Ciclo sulle varianti secondo il Cerchio Firenze 77. Riunione 297 – 26 Novembre 1969 (da Opera Omnia del Cerchio Firenze 77)
Pagina base del ciclo sulle varianti con l’indice di tutti i post pubblicati e il link per l’acquisto dei volumi dell’Opera Omnia del Cerchio Firenze 77.
Sintesi della riunione 297 di Kaya/CF77
1. Il significato del “sentire”
Punto centrale
Il termine “sentire” viene ridefinito.
Prima, nel linguaggio comune del Cerchio, “sentire” indicava soprattutto il sentimento, mentre sensazioni ed emozioni erano considerate altro. Con l’insegnamento sui fotogrammi, il termine viene ampliato.
Ora il “sentire” comprende:
- sensazioni,
- emozioni,
- ricordi,
- sentimento,
- coscienza.
Significato profondo
Il “sentire” dell’individualità non è il semplice ricordo cronologico delle esperienze vissute, ma è la trasformazione interiore prodotta dalle esperienze.
L’essenziale non è ricordare ciò che è accaduto, ma essere diventati ciò che si è attraverso ciò che è stato vissuto.
Questo spiega:
- perché normalmente non si ricordano le vite precedenti,
- ma allo stesso tempo si portano dentro i loro frutti evolutivi.
Conseguenza filosofica
L’evoluzione non dipende dalla memoria mentale, ma dall’assimilazione del “sentire”.
L’individualità è quindi:
- una continuità di coscienza,
- non una continuità di ricordi personali.
2. Il “sentire” dell’individualità
Punto centrale
L’individualità “sente” simultaneamente tutta la propria esistenza evolutiva.
Non vive soltanto:
- un singolo individuo,
- una sola incarnazione,
- un solo fotogramma.
Ma tutto il proprio sviluppo.
Significato
L’individualità non è limitata:
- al corpo fisico,
- alla personalità,
- al tempo umano.
Essa costituisce:
- una teoria continua di “sentire”,
- dalla coscienza più semplice fino ai livelli più elevati.
Punto fondamentale
Questo “sentire” è:
- “sentire di coscienza”,
- “sentire di Spirito”,
- “sentire di cuore”.
Non è semplicemente un’esperienza psicologica.
3. Le varianti non cambiano la mèta evolutiva
Punto centrale
Qualunque variante l’individuo scelga:
- la mèta finale rimane identica.
Cambiano:
- il dolore,
- la fatica,
- il tempo apparente,
- il tipo di esperienza.
Ma non cambia il risultato evolutivo finale.
Significato
Il libero arbitrio relativo non altera:
- la direzione della evoluzione,
- il compimento del “sentire”.
Può però modificare:
- il modo del percorso.
Per questo viene detto:
- più dolore e meno comprensione,
- più azione e meno riflessione,
- oppure il contrario.
Conseguenza
L’evoluzione è inevitabile.
Ciò che varia è:
- il modo con cui l’individuo arriva alla comprensione.
Questo è uno dei punti centrali dell’insegnamento karmico del Cerchio.
4. Il Cosmo non si sviluppa: esiste da sempre
Punto centrale
Qui avviene una svolta radicale.
Il Cosmo:
- non cresce,
- non si sviluppa nel tempo,
- non viene creato progressivamente.
Esiste già interamente.
Significato
Tutte le possibilità:
- tutti i fotogrammi,
- tutte le varianti,
- tutte le situazioni,
esistono eternamente.
Nulla viene creato “momento per momento”.
Conseguenza
Il tempo lineare è un’apparenza percettiva dell’individuo.
Nella Realtà:
- tutto è simultaneamente presente.
5. “Tutto è scritto” e libero arbitrio
Punto centrale
Il discorso affronta il grande paradosso:
- se tutto esiste già,
- allora come può esistere il libero arbitrio?
La risposta è:
- esistono varianti,
- l’individuo opera scelte,
- ma tutte le possibilità esistono già.
Significato
Il libero arbitrio relativo consiste:
- nello scegliere fra possibilità già esistenti.
Non nel creare nuove realtà.
Conseguenza
La libertà umana:
- non è assoluta,
- ma nemmeno inesistente.
È relativa al grado di coscienza dell’individuo.
6. Il problema della contemporaneità del “sentire”
Punto centrale
Il “sentire” degli individui non è contemporaneo.
Questo significa che:
- due individui possono vivere lo stesso episodio,
- ma non nello stesso “tempo di sentire”.
Significato
Il tempo umano è soltanto:
- una struttura percettiva relativa.
Ogni individuo vive:
- il proprio flusso di “sentire”.
Conseguenza
La realtà condivisa è solo apparente.
La vera Realtà è:
- una molteplicità di “sentire” individuali.
Questo porta alla nozione:
- della soggettività della vita individuale.
Tema fondamentale sviluppato poi in La fonte preziosa.
7. L’esempio del mendicante
Punto centrale
L’esempio serve a spiegare:
- come possano coesistere varianti differenti.
Una persona:
- può dare una moneta al mendicante,
- oppure non darla.
Entrambe le possibilità esistono.
Significato profondo
I due protagonisti possono vivere:
- soluzioni differenti dello stesso episodio.
Per il mendicante:
- la moneta viene ricevuta.
Per l’altro:
- la moneta viene trattenuta.
Punto essenziale
La “storia del Cosmo” non è unica nel senso umano.
È:
- l’insieme delle storie individuali.
Questo dissolve l’idea:
- di una realtà oggettiva unica e lineare.
8. Karma e varianti
Punto centrale
Ogni scelta produce conseguenze karmiche differenti.
Nel caso:
- della generosità,
- nasce un Karma benefico.
Nel caso:
- dell’egoismo,
- nasceranno esperienze compensative.
Significato
Il Karma non è punizione.
È:
- equilibrio evolutivo,
- conseguenza del “sentire”.
L’individuo raccoglie:
- ciò che corrisponde al proprio stato di coscienza.
9. I diversi livelli di “sentire”
Punto centrale
Esistono molti livelli di “sentire”:
- dell’uomo,
- dello Spirito,
- della mente,
- della coscienza dell’individuo,
- della individualità,
- fino al “Sentire Assoluto”.
Significato
Il “sentire” non è unico.
Esiste:
- una gerarchia di consapevolezza.
Ogni livello:
- include e trascende il precedente.
Conseguenza
La Realtà Assoluta comprende:
- tutte le esperienze,
- tutte le varianti,
- tutto il conoscere,
- tutto l’essere.
10. Il “Sentire Assoluto”
Punto centrale
Nel “Sentire Assoluto”:
- tutto è presente,
- tutto è conosciuto,
- tutto è simultaneamente essere.
Significato
L’Assoluto:
- non conosce separazione,
- non conosce esclusione,
- non conosce scelta limitata.
Contiene:
- ogni possibile esperienza,
- ogni variante,
- ogni individuo.
Conseguenza
L’evoluzione conduce:
- dalla limitazione individuale,
- alla comunione totale del “Sentire Assoluto”.
Sintesi conclusiva
Questa riunione insegna che:
- Il “sentire” è trasformazione della coscienza, non memoria cronologica.
- L’individualità trascende le singole incarnazioni.
- Tutte le possibilità esistono eternamente.
- Il Cosmo non diviene: è.
- Il libero arbitrio relativo consiste nella scelta tra varianti già esistenti.
- Le varianti non modificano la mèta evolutiva finale.
- Il Karma è conseguenza del “sentire”, non punizione.
- La realtà individuale è soggettiva.
- Il tempo lineare è una apparenza percettiva.
- Il “Sentire Assoluto” comprende simultaneamente tutto ciò che esiste.
CF77, Opera Omnia, Riunione 297 – 26 Novembre 1969
[…] Ecco, l’unica cosa – semmai – che con le similitudini potevate più o meno capire, era quella sul “sentire” dell’Individualità: “sentire” tutti i fotogrammi, compresi quelli che costituiscono le varianti alle azioni, oppure “sentire” solo quelli un tempo veramente vissuti?
Cosa significa sentire?
Dobbiamo intenderci, prima di tutto, su cosa significa “sentire”. Una volta noi avevamo le idee chiare in proposito, è vero? Il “sentire” era il “sentimento”, il resto era sensazione o emozione. Da quando abbiamo preso a parlare dei fotogrammi, non potevamo conservare questa distinzione senza avere una grande difficoltà nell’esprimersi. E allora abbiamo usato il termine 👉“sentire in senso lato”, è vero? Vi abbiamo detto più volte: “sentire” che comprende sensazioni, emozioni, ricordi e anche sentimento.
Ebbene, il 👉 “sentire” della individualità – che come voi sapete è un “sentire” tutta l’esistenza di questa individualità contemporaneamente, in tutta la fase di espressione di essa individualità – è un insieme di “sentire” nel senso vero e proprio che noi avevamo dato a questo vocabolo; cioè è un “sentire di cuore”, è un “sentire di Spirito”, è un “sentire di coscienza”. (Sentire di coscienza + sentire in senso lato, ndr).
Ma ciò non vuol dire che l’Individualità sia negata alla conoscenza del ricordo degli individui, degli individui che la costituiscono. Voglio dire questo: voi oggi avete il “sentire” che avete, “sentire” di coscienza e di sensazione, e di emozione, perché siete quelli che siete. Intendo dire questo: la vostra fase attuale di evoluzione è quella che è perché voi siete il risultato di certe esperienze; e voi siete così non perché ricordate certe esperienze, ma perché le avete vissute ed assimilate.
Il ricordo delle esperienze può non esistere più; il ricordo come ricordo di cronaca, di ciò che è avvenuto, può non esistere più. Come non esiste per le esperienze avute in altre esistenze, tranne casi eccezionali, s’intende. Ma voi egualmente siete quelli che siete perché le esperienze hanno portato i loro frutti.
Così il “sentire” dell’Individualità secondo le fasi che la costituiscono – cioè la fase di sviluppo del “sentire” del cristallo fino al massimo “sentire”, tranne l’ultimo, il “sentire” della Coscienza Assoluta – è un “sentire” di sentimento, di coscienza.
Il ricordo dei dettagli delle esperienze, delle… – come potrei dire? – dei fotogrammi ai quali l’individuo si lega o si è legato o si legherà. Noi siamo umanamente abituati a parlare secondo i tempi, a usare i verbi secondo i tempi, è vero? Ma siccome parliamo invece di cose che sono là ove non sono più tempi, ecco che ci troviamo in difficoltà ad esprimerci, ad usare i verbi secondo le coniugazioni.
Ma voi dovete intendere questo: che il “sentire” dell’Individualità, considerato fase per fase, è un “sentire di coscienza”. Per questo motivo, qualunque sia la 👉 variante che l’individuo sceglie nel mondo dei fotogrammi, l’esperienza è quella.
L’uomo ha un suo libero arbitrio relativo, limitato, e tutto quello che vi è; qualunque strada scelga la mèta è quella.
Significa impiegare più fatica, più dolore e meno intelligenza; significa impiegare più azione e meno riflessione o viceversa, ma il retaggio è lo stesso. Ecco perché vi dicemmo che la teoria di esistere della individualità è unica, non presenta varianti in quanto qualunque sia la strada scelta dall’individuo, l’individualità ha un ciclo di esistenza eguale.
Perché l’esperienza, questi “sentire”, questa teoria di “sentire”, come tanti puntolini l’uno più grosso dell’altro – e quindi non sarebbero più punti geometrici, ma punti, superfici, posti l’uno accanto all’altro sempre più grandi, che possono simbolizzare la teoria del “sentire” della individualità – ebbene questa teoria di “sentire” è “sentire di coscienza” e non può esistere come ricordo di fotogrammi scelti e vissuti.

Allora – dice giustamente la figlia Franca – «Come esistono eternamente questi fotogrammi?». Esistono come “sentiti” – di sensazione, di emozione, di ricordo, di sentimento – dall’individuo. Dunque vedete quanto diverso modo di “sentire” vi sia in seno al nostro essere!
Riflettete. Riflettete: il “sentire” dell’uomo, il “sentire” – perché no? – dello Spirito, del fantasma, del disincarnato. Il “sentire” della mente, il “sentire” della coscienza dell’individuo, ed il “sentire” della coscienza della individualità. Non sto creando dei termini nuovi, è vero? Voi lo capite. E infine poi il “Sentire Assoluto”. […] Raggiunta la Coscienza Assoluta, il “Sentire Assoluto”, v’è tutto.
V’è non solo il “sentire” come coscienza, ma il “sentire” completo del Tutto. Il tutto conoscere ed essere presente nel Tutto. Quindi non solo nei fotogrammi che un individuo può avere scelto, ma 👉 nelle varianti che l’individuo può non avere scelto 👈. Il Tutto. Conoscere il tutto di tutto. Possono sembrare certo misere parole per esprimere concetti così immensi, ma pure questi sono gli strumenti che abbiamo per farci intendere. Sta a voi – come diceva la vostra Guida – penetrare oltre il significato delle parole. E a noi sta la pazienza, la buona volontà di spiegarci, di cercare di spiegarci.
Avete sufficientemente chiarito il concetto relativo al ripetersi di una scena? Di una serie di fotogrammi? Io mi auguro di sì. E cioè che cosa è scritto? Tutto è scritto nel senso che tutto esiste. Niente viene di volta in volta creato; nessuna situazione è creata lì per lì, a seguito di un’altra situazione precedente. Ma già tutto esiste e 👉 una situazione viene scelta in funzione della scelta che si è fatta precedentemente. Cioè è una questione di sottigliezza, di comprensione.
Il Cosmo non si sviluppa ma esiste da sempre.
Fino a ieri voi credevate che di volta in volta il Cosmo crescesse, maturasse, sviluppasse. Oggi voi sapete che il Cosmo esiste da sempre e per sempre in tutte le sue fasi di sviluppo.
Altrettanto è per la vita degli individui; ogni situazione – ve lo ripeto ancora una volta – è già scritta, nel senso che non si attende che l’individuo abbia scelto una situazione precedente per concretizzare la seguente; ma già tutto esiste ed è l’individuo che, in forza di una scelta precedente, opera una scelta successiva. Ed è la scelta successiva che avviene in funzione (in dipendenza, ndr) di una scelta precedente.
Nota di uma: passaggio quanto mai critico che sembra introdurre un certo determinismo. In realtà non è questa l’intenzione di Kempis: in virtù di questa formulazione adottata, sarà poi costretto, in futuro, a innumerevoli spiegazioni e puntualizzazioni. Quando parlerà dell’Eterno Presente come archivio e della generazione/percezione simultanee del reale, allora questa formulazione diverrà chiara.
Tutto è scritto, eppure esiste il libero arbitrio
Dunque tutto è scritto, eppure – poiché esistono le varianti – l’individuo ha una qualche forma di libero arbitrio relativo.
Può anche questo sembrare un controsenso, ma voi dovete riflettere sul significato di queste parole, dovete capire che il vero senso sta al di là del paradosso e del controsenso.
Voi dovete capire in quale misura l’individuo è libero e che, sì, esistono passaggi forzati, esistono serie di fotogrammi le quali, una volta imboccate all’inizio, non possono che condurre alla fine, ma che esistono anche le varianti.
Nota di uma: “Tutto è scritto”: ribadisco che è un’espressione discutibile. “Tutto è simultaneo“, a mio parere sarebbe meno soggetta ad equivoci come espressione e significa: non c’è tempo, dunque c’è Eterno Presente ma si configura non come un mondo congelato e fisso, ma come dinamico e vivo, privo di successione temporale, non però di successione logica. Anche nella simultaneità la sequenzialità logica del sentire ha comunque senso e rappresenta il principio che orienta la realtà. Ciò che veramente conta è che l’EP è sentire vivente, creatività che non diviene ma che È.
Se esiste una variante nella quale ci sono due creature, la variante può essere imboccata solo da una delle due
Che queste varianti trovano ragione di esistenza basterebbe solo il fatto di dire che debbono affermare il principio del libero arbitrio; ma che – attenti bene, forse è la prima volta che con tanta chiarezza lo affermiamo – 👉se esiste una variante di fotogrammi nella quale esistono due creature rappresentate, ebbene questa variante può essere seguita, imboccata come voi dite, solo da una di queste due creature.
L’esempio del mendicante.
Mi spiego. Naturalmente nello spiegarmi affermo cose in realtà forse non esistenti, che non trovano riscontro nei fatti, ma debbo per forza volgarizzare per farvi intendere.
Ebbene: in una serie di fotogrammi vi sono rappresentate due creature. Un mendicante ed un’altra creatura che passa di fronte a questo mendicante. A questo punto nasce una variante; che cosa succede? La creatura che passa di fronte al mendicante può fare un’offerta, una elemosina come siete usi a dire, o non farla. Ebbene, che cosa succede?
Voi dite: «Fare l’elemosina è un fatto materiale, cioè togliere da una certa quantità di monete in una borsa una moneta e passarla nelle mani del mendicante». Ecco dunque la variante; prima serie di fotogrammi.
Guardate che quando parliamo di serie di fotogrammi non intendiamo queste semplici azioni, ma tutto un insieme, 👉 un complesso che può occupare gran parte di una vita di un individuo 👈, ma qua siamo per semplificare.
Prima serie di fotogrammi: la creatura passa davanti al mendicante e fa l’offerta. Cioè toglie delle monete dal suo portamonete e le passa al mendicante.
Seconda serie di fotogrammi: passa di fronte al mendicante e tira di lungo, quindi le monete rimangono nel borsellino, è vero?
Che cosa succede? Voi sapete che non esiste la contemporaneità del “sentire” per cui il mendicante vivrà, “sentirà”, percepirà, si immedesimerà in una di queste due serie di fotogrammi in tempi per così dire non eguali all’altra creatura che passa di fronte a lui, voi lo sapete questo.
Supponiamo che la senta prima il mendicante. Perché pongo questo postulato? Perché il mendicante 👉 quel giorno è scritto che deve ricevere quelle monete; ha un Karma buono, diremmo secondo il nostro linguaggio, è vero? (Ne consegue che non c’è possibilità di variante, ndr). Dunque in un tempo “X” che ha una ben precisa data sul calendario degli uomini, sarà per esempio il 27 Novembre 1969, giorno credo di riscossione per molti umani in questa vostra città, ebbene in questo giorno preciso del calendario – che però può essere vissuto in tempi diversi da ciascuno di noi* , voi lo sapete, pur essendo sempre il 27 Novembre 1969 – ebbene in questo giorno il mendicante deve avere questo Karma buono, ricevere certe monete.
*uma “Che però può essere vissuto in tempi diversi da ciascuno di noi , voi lo sapete, pur essendo sempre il 27 Novembre 1969” : il tempo cronologico è quello, il 27.11.69; il “tempo” del sentire è generalmente personale e differente per ciascuno; se per sentire quella scena di quel giorno è necessario un grado di sentire 10, i protagonisti sentiranno l’evento quando avranno sentire 10, allora per loro sarà anche quel dato giorno cronologico e accadrà quel fatto; non prima.
Quando questa scena del Cosmo sarà “sentita” dal mendicante, lui vedrà passare davanti a sè quella persona di cui dicevamo prima che tirerà fuori dal suo borsellino delle monete e gliele passerà. È chiaro fin qui? Ma che cosa succede? Che quando questa serie di fotogrammi sarà “sentita” dall’altro personaggio in essa raffigurato – che può anche del resto essere “sentita” contemporaneamente al mendicante, non c’è niente di strano, è vero, – questo secondo personaggio che dovrebbe donare, invece per un moto egoistico, imbocca l’altra serie di fotogrammi e non dà le monete. «Ebbene – voi dite – ma che cosa succede allora? Come tornano i conti?».
Benissimo! Mi seguite? Non c’è nessun contrasto. Il mendicante avrà avuto il suo denaro che spenderà o che forse seppellirà, ne farà quello che vorrà. L’altro, invece, se lo terrà stretto nel borsellino. Dunque ciascuno dei due pure essendo, come disegno, rappresentato insieme in un’unica azione, in una comune azione, in un episodio comune, ha seguito una soluzione diversa.
Domanda finale: dove finiscono i soldi?
Domanda – Ma il 27 Novembre che cosa è successo?
Risposta – Per uno è successa una cosa, per l’altro un’altra. È chiarissimo come ragionamento, ma avviene più di una storia. Ognuno ha la sua. La storia del Cosmo è l’insieme della storia degli individui. […]
Allora però, imboccando una variante o l’altra, poi avvengono, ripeto, altri fatti. Così nella variante in cui uno dei protagonisti aveva fatto l’elemosina, che cosa succede? Avvengono certi fatti per cui questo individuo avrà a sua volta un Karma benefico. Nell’altra variante in cui si è dimostrato egoista, a distanza di tempo, sono prescritti certi fatti per cui naturalmente sconterà. […]
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v2, 297 E infine poi il “Sentire Assoluto”. […] Raggiunta la Coscienza Assoluta, il “Sentire Assoluto”, v’è tutto.
V’è non solo il “sentire” come coscienza, ma il“sentire” completo del Tutto. Il tutto conoscere ed essere presente nel Tutto. Quindi non solo nei fotogrammi che un individuo può avere scelto, ma 👉 nelle varianti che l’individuo può non avere scelto 👈.
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