La rappresentazione degli eventi pasquali secondo Seth (Jane Roberts)

Riportiamo alcuni stralci dalla seduta 560 del 23.11.1970 che rappresentano il punto di vista di Seth sui fatti pasquali e la figura del Cristo. Fonte: Jane Roberts, le comunicazioni di Seth, Edizioni Mediterranee

Ci sono alcune assonanze importanti anche con l’interpretazione del Cerchio Firenze 77 (qui la serie dedicata al tema dal CF77). Per parte nostra abbiamo inserito delle brevi note a corredo dei passaggi più confusi o approssimativi. L’approssimazione è una nota caratteristica che purtroppo – a nostro parere – caratterizza la comunicazione da altri piani di coscienza in merito al Cristo.
Per approssimazione intendiamo genericità, contraddittorietà tra le fonti, scarsa conoscenza del pensiero dell’umano sulla natura del Cristo e di Dio: spesso abbiamo avuto l’inquietante impressione che da quei piani conoscessero solo il catechismo cattolico dei bambini e la teologia precedente al Concilio Vaticano II. Dubbio inquietante, come potete ben comprendere.

Simbolicamente, il vostro personaggio Cristo rappresenta la vostra idea di Dio, in tutti i suoi rapporti con voi. Ci sono stati tre diversi individui le cui storie si sono fuse, divenuti noti collettivamente come Cristo, e di qui nascono le discrepanze nei vostri documenti. Tutti furono uomini, perché a quell’epoca del vostro sviluppo non avreste accettato una controparte femminile.

Questi individui erano parti di un’unica entità (verosimilmente: il Gesù storico, Giovanni il Battista, la terza non definibile ma ipotizzo Paolo di Tarso, ndr). Non potevate immaginarvi Dio altro che come un padre. Non vi era mai successo di immaginarvi un dio in termini diversi da quelli terreni. Queste tre figure rappresentarono un dramma, estremamente simbolico, scaturito da un’energia concentrata di grande potenza.

Tuttavia gli eventi documentati non sono avvenuti nella storia (probabilmente vuole significare che non sono stati sentiti da tutti i protagonisti in virtù delle “varianti”, o “realtà parallele” nel linguaggio di Seth, ndr). La Crocefissione di Cristo è stato un evento psichico, ma non fisico (come sopra, ndr). Vennero rappresentate idee di grandezza quasi inimmaginabile.

Giuda, per esempio, non era un uomo, nei vostri termini. Come tutti gli altri Discepoli, era un «frammento di personalità» consacrato, creato dalla stessa personalità Cristo. Egli rappresentava l’auto-traditore. Ha rappresentato una parte della personalità di ciascun individuo che si focalizza sulla realtà fisica in maniera eccessiva e nega il sé interiore eccetto che per avidità.

Ciascuno dei dodici rappresentava qualità di personalità proprie a ogni individuo e Cristo, quello a voi noto, rappresentava il sé interiore. I dodici più il Cristo a voi noto (l’unico personaggio composto dei tre) rappresentavano una singola personalità terrena — il sé interiore — e dodici caratteristiche principali connesse al sé centrale. Come Cristo era circondato dai Discepoli, così il sé interiore è circondato da queste caratteristiche rivolte in senso fisico, ciascuna tesa alla realtà quotidiana, da un lato, eppure orbitante attorno al sé interiore, dall’altro.

I Discepoli, perciò, ricevettero realtà fisica dal sé interiore, proprio come tutte le vostre caratteristiche terrene derivano dalla vostra natura interiore. Questa era una parabola vivente, incarnata tra voi, una rappresentazione cosmica fatta a vostro uso e consumo, in un aspetto che avreste potuto comprendere. […]

Le tre personalità Cristo sono nate sul vostro pianeta e infatti si sono incarnate tra voi. Nessuna di esse venne crocifissa. I dodici Discepoli erano materializzazioni delle energie di queste tre personalità; energie combinate. Erano pienamente dotati di individualità, ma il loro scopo principale era quello di manifestarsi chiaramente con facoltà precise proprie a tutti gli uomini. […]

Dunque: che la crocefissione sia avvenuta o meno in termini fisici, fu comunque un evento fisico ed esiste così come tutti gli altri eventi connessi a questa rappresentazione (esiste come evento nell’Eterno Presente, è stata sentita da chi vi ha assistito ma non dal suo protagonista: Gesù non sentì mai la sua crocefissione, dunque mai la visse, gli altri assistettero a una rappresentazione che loro sentirono, ma non lui. Ndr).
Molti erano fisici, ma alcuni no. L’evento psichico ha influito sul vostro mondo tanto quanto quello fisico, come è ovvio. L’intera rappresentazione si è svolta come risultato di una necessità dell’umanità. È stata creata come risultato di quella necessità, ne è scaturita ma non si è originata entro il vostro sistema di realtà.

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