Ciò che esiste come proiezione del nostro sentire, pensare, provare.
il vostro ambiente personale corporeo, è la materializzazione fisica dei vostri pensieri più intimi, delle vostre emozioni e delle vostre opinioni.
Quasi alla lettera, il sé interiore forma il corpo trasformando magicamente pensieri ed emozioni in controparti fisiche. Siete voi a far crescere il corpo. La sua condizione rispecchia perfettamente in ogni dato momento il vostro stato soggettivo. Voi formate il vostro corpo usando atomi e molecole, e plasmando gli elementi di base in una forma che chiamate vostra.
da SEDUTA 520, 25 marzo 1970: Le comunicazioni di Seth, ed.Mediterranee
Nota di uma: se riusciamo a sentire le parole di Seth – che rispecchiano fedelmente l’insegnamento di CF/CI – allora sentiamo la radice dell’esistenza, l’humus che ospita le radici di tutto ciò che chiamiamo vita.
Se andiamo a vedere, in questa consapevolezza che matura e si manifesta, è racchiusa buona parte della transumanza umana: dal sentirci vittime di fattori esterni, naturali, a quello di subire ingiustizie ad opera di altri, della collettività, dello Stato; al considerare la malattia il mistero sempre in agguato proveniente dall’esterno e dall’interno.
La via spirituale e contemplativa è la via della piena assunzione di ogni responsabilità: ogni responsabilità. Se ciò che accade è generato dal sentire, pensare, provare, agire che io metto in atto, allora questa realtà quotidiana che vivo è solo mia e non la posso imputare ad altri.
Anche quando, chiaramente, vivo un’ingiustizia, quella parla del mio percorso esistenziale prima che delle responsabilità dell’altro. È chiaro che è giusto ribellarsi a ciò che è ingiusto, che così si avverte, ma questa ribellione deve essere associata alla consapevolezza della sfida esistenziale in corso, sfida solo nostra e da noi generata.
Attenzione: non dall’altro generata, da noi generata. Non esiste una realtà oggettiva, se non quella ambientale, scenografica, relativa ai dati generali che condividiamo con gli altri, il resto è fatto nostro, sequenza nostra, variante nostra e mai sappiamo se effettivamente anche l’altro lo sente.
Vorrei che riflettessimo più a fondo sul tema delle varianti: questa scena, in questi termini, con questo svolgimento, la sento e la vivo solo io: tu la condividi con me solo nel caso il tuo sentire sia equivalente al mio.
Il non comprendere, da parte nostra, il tema delle varianti ci conduce a interpretare in modi completamente falsati la realtà, a essere perennemente stretti nella morsa del vittimismo e del gesto dell’accusare, a non saper cogliere la varietà delle opzioni che sempre abbiamo a disposizione.
Il nostro sguardo non si chiarirà se non comprenderemo che ogni dettaglio del quotidiano ha sempre una valenza esistenziale perché altro non è che sentire in atto: non qualcosa che prescinde dal sentire, non qualcosa di dato comunque a priori.
Certo, la conseguenza di una direzione intrapresa, ma una direzione che mai – o quasi mai – è priva di alternative, di varianti.
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SEDUTA 520, 25 marzo 1970, breve sintesi
La seduta 520 sviluppa il tema annunciato nella precedente: come la coscienza crea la realtà materiale.
Seth afferma che la mente non si limita a influenzare la materia, ma la crea direttamente. Il corpo è la prima e più immediata di queste creazioni, una materializzazione precisa dei pensieri e delle emozioni più profondi. Lo stesso vale per l’ambiente esterno: tutto ciò che percepiamo come realtà fisica è la proiezione collettiva e individuale di stati interiori trasformati in materia attraverso unità elettromagnetiche ancora sconosciute alla scienza.
Seth osserva poi che la permanenza degli oggetti e del corpo è un’illusione: la materia è in continuo mutamento, ma noi scegliamo selettivamente di percepire le continuità e ignorare le differenze, costruendo così l’idea di un sé stabile e di un mondo costante.
Chiude con un’indicazione importante: i pensieri che sembrano svanire dalla mente cosciente non scompaiono, ma scivolano verso altri livelli di realtà. Imparare a seguirli senza paura, mantenendo stabile il centro della propria coscienza, è un modo per accedere a dimensioni di esperienza normalmente ignorate.
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