Ascolto e osservazione, il fuoco dell’esistenza

Fuoco nel senso di focus e nel senso di combustione che genera l’esistenza.

Ho trascorso la giornata di ieri al PC collaborando con una sorella nella ricerca di una sua via creativa attraverso lo strumento digitale: le troppe ore al PC mi hanno prodotto un’immediata insonnia ma, soprattutto, un senso di perdita.

Perdita dell’equilibrio della cella esistenziale focalizzata totalmente sull’ascolto e sull’osservazione:
ascolto e osservazione dell’interiore del mondo attraverso l’interiore mio e i simboli interiori che il mondo, l’altro, forniscono senza sosta.

L’interiore mio, i suoi sensi, sono i sensori dell’ascolto e dell’osservazione.
I simboli che l’altro senza sosta semina sono la realtà vivente che lo narra e lo svela.

Il sentire, che impropriamente appello come mio, riceve stimoli abbondanti e continui dall’inarrestabile vita che pulsa, scorre e si lascia percepire immobile ed eterna nel suo Essere; lo stesso sentire riceve stimoli abbondantissimi dalle persone a me vicine nella vita e nel cuore, come da ogni creatura conosciuta e sconosciuta, da ogni notizia qualsiasi sia la latitudine alla quale il fatto accade.

Questa cella esistenziale è un ambito di risonanze, dunque, è una cella che risuona su ogni piano dell’esistere: sensoriale, emozionale, affettivo, cognitivo, di sentire, di comunione unitaria.
Chi non conosce questa esperienza può essere indotto a mal interpretarne gli equilibri, può credere che questa disposizione sia passiva come un tamburo che viene percosso da dentro e da fuori, ma non è così.
È più simile alla vita di un terreno fertile e ricco di humus in cui la vita sorge tanto dalle radici quanto dalle foglie.

Non è questione di fare o non fare, questo è veramente un falso problema: è questione di essere ascolto e osservazione, essere nucleo ricettivo e vigile di sentire – coscienza – che riceve una messe di dati da ogni direzione e che mai si distoglie dalla consapevolezza di se stesso, di essere sentire; mai si perde nell’illusione di essere altro e sempre è solo sentire a cui tutto tende e che tutto è.

Ecco, il senso di perdita riguarda questo relativo smarrimento del fuoco sul sentire e sulla cella esistenziale che è il suo ambito di risonanza: chi abita questo luogo dell’interiore e ne custodisce gli equilibri fragilissimi sa quanto l’opera di preservazione della stabilità sia delicata. Scrivere questo post riconduce la cella alla sua risonanza, l’accorda più a fondo nell’abisso dell’Essere, sulle sue note che scorrono nei mille nervi di questo essere, le mille corde tese dello strumento.

2 commenti su “Ascolto e osservazione, il fuoco dell’esistenza”

  1. Conosco cosa sia lo squilibrio della cella esistenziale ma non posso affacciarmi troppo sull’interiore nè farmi assorbire troppo dall’esteriore . La seconda cosa mi porta in un luogo che non mi interessa e che stressa i corpi transitori, la prima va troppo a fondo rispetto alle energie fragili che costituiscono questa Crd la quale ne verrebbe travolta .
    lL “giusta dose di interiore ed esteriore”.

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  2. Profondamente grata per il lavoro quotidiano che comporta anche uno squilibrio della cella, ma che nonostante tutto, non si limita e generosamente viene messo a disposizione.

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