicemmo che la teoria di esistere della individualità è unica, non presenta varianti in quanto qualunque sia la strada scelta dall’individuo, l’individualità ha un ciclo di esistenza eguale.

Perché l’esperienza, questi “sentire”, questa teoria di “sentire”, come tanti puntolini l’uno più grosso dell’altro – e quindi non sarebbero più punti geometrici, ma punti, superfici, posti l’uno accanto all’altro sempre più grandi, che possono simbolizzare la teoria del “sentire” della individualità – ebbene questa teoria di “sentire” è “sentire di coscienza” e non può esistere come ricordo di fotogrammi scelti e vissuti.

Allora – dice giustamente la figlia Franca – «Come esistono eternamente questi fotogrammi?». Esistono come “sentiti” – di sensazione, di emozione, di ricordo, di sentimento – dall’individuo. Dunque vedete quanto diverso modo di “sentire” vi sia in seno al nostro essere!

Riflettete. Riflettete: il “sentire” dell’uomo, il “sentire” – perché no? – dello Spirito, del fantasma, del disincarnato. Il “sentire” della mente, il “sentire” della coscienza dell’individuo, ed il “sentire” della coscienza della individualità. Non sto creando dei termini nuovi, è vero? Voi lo capite. E infine poi il “Sentire Assoluto”. […] Raggiunta la Coscienza Assoluta, il “Sentire Assoluto”, v’è tutto.

V’è non solo il “sentire” come coscienza, ma il “sentire” completo del Tutto. Il tutto conoscere ed essere presente nel Tutto. Quindi non solo nei fotogrammi che un individuo può avere scelto, ma 👉 nelle varianti che l’individuo può non avere scelto 👈. Il Tutto. Conoscere il tutto di tutto. Possono sembrare certo misere parole per esprimere concetti così immensi, ma pure questi sono gli strumenti che abbiamo per farci intendere. Sta a voi – come diceva la vostra Guida – penetrare oltre il significato delle parole. E a noi sta la pazienza, la buona volontà di spiegarci, di cercare di spiegarci. 

Avete sufficientemente chiarito il concetto relativo al ripetersi di una scena? Di una serie di fotogrammi? Io mi auguro di sì. E cioè che cosa è scritto? Tutto è scritto nel senso che tutto esiste. Niente viene di volta in volta creato; nessuna situazione è creata lì per lì, a seguito di un’altra situazione precedente. Ma già tutto esiste e 👉 una situazione viene scelta in funzione della scelta che si è fatta precedentemente. Cioè è una questione di sottigliezza, di comprensione.

Fino a ieri voi credevate che di volta in volta il Cosmo crescesse, maturasse, sviluppasse. Oggi voi sapete che il Cosmo esiste da sempre e per sempre in tutte le sue fasi di sviluppo.
Altrettanto è per la vita degli individui; ogni situazione – ve lo ripeto ancora una volta – è già scritta, nel senso che non si attende che l’individuo abbia scelto una situazione precedente per concretizzare la seguente; ma già tutto esiste ed è l’individuo che, in forza di una scelta precedente, opera una scelta successiva. Ed è la scelta successiva che avviene in funzione (in dipendenza, ndr) di una scelta precedente.

Dunque tutto è scritto, eppure – poiché esistono le varianti – l’individuo ha una qualche forma di libero arbitrio relativo.
Può anche questo sembrare un controsenso, ma voi dovete riflettere sul significato di queste parole, dovete capire che il vero senso sta al di là del paradosso e del controsenso.
Voi dovete capire in quale misura l’individuo è libero e che, sì, esistono passaggi forzati, esistono serie di fotogrammi le quali, una volta imboccate all’inizio, non possono che condurre alla fine, ma che esistono anche le varianti.

Che queste varianti trovano ragione di esistenza basterebbe solo il fatto di dire che debbono affermare il principio del libero arbitrio; ma che – attenti bene, forse è la prima volta che con tanta chiarezza lo affermiamo – 👉se esiste una variante di fotogrammi nella quale esistono due creature rappresentate, ebbene questa variante può essere seguita, imboccata come voi dite, solo da una di queste due creature.

Mi spiego. Naturalmente nello spiegarmi affermo cose in realtà forse non esistenti, che non trovano riscontro nei fatti, ma debbo per forza volgarizzare per farvi intendere.

Ebbene: in una serie di fotogrammi vi sono rappresentate due creature. Un mendicante ed un’altra creatura che passa di fronte a questo mendicante. A questo punto nasce una variante; che cosa succede? La creatura che passa di fronte al mendicante può fare un’offerta, una elemosina come siete usi a dire, o non farla. Ebbene, che cosa succede?

Voi dite: «Fare l’elemosina è un fatto materiale, cioè togliere da una certa quantità di monete in una borsa una moneta e passarla nelle mani del mendicante». Ecco dunque la variante; prima serie di fotogrammi.

Guardate che quando parliamo di serie di fotogrammi non intendiamo queste semplici azioni, ma tutto un insieme, 👉 un complesso che può occupare gran parte di una vita di un individuo 👈, ma qua siamo per semplificare.

Prima serie di fotogrammi: la creatura passa davanti al mendicante e fa l’offerta. Cioè toglie delle monete dal suo portamonete e le passa al mendicante.

Seconda serie di fotogrammi: passa di fronte al mendicante e tira di lungo, quindi le monete rimangono nel borsellino, è vero?

Che cosa succede? Voi sapete che non esiste la contemporaneità del “sentire” per cui il mendicante vivrà, “sentirà”, percepirà, si immedesimerà in una di queste due serie di fotogrammi in tempi per così dire non eguali all’altra creatura che passa di fronte a lui, voi lo sapete questo.

Supponiamo che la senta prima il mendicante. Perché pongo questo postulato? Perché il mendicante 👉 quel giorno è scritto che deve ricevere quelle monete; ha un Karma buono, diremmo secondo il nostro linguaggio, è vero? (Ne consegue che non c’è possibilità di variante, ndr). Dunque in un tempo “X” che ha una ben precisa data sul calendario degli uomini, sarà per esempio il 27 Novembre 1969, giorno credo di riscossione per molti umani in questa vostra città, ebbene in questo giorno preciso del calendario – che però può essere vissuto in tempi diversi da ciascuno di noi* , voi lo sapete, pur essendo sempre il 27 Novembre 1969 – ebbene in questo giorno il mendicante deve avere questo Karma buono, ricevere certe monete.

Quando questa scena del Cosmo sarà “sentita” dal mendicante, lui vedrà passare davanti a sè quella persona di cui dicevamo prima che tirerà fuori dal suo borsellino delle monete e gliele passerà. È chiaro fin qui? Ma che cosa succede? Che quando questa serie di fotogrammi sarà “sentita” dall’altro personaggio in essa raffigurato – che può anche del resto essere “sentita” contemporaneamente al mendicante, non c’è niente di strano, è vero, – questo secondo personaggio che dovrebbe donare, invece per un moto egoistico, imbocca l’altra serie di fotogrammi e non dà le monete. «Ebbene – voi dite – ma che cosa succede allora? Come tornano i conti?».

Benissimo! Mi seguite? Non c’è nessun contrasto. Il mendicante avrà avuto il suo denaro che spenderà o che forse seppellirà, ne farà quello che vorrà. L’altro, invece, se lo terrà stretto nel borsellino. Dunque ciascuno dei due pure essendo, come disegno, rappresentato insieme in un’unica azione, in una comune azione, in un episodio comune, ha seguito una soluzione diversa.

Domanda – Ma il 27 Novembre che cosa è successo?
Risposta – Per uno è successa una cosa, per l’altro un’altra. È chiarissimo come ragionamento, ma avviene più di una storia. Ognuno ha la sua. La storia del Cosmo è l’insieme della storia degli individui. […]

Allora però, imboccando una variante o l’altra, poi avvengono, ripeto, altri fatti. Così nella variante in cui uno dei protagonisti aveva fatto l’elemosina, che cosa succede? Avvengono certi fatti per cui questo individuo avrà a sua volta un Karma benefico. Nell’altra variante in cui si è dimostrato egoista, a distanza di tempo, sono prescritti certi fatti per cui naturalmente sconterà. […]


CONCETTI CHIAVE ALLA LUCE DI UN POSSIBILE CONFRONTO CON SETH

v2, 297 E infine poi il “Sentire Assoluto”. […] Raggiunta la Coscienza Assoluta, il “Sentire Assoluto”, v’è tutto.
V’è non solo il “sentire” come coscienza, ma il“sentire” completo del Tutto. Il tutto conoscere ed essere presente nel Tutto. Quindi non solo nei fotogrammi che un individuo può avere scelto, ma 👉 nelle varianti che l’individuo può non avere scelto 👈.

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