Conoscere il Reale di ogni momento, sentendolo (Seth-Cf77/5)

Prendiamo lo spunto da due brani della stessa seduta relativi alla percezione umana della realtà, dove Seth propone la percezione associativa.

Tutta la vostra attenzione si focalizza in maniera altamente specializzata su un unico punto risplendente e luminoso che chiamate realtà. Ci sono altre realtà tutt’attorno a voi, ma ne ignorate l’esistenza e cancellate tutti gli stimoli che da esse provengono. C’è un motivo per una simile trance, come scoprirete in seguito, ma a poco a poco dovrete risvegliarvi. […]

Il vostro ambiente fisico vi appare così com’è a motivo della vostra struttura psicologica. Se sviluppaste il vostro senso di continuità personale attraverso soprattutto processi associativi, piuttosto che come risultato della familiarità con un sé che si sposta nel tempo, allora avvertireste la realtà fisica in un modo completamente diverso. Si potrebbero percepire assieme gli oggetti del passato e del presente e la loro presenza sarebbe giustificata da connessioni associative.

SEDUTA 515, 11 febbraio 1970: Le comunicazioni di Seth, ed.Mediterranee

Nota di uma: innanzitutto una definizione di percezione associativa.

Percezione associativa = la modalità con cui la coscienza conosce direttamente attraverso identificazione e connessione, non tramite analisi lineare.

  • Non è logica né sequenziale
  • Non procede per causa-effetto
  • Avviene per:
    • associazione immediata
    • identificazione con ciò che è percepito
  • implica una conoscenza simultanea e globale

“Conoscere qualcosa diventandola (in parte), non osservandola dall’esterno.”

A grandi linee è la conoscenza/esperienza che il CF77 chiama “sentire”: conoscere e sperimentare sentendo il Reale.

Come avviene questa esperienza/conoscenza? Attraverso quella che nel Sentiero definiamo “esperienza contemplativa”, “disposizione contemplativa”, e che il Cerchio Ifior definisce come “ascolto profondo”. (qui una spiegazione).

“Tutta la vostra attenzione si focalizza in maniera altamente specializzata su un unico punto”: ecco, andando oltre questa identificazione, si apre l’ampio spazio del “sentire la Realtà”.
Il contemplativo che “sente” il Reale e che si disidentifica dal divenire proprio della realtà duale è interessato a “percepire assieme gli oggetti del passato e del presente”?

Vuole, il contemplativo, aspira a passare da una realtà basica come quella duale a una realtà fantastica come quella multidimensionale fondata sulla simultaneità, sull’assenza di tempo e su molto altro? È a questa ricerca che il contemplativo è votato?

Dubito, anzi, proprio no. Il contemplativo è tale perché dedica la sua esistenza alla realizzazione dell’unità d’Essere e d’Esistere. Non vi fidate di quanto affermo? Più che legittimo, ma allora vi prego di guardare con attenzione a ciò che ha mosso i mistici di tutti i tempi.

La ricerca dell’Unità è la spinta che muove l’intimo di chi cerca l’Essenziale: nella realizzazione di questa Unità, in virtù dell’ampliamento del sentire, la percezione della Realtà cambia: da percezione esterna a esperienza interna. Da impressioni ricevute dai sensi ad ascolto profondo dell’interiore. Da separazione e differenziazione, a comunione e superamento di sé.

Il cambio di percezione e di esperienza non avviene perché si è mossi dalla brama di conoscere e sperimentare, ma perché si è sospinti dalla necessità di Essere.
È la necessità di Essere, solo-Essere che determina tutti i processi. Il centro della questione non è l’esperienza multidimensionale fondata sulla simultaneità e sul superamento del tempo lineare, alla fine questo è un risultato accessorio, non è affatto il centro che invece è rappresentato dall’imporsi della condizione unitaria che in sé mette radici e diviene un albero rigoglioso.

Concludendo, vorrei rivolgere una domanda – piuttosto retorica, in realtà – alle nostre sorelle e fratelli che hanno una formazione esoterica e attorno a quella armeggiano.
Qual è il vostro fine?
Immagino che, tra gli altri, vi siano il conoscere e lo sperimentare per Essere.
Molto la via esoterica alla conoscenza e all’esperienza offre, ma non tutto. C’è ampio spazio per la via mistica, una via non declinabile come nel passato, chiaramente, ma che può essere compresa in termini nuovi proprio alla luce dell’esperienza contemplativa.

Quando la conoscenza incontra l’esperienza, il vivere ferialmente, ordinariamente la condizione di Essere, allora siamo nella piena fecondità.

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La seduta 515 ruota attorno a un’idea centrale: i sensi fisici non rivelano la realtà, la costruiscono. Ogni essere percepisce lo stesso oggetto in modo radicalmente diverso, e nessuna versione è più vera delle altre.

Seth descrive il suo ambiente come privo di tempo lineare e di forme stabili, governato invece da intensità psicologiche (da non intendere come “astrali”, ndr) e processi associativi. Per comunicare con Jane deve proiettarsi in una zona intermedia tra i due sistemi di realtà, dove le informazioni possono essere semplificate e tradotte in linguaggio umano.

Chiude con un’immagine forte: gli esseri umani sono ipnotizzati dalla realtà fisica esattamente come Jane lo è durante la trance, concentrati su un unico punto luminoso e ignari di tutto il resto.

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