L’identità profonda e i suoi aspetti secondo Seth (Seth-Cf77/2)

Spunti per la riflessione e la contemplazione ponendo in relazione l’insegnamento di Seth-Jane Roberts e quelli del Cerchio Firenze 77 e del Cerchio Ifior. (➜ Pagina base|Libri|Elenco post|Dizionario)

C’è comunque una porzione di voi, l’identità più profonda, che forma sia l’Io interiore che l’Io esterno e che ha deciso che siate un essere fisico in questo spazio e in questo tempo.
Questo è il nucleo della vostra identità, il seme psichico dal quale siete nati, la personalità multidimensionale di cui siete parte.”

dalla seduta 512: Le comunicazioni di Seth, ed.Mediterranee

Nota di uma: Rivolgendosi a un pubblico americano, Seth ha necessariamente operato all’interno degli archetipi propri della loro cultura. Termini come “identità”, “io” ricorrono e per un lettore avvezzo alla critica della soggettività – così come avviene nella cultura spirituale ed esoterica europea – può risultare spiazzante questo suo modo, ma si tratta solo di dare il giusto significato ai termini; per farlo, bisogna sempre cogliere il senso dell’insieme.

L’identità più profonda di cui qui parla è l’Individualità come intesa dal Cerchio Firenze 77 e dal Cerchio Ifior (d’ora in poi CF/CI). Per “Io interiore” certamente intende la comprensione di sé come individuo (l’autoconsapevolezza) e per “Io esterno” la forma e la rappresentazione che esso articola sui vari piani e unitariamente.

Per “seme psichico” non intende qualcosa che riguardi la sfera psichica umana, ma l’intima natura dell’essere della coscienza. Cosa sia la personalità multidimensionale ci diverrà chiaro più avanti.

L’espressione: che ha deciso che siate un essere, va presa a mio parere con una certa prudenza perché è un’antropomorfizzazione a cui sfugge la complessità della questione: è un tema sul quale torneremo innumerevoli volte, come quello dell’identità, d’altra parte.

Il Cerchio Ifior parla di Vibrazione Prima per definire l’insieme delle leggi che, scaturite dall’Assoluto Essere, regolano la vita dei Cosmi: a me sembra che il libero arbitrio che pervade il Disegno sia tratteggiato come una condizione non fine a se stessa ma interna alla realizzazione di uno stato, quello unitario: liberi e creativi nell’unità d’Essere; tanto più liberi quanto più uniti.

Se quanto affermo ha un senso, allora l’unica libertà autentica è quella che si verifica nell’Assoluto Essere: tutte le libertà di altro grado sono relative; se sono relative sono interne alle leggi che governano il Cosmo e che finalizzano la libertà all’unità stessa, che la rendono un ingrediente dell’unità, indissolubile da essa.

Ecco allora che la questione di chi sceglie che noi si abbia un’esperienza nella densità del mondo fisico, mi sembra che vada abbastanza al di là della sfera di un’identità-più-profonda e che non vi sia qualcuno che dica: “diamo vita a una personalità/individuo che si incarna!”.
Questo accade nelle fiabe e quella di Seth è una riduzione didattica.

Da queste sue parole sono poi sorte molte semplificazioni, ma non voglio farla lunga, però, chiudendo, vi pongo una domanda: se esiste una dimensione che definiamo Assoluto Essere, se a questa dimensione, alla Sua conoscenza, alla relazione con Essa dedichiamo – alcuni di noi – le nostre vite, non ci avviene di sentire che l’unico che può decidere su questioni vitali non possa che essere l’ultimo della fila, che è oltre la fila e ogni ipotetica gerarchia? L’Ultimo che è il Primo, il Primo che è l’Unico che accade a prescindere e per questo è il solo che abbia una libertà autentica che possa accendere una vita in qualsiasi forma sia?

È una domanda che non chiede una discussione, ma una contemplazione sulla radice ultima di ogni decisione, di ogni scelta e, indirettamente, sulla natura di sé come frutto sorto dalla decisione.

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La natura multidimensionale della coscienza
La coscienza non è un prodotto casuale della chimica, ma una realtà profonda e stratificata. Ogni essere umano è molto più del suo “sé quotidiano”.

L’Io esterno e l’Io interiore Seth distingue tra l’Io esterno (quello con cui ci identifichiamo normalmente) e un Io interiore molto più vasto, che governa tutti gli aspetti dell’esistenza e conserva la memoria di ogni esistenza passata.

La personalità multidimensionale Il sé che conosciamo è solo un frammento dell’identità totale. Esiste un nucleo più profondo — il “seme psichico” — da cui originano sia l’Io interiore che quello esterno.

La coscienza universale della materia Non esiste materia inerte: atomi, molecole, chiodi, rocce possiedono tutti una loro forma di coscienza. Tutta la realtà è un campo di energia consapevole.

I limiti dell’identificazione con l’Io esterno Identificarsi esclusivamente con l’Io esterno è una limitazione autoimposta. Il mondo fisico è definito “mascheratura”: reale, ma non esaustivo della realtà più ampia che lo genera.


1 commento su “L’identità profonda e i suoi aspetti secondo Seth (Seth-Cf77/2)”

  1. E’ passato molto tempo da quando ho letto i libri di Seth. Mi sono rimasti nel cuore però, perché per me rappresentano i primi libri di insegnamenti medianici di “alto livello” (se così posso esprimermi). Inoltre, rivivo il ricordo di allora, quando li ho scoperti, con nostalgia.
    Successivamente, mi sono avvicinato agli insegnamenti del Cerchio Firenze 77. Ricordo che il passaggio non è stato facile. Mi ricordo che trovavo un po’ antiquato il linguaggio dei maestri fiorentini. Ora questa cosa mi fa un po’ sorridere, perché sono così abituato al loro linguaggio che faccio fatica ad abituarmi ad altri maestri, insegnamenti. Il confronto lo avevo fatto allora e non è stato facile. Perché cercavo una risposta al perché delle differenze tra i due insegnamenti. La risposta che mi sono dato è che Seth, pur avendo concetti in comune con quelli dei maestri fiorentini, non avesse una conoscenza della Realtà (con la R maiuscola) approfondita come le guide del CF77. Mi ricordo che il confronto che feci fu tra quello che diceva Seth sul periodo dopo il trapasso e quello che dicevano le guide del CF77. I maestri fiorentini hanno spiegato molte più cose, mentre Seth è stato più sui generis.
    Al di là dell’insegnamento, li conservo entrambi nel cuore. Roberto Setti, Jane Roberts e il marito Robert Butts (un po’ troppi Robert… non me lo sono mai spiegato!), e le loro storie personali, sono nel mio cuore. Non so quanto sia corretto fare un confronto. A volte credo che lasciare le differenze e accettarle sia più corretto.
    Comunque, sono curioso di leggere i vostri post futuri.
    Grazie per il lavoro che fate!

    Rispondi

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