Scomparire nei bisogni, nei desideri, nell’immagine di sé e infine nel senso di essere ed esistere come un qualcuno.
I primi passaggi sono i più grossolani:
- scomparire nei bisogni,
- nei desideri,
- nell’immagine di sé,
- nel senso di essere e di esistere.
L’ultimo passaggio – legato a doppia mandata all’immagine di sé – lo scomparire del senso di essere e di esistere come un qualcuno – è il più complesso e articolato.
L’immagine di sé è essente ed esistente; è il qualcuno.
Qualcuno che non ha oggettività – su questo è inutile tornare – ma è la quintessenza dell’illusione: qualcuno che non è eppure appare fino alla fine.
Questa fase è molto differente da quelle che la precedono, dove qualcuno aveva consistenza e rilevanza; qui trattiamo di una consapevolezza completamente diversa, ma che vede comunque un qualcuno transitare, pur nella consapevolezza della sua illusorietà.
C’è l’esperienza di Essere ed Esistere che è esperienza del sentire, nel sentire del corpo akasico incernierata, ma essa si riflette comunque nel divenire, nell’esperienza dei corpi transitori.
Essere ed Esistere si specchiano in un transitorio ed effimero essere ed esistere registrato dalla consapevolezza unitaria. L’esperienza unitaria nel sentire diviene, qui e ora, nel divenire, anche essere ed esistere di un qualcuno. Ho già detto, nel post precedente, che questa è pura fisiologia e non insisto perché la questione mi sembra definita.
Gli ultimi passi nella via dell’estinzione di sé sono popolati dal fantasma dell’immagine di sé, che aleggia praticamente privo di vita e di essenza veri e autentici, appare come una proiezione illusoria e ologrammatica di un ben altro senso e consapevolezza di Essere ed Esistere.
La consapevolezza d’Essere e d’Esistere – che a questo punto non appartiene a un qualcuno ma semplicemente è – non genera niente se non un immenso foglio bianco, un Vuoto, un Niente senza qualificazione alcuna che convive in una simultaneità apparentemente insolubile con l’alleggiare del fantasmo illusorio del qualcuno.
L’Essenza e l’illusione coesistono. Essere e divenire si mostrano, si squadernano nella consapevolezza unitaria. Questa è la spiegazione: la nostra esistenza, nel percorrere i suoi ultimi passi, diviene lo specchio consapevole dell’immenso gioco cosmico di Essere/divenire.
Nel tempo, nella carne come nel sentire, vediamo lucidamente il gioco esistenziale, ciò che ha governato innumerevoli esistenze fino a giungere al suo svelamento.
Svelamento ora definitivo? E chi può dirlo?
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“L’Essenza e l’illusione coesistono. Essere e divenire si mostrano, si squadernano nella consapevolezza unitaria.” Grazie
“Gli ultimi passi nella via dell’estinzione di sé sono popolati dal fantasma dell’immagine di sé,”
Non credo che i miei siano gli ultimi passi nella via dell’estinzione di sè, certo è che da un po’ tra i cascami di pensieri, colgo l’immagine di me come si presenta a me e agli altri e questo genera vero fastidio, perchè considerop questo aspetto come appartenente a ieri. Evidentemente ci sono scorie che permangono anche oggi