Di seguito una sintesi di cosa il Cerchio Firenze e Seth concepiscono rispettivamente come variante e come sé probabile. A seguire stralci della seduta 680 di Seth con Jane Roberts, dove vengono portati casi illuminanti e chiarificatori.
CF77 – Varianti
Le varianti sono i diversi svolgimenti possibili di uno stesso “fotogramma” o situazione del Cosmo fisico già emanato. Esempio di variante riferita a una persona.
Considera una persona che deve scegliere se trasferirsi in un’altra città oppure restare.
- Nel vostro “fotogramma” attuale, quella persona decide di restare e vive tutte le esperienze conseguenti.
- Ma esiste una variante in cui la stessa persona si trasferisce, costruendo una vita diversa (relazioni, lavoro, esperienze).
Secondo il CF77:
- entrambe le situazioni sono già parte dell’emanato, già presenti nell’Eterno Presente
- non sono generate dalla scelta nel tempo, da una decisione
- ma rappresentano diversi svolgimenti dello stesso nucleo individuale, diverse possibilità alternative percorribili
- ciascuna vissuta da un diverso “individuo” con i dati che confluiscono nella stessa Individualità.
- Entrambe le situazioni sono assolutamente complete su tutti i piani, di nulla mancanti.
Sintesi:
La persona non “crea” una sola linea → esistono più varianti già strutturate → ciascuna viene esperita separatamente.
Seth – Sé probabili (probable selves)
I sé probabili sono versioni alternative della stessa identità che si sviluppano a partire da scelte diverse. Ogni decisione genera diramazioni reali della personalità, che esistono simultaneamente in sistemi di realtà paralleli e interagiscono a livello della psiche multidimensionale.
SETH: STRALCI DELLA SESSIONE 680, 6 FEBBRAIO 1974 tratti da: Jane Roberts, The “UNKNOWN” REALITY, Amber-Allen Publishing San Rafael, California.
La didattica di Seth, per chi la conosce, non eccelle in chiarezza perché non si è mai curato di fornire un contesto antropologico e cosmologico della sua interpretazione, ma, ciononostante, gli stralci che qui riportiamo riescono a fornire sufficiente chiarezza attorno alla dinamica propria di una Individualità/Entità irradiante e alle sue concretizzazioni/incarnazioni come Individuo o Personalità.
Tra l’interpretazione del reale di Seth e quella del Cerchio Firenze 77 a noi sembra che vi siano considerevoli differenze e su temi non secondari: il tema delle varianti/sé probabili è probabilmente uno di quelli in cui c’è più comunanza di vedute, ma vi invitiamo a diffidare di questa nostra affermazione perché mentre abbiamo una qualche preparazione in merito alla visione del CF77, ci troviamo più spiazzati dalla gran polvere che Seth solleva.
Comunque, ciò che qui Seth afferma sarà sicuramente utile per formarsi un’idea concreta attorno al tema delle varianti, tema che ha una rilevanza centrale in tutta l’interpretazione del reale e delle relazioni in particolare.


[…] Ora: quando parlo di sé probabili, ovviamente non mi riferisco a una porzione simbolica della struttura della personalità, né uso l’idea delle probabilità come analogia.
La coscienza è composta da energia, con tutto ciò che ciò implica. La psiche, quindi, può essere concepita come un conglomerato di “particelle” di energia altamente cariche, che seguono regole e proprietà, molte delle quali semplicemente a voi sconosciute.
Ad altri livelli, le leggi della dinamica si applicano alle fonti energetiche del sé.
Pensate a un dato “sé” come al nucleo di un organismo energetico della coscienza. Quel nucleo, a seconda della sua intensità, attirerà a sé determinate masse dell’intero schema energetico a disposizione di una data identità. (In seguito diventerà chiaro, ndr)
In questi termini, l’identità alla nascita è costituita da una varietà di tali «sé», con i loro nuclei, e da quel patrimonio la personalità fisica (incarnata fisicamente, l’individuo/personalità intende, ndr) ha piena libertà di attingere.
La natura mistica di Ruburt (come Seth chiama Jane, ndr) era una componente talmente forte dell’identità complessiva che nella sua realtà attuale e nella realtà probabile scelta, gli impulsi e le espressioni mistiche trovarono libero sfogo.
Le intersezioni con realtà probabili si verificano quando un raggruppamento psichico si intensifica a tal punto che infine sbocca nella realizzazione di un nuovo sé.
All’interno dell’intera identità (quella in incarnazione, ndr) possono esserci, ad esempio, ➜ diversi sé incipienti, attorno ai cui nuclei può formarsi la personalità fisica.
In molti casi si forma una personalità principale, e i sé incipienti vi vengono assorbiti in modo che le loro capacità e i loro interessi diventino secondari o rimangano in gran parte latenti. Sono sé residui.
In molte occasioni, tuttavia, tali sé latenti saranno pieni di energia tanto quanto la personalità “principale”. […] Pertanto, quando si verificano tali situazioni, uno o due degli altri sé pieni di energia si staccheranno letteralmente dalla struttura spazio-temporale che conosci. Dal tuo punto di vista, queste ramificazioni di energia diventano irreali. Esistono però con la stessa certezza con cui esistete voi. In termini di energia, questa moltiplicazione dei sé è un principio naturale. (A me:) Il vostro “sé sportivo” non è mai stato dotato dello stesso tipo di forza del vostro sé artistico o di quello che scrive. È diventato secondario, ma comunque presente per essere attinto, traendo gioia dal vostro movimento e aggiungendo la sua vitalità alla vostra personalità “principale”. (Ma non ha dato luogo a una separazione in più sé, ndr)
Se avesse ricevuto un impulso supplementare dal tuo ambiente, dalle circostanze o dalla tua stessa volontà, allora o il tuo io artistico sarebbe diventato subordinato o complementare; oppure, se gli «io energetici» avessero avuto un’intensità quasi uguale, uno di essi sarebbe diventato una ramificazione, spinto dal proprio bisogno di realizzazione verso una realtà probabile. Mi segui? (“Sì.”)
I tuoi genitori, letteralmente, non condividevano affatto la stessa realtà. Questo non è così insolito come potresti pensare. Si sono incontrati e hanno interagito in un luogo a metà strada tra le loro rispettive realtà. Non era che fossero in disaccordo sull’interpretazione reciproca degli eventi. Gli eventi erano diversi. (Stesso ambiente ma scene differenti, ndr)
[…] Nella tua vita familiare in questa realtà, i tuoi genitori si comportavano in modo imperscrutabile l’uno verso l’altro. C’erano forti fluttuazioni energetiche, per cui le loro personalità non entravano in contatto diretto (assenza di condivisione di sentire, secondo la logica del CF77, ndr). Concedici un momento… Alcuni aspetti sono difficili da spiegare.
In un certo senso erano disorientati, eppure ciascuno possedeva forti capacità, che però erano disperse. C’era una ragione per questo. Racchiudevano in sé talenti intensi eppure sfocati che venivano usati come fonti di energia dai figli. Si sono uniti proprio per dare vita alla famiglia, e per nessun altro motivo principale per quanto riguardava la loro realtà comune. Hanno dato vita a una generazione, allora.
Tua madre amava la realtà fisica e traeva il massimo piacere dai suoi aspetti più minuziosi, nonostante tutte le sue lamentele. Tuo padre amava la fisicità ma non si fidava mai di essa. Ciascuno dei tuoi genitori viveva nella sua realtà più affermata, […] in probabili sistemi di realtà diverse, e qui (in questa realtà) erano dei rami secondari. […]
Variante
In un altro sistema di realtà tuo padre era — anzi, è tuttora — un inventore famoso, che non si è mai sposato ma ha sfruttato al massimo le sue doti creative nel campo della meccanica, evitando al contempo qualsiasi impegno emotivo. Ha conosciuto Stella (mia madre). Stavano per sposarsi — e in termini di anni, si tratta degli stessi anni, storicamente. A un certo punto, quindi, nel passato di tuo padre, come lo immagini tu, dopo aver incontrato Stella, alla fine non l’ha sposata.
Il suo amore era per i macchinari, la velocità delle motociclette, la fusione della creatività con il metallo. In quel punto di intersezione, desideri e intenzioni uguali come intensità dentro di lui sono diventati come nuclei gemelli. Si verificarono intere riorganizzazioni di energia, implosioni psicologiche e psichiche, cosicché due personalità ugualmente valide erano consapevoli in un mondo in cui solo una poteva vivere alla volta.
Di gran lunga, la personalità creativa e meccanicamente inventiva iniziò a superare l’altra.
➜ Il padre che hai conosciuto era quindi il sé probabile. Quel sé probabile, tuttavia, affrontava realtà emotive che l’altro evitava, e questo era in effetti il suo unico intento.
Ciò non significa che una personalità del genere sia fondamentalmente limitata, né che non riesca a coltivare nuovi interessi e nuove sfide, poiché è di per sé versatile. Possiede persino molte delle caratteristiche dell’altro sé, sebbene queste siano ovviamente latenti. Ma avendo dei figli, tuo padre ha dato vita a un’esistenza emotiva, piena e viva, nei suoi figli maschi.
Questa fu una grande realizzazione da parte sua, poiché l’inventore non si fidava di sé stesso nel provare molte emozioni, tanto meno nel dare vita a esseri emotivi. In quell’altra probabilità in cui i tuoi genitori si incontrarono originariamente, tua madre sposò un medico, divenne infermiera e aiutò il marito nella sua pratica.
Divenne una donna indipendente e — sempre nel tuo contesto storico — quando per una donna era piuttosto difficile distinguersi. Ha avuto un figlio, poi si è sottoposta a un’isterectomia, di proposito. Si è istruita rigorosamente, ha frequentato circoli sociali, ha nascosto gli aspetti ignoranti e ingenui di sé. In quella vita, per esempio, non avrebbe certamente indossato fiocchi rossi tra i capelli. Tutta quell’energia controllata l’ha resa un po’ amareggiata, sebbene avesse successo. È morta a 50 anni — mi segui? (“Sì.”)
La sua energia era tale da riversarsi in questo sistema insieme a tuo padre, tuttavia. Un giorno cercherò di spiegarlo più chiaramente, in termini di modelli energetici. Storicamente, però, esistono molte probabilità contemporaneamente. Quando tua madre morì a circa 50 anni in un sistema probabile, tua madre in questo sistema ricevette quell’energia. […]
Ora: fondamentalmente non ci sono limiti al sé, e tutte le parti del sé sono connesse — quindi i sé probabili sono consapevoli, inconsciamente, delle loro relazioni. […]
Immagina le entità come particelle, per esempio, piuttosto che come onde di energia, consapevoli e vigili, o come schemi. […] Immagina che all’età di 13 anni, tre forti centri energetici affiorino alla superficie della personalità — altamente carichi, tanto che una sola persona non può soddisfare adeguatamente i desideri o le capacità che si presentano. Potresti avere una scissione in tre parti all’età di 13 anni. A 40 anni, ciascuno dei tre sé potrebbe riconoscere i 13 anni come un punto di svolta e chiedersi cosa sarebbe potuto accadere se avessero scelto percorsi diversi.
Nulla di tutto ciò è predeterminato. Un sé probabile derivato potrebbe lasciare la vostra realtà all’età di 13 anni, per esempio, ma potrebbe incrociarvi di nuovo all’età di 30 anni per una varietà di ragioni — dove voi, improvvisamente, cambiate professione, o diventate consapevoli di un talento che pensavate di aver dimenticato, e vi ritrovate a svilupparlo con incredibile facilità.
(Rivolgendosi nuovamente a me:) La tua nascita (nel 1919) ha coinciso con la nascita del figlio di tua madre in quell’altra realtà, da qui i suoi sentimenti più intensi nei tuoi confronti. La tua nascita e quella del tuo fratello minore (Richard) sono state per lei eventi di grande intensità emotiva: la tua per i motivi appena esposti, e quella di tuo fratello perché coincideva con il momento dell’isterectomia di tua madre in quell’altra realtà.
In questa realtà, la nascita di Richard rappresentava l’ultimo tentativo di tuo padre di affrontare la realtà emotiva. Entrambi i tuoi genitori hanno infuso nel terzo figlio le qualità emotive più forti della loro natura. Tua madre lo ha avuto con aria di sfida, dopo l’età usuale per il parto (aveva 36 anni), quasi reagendo contro quella [probabile] isterectomia. In questo mondo, lei poteva e avrebbe avuto un altro figlio. […]
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Direi che un testo complesso che fatico a seguire. Sembra quei film in cui la storia si divide e in cui vengono raccontate entrambe le storie che si generano a seconda della scelta fatta.
Quello che mi sembra aver capito è che siamo nuclei di energia, così come lo è ogni potenziale sé. Arrivati ad una certa consistenza, anche il potenziale sé si stacca e procede come variante in maniera autonoma.
La logica di tutto questo mi sfugge.