Le varianti del Cerchio Firenze 77 e i sé probabili di Seth

Un estratto dalla seduta 565, del 1.2.1971 di Seth (attraverso Jane Roberts), e alcune riflessioni sui punti di contatto e le differenze con quanto affermato dal Cerchio Firenze 77.

Fonte: Jane Roberts, Le comunicazioni di Seth, Edizioni Mediterranee
A ogni momento del vostro tempo, durante la vita quotidiana, avete una molteplice scelta di azioni, alcune banali e alcune di grande importanza. Potete, ad esempio, odorare o non odorare, starnutire o non starnutire, tossire o non tossire, avvicinarvi alla finestra o alla porta, grattarvi il gomito, salvare un bambino da una caduta, imparare una lezione, commettere suicidio, minacciare qualcuno o voltar le spalle.

A voi sembra che la realtà sia composta di quelle azioni che scegliete di compiere. Quelle che decidete di negare sono ignorate. La strada non intrapresa sembra allora un non-atto, eppure ogni pensiero viene portato a realtà e ogni possibilità viene completamente esplorata. La realtà fisica è costruita da ciò che sembra essere una serie di atti fisici. Giacché questo è il criterio normale di realtà per voi, allora gli atti non fisici in genere sfuggono alla vostra attenzione, al vostro giudizio.

Facciamo un esempio. State leggendo questo libro quando suona il telefono. Un amico vuole incontrarvi alle cinque. Vi fermate a pensare. Nella vostra mente vedete voi stessi (A) che dite di no e restate a casa; (B) che dite di no e andate da qualche altra parte; (C) che dite di sì e prendete l’impegno. Ora, quelle azioni possibili hanno ormai una realtà.

Possono tutte venire attualizzate in termini fisici. Prima che prendiate la vostra decisione, ciascuna di esse è ugualmente valida. Ne scegliete una e con la vostra decisione rendete fisico uno dei tre eventi. Questo viene poi accettato inevitabilmente come una parte di quella serie di accadimenti che compongono la vostra normale esistenza.

Le altre azioni probabili, comunque, restano valide come sempre, anche se avete deciso di non dar loro una forma fisica. Vengono trattate con la stessa efficacia con la quale avete scelto quella da voi accettata. Se dietro una delle azioni probabili rifiutate c’è una forte carica emotiva, allora può avere una validità anche maggiore di quella che avete scelto.

Tutte le azioni sono, all’inizio, atti mentali (intenzioni, ndr). Questa è la natura della realtà. Ma questa affermazione non può essere troppo sopravvalutata. Tutti gli atti mentali sono quindi validi: esistono e non possono essere negati.
Giacché non li accettate tutti come eventi fisici, non percepite la loro forza e continuità. La vostra mancanza di percezione non può, comunque, distruggere il loro valore. Se avreste voluto essere un medico, ma ora fate altro, in un diverso sistema di realtà probabile, siete medico. Se avete capacità che non usate qui, queste vengono adoperate lì. Dunque, queste idee possono apparire impossibili alla vostra mente, per la vostra propensione al pensiero seriale e alla conformazione tridimensionale.

[…] In quel senso l’anima può essere descritta come un atto multidimensionale, infinito (?, ndr), con la più piccola probabilità che viene condotta alla realtà e all’esistenza (all’esistenza consapevole; ma ogni realtà prodotta è in realtà consapevole, quindi noi siamo consapevoli di questa ma altri “noi” sono consapevoli di altre realtà probabili e l’Entità è consapevole di tutte le realtà generate, ndr); un atto creativo infinito (?, ndr) che produce dimensioni infinite (?, ndr) nelle quali sono possibili le realizzazioni.

La sostanza della vostra esistenza è semplicemente tale che l’intelletto tridimensionale non può distinguerla. Questi sé probabili sono tuttavia una parte della vostra identità o anima, e se ne perdete il contatto è solo perché vi focalizzate sugli eventi fisici e li accettate come criteri di realtà.
Da qualunque punto della vostra esistenza, però, potete saltare ad altri sistemi probabili e avvertire il riverbero delle azioni probabili sottostanti quelle decisioni fisiche da voi assunte. Alcune persone l’hanno fatto spontaneamente, spesso nello stato onirico. Qui svaniscono frequentemente le rigide assunzioni concettuali della normale coscienza di veglia e potrete ritrovarvi a svolgere quelle attività fisiche rifiutate, non comprendendo di essere finiti in una delle vostre esistenze probabili.
Se ci sono sé probabili individuali, allora ci sono anche, ovviamente, terre probabili, che seguono tutte le strade che non avete percorso voi. Cominciando da un atto di immaginazione nello stato di veglia, potete talvolta procedere per un po’ in una «strada non presa». […]

Ogni atto mentale apre una nuova dimensione di realtà. Per esprimerci così, diremo che 👉i vostri più piccoli pensieri danno origine ai mondi.
Questa non è una semplice affermazione metafisica. In voi dovrebbero nascere i più forti sentimenti di 👉creatività e di 👉speculazione. È impossibile per chiunque essere sterile, per qualunque idea morire, o per qualunque capacità andare sprecata.

Ogni sistema probabile di realtà crea dunque altri sistemi del genere e ognuno agisce, realizza, sospinge una quantità infinita di atti «irrealizzati» che troveranno infine una loro concretizzazione. Tutti i sistemi di realtà sono dunque aperti. Le suddivisioni tra di loro sono decise arbitrariamente nella misura in cui tutto ciò è più conveniente, ma esistono simultaneamente e ciascuna sostiene e si aggiunge alle altre. Perciò quanto fate si riflette anche in qualche misura nell’esperienza dei vostri sé probabili, e viceversa.

Nella misura in cui siete aperti e ricettivi, potete beneficiare ampiamente delle varie esperienze dei vostri sé probabili e guadagnare molto dalle loro conoscenze e capacità. Spontaneamente, ripeto, lo fate nello stato onirico e spesso 👉ciò che vi sembra un’ispirazione è solo un pensiero avuto ma non realizzato dall’altro sé. Invece voi lo sintonizzate meglio e gli conferite una realtà.

👉Le idee che avete avuto ma non avete sfruttato possono ugualmente venire raccolte da un altro voi probabile.
👉Ognuno di questi sé probabili si considera quello reale, ovviamente, e per ciascuno di essi voi sareste il sé probabile; ma attraverso i sensi interiori siete tutti consapevoli dei vostri ruoli in questo campo.


👉 Qui il nostro lavoro sul materiale di Seth posto in relazione con l’insegnamento del Cerchio Firenze e del Cerchio Ifior. Iscrivendoti a questo gruppo Whatsapp ricevi una notifica all’uscita di ogni nuovo post (frequenza settimanale)

3 commenti su “Le varianti del Cerchio Firenze 77 e i sé probabili di Seth”

  1. L’identità dunque , apprende anche dai vari sé probabili ?
    Se le esistenze dell’identità sono contemporanee ma noi le viviamo in successione , gli apprendimenti non dovrebbero essere già tutti acquisiti !
    A questo punto si può ancora parlare di reincarnazione ?

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  2. Buongiorno
    Seguo da tempo CF77 ho quasi tutti i libri pubblicati. Ogni giorno ricevo tramite WatsApp uno sunto di riflflessione dai CerchioIFlor. Non ho ancora sentito parlare di Seth.
    E’ un argomento che mi appassiona e mi ha cambiato la vita , le prospettive sulla vita e sono riconoscente d’aver trovato sul mio percorso questi insegnamenti.
    Non sono una studiosa cerco di capire con il cuore e ciò che leggo su Loro mi risuona tantissimo.
    Sarei veramente grata di partecipare al gruppo Whatsapp per continuare il percorso di conoscenza spirituale che arricchisce lo spirito.
    Grazie Roman

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  3. Ottimo.
    Condivido in toto anche le vs considerazioni in merito, incluse quelle che evidenziano le differenze sostanziali tra le varianti (private, collettive, e storiche) secondo Seth e quelle secondo il CF77.
    Rimane materia di riflessione, non ho trovato personalmente una versione più solida, più logica dell’altra.
    Entrambe (Seth e CF77) destano perplessità, lasciano spazio a domande inevase.

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