Eckhart, Sermone 1, §6-8: l’anima trasformata dall’Essere [eck3]

Infatti, come ho detto prima, Gesù era penetrato nel Tempio e ne aveva espulso quelli che compravano e ven­devano, e cominciò a dire agli altri: Togliete ciò! Ora, vedete, io prendo questa piccola parola: Gesù entrò e cominciò a dire: Togliete ciò!, ed essi lo tolsero.

[6.] Vedete, non c’era là altri che Gesù solo, ed egli cominciò a parlare nel Tempio. Vedete, sappiatelo in ve­rità! se qualcuno diverso da Gesù vuole parlare nel tem­pio, ovvero nell’anima, Gesù tace, come se non fosse a casa propria, ed egli non è a casa propria nell’anima, giacché essa ha degli ospiti stranieri con i quali parla.

Alcuni sermoni di Meister Eckhart tratti da Meister Eckhart, I SERMONI, a cura di Marco Vannini, Edizioni Paoline, 2002 per la contemplazione personale. Il grassetto e altre evidenziazioni sono opera del curatore.

Ma se Gesù deve parlare nell’anima, bisogna che essa sia so­la e che taccia, se deve sentir parlare Gesù. Allora egli en­tra e comincia a parlare. Cosa dice il Signore Gesù? Dice cosa egli è. Cosa è dunque? Egli è il Verbo del Padre. In questo stesso Verbo il Padre stesso esprime tutta la natu­ra divina, e tutto ciò che Dio è e tal quale lo conosce; e lo conosce tal quale è. E, come egli è perfetto nella sua co­noscenza e nella sua potenza, così è perfetto anche nella sua parola. Esprimendo il Verbo, egli esprime se stesso e tutte le cose in un’altra Persona, le dà la sua stessa natu­ra, ed esprime nello stesso Verbo tutti gli spiriti dotati di intelletto, simili a questo stesso Verbo secondo l’immagi­ne, nella misura in cui questa permane all’interno, non tuttavia simile a questo stesso Verbo, in quanto esso ri­splende all’esterno (8).

Nota 8

La conformità al Verbo da parte dell’uomo non concerne l’esterio­rità di Cristo uomo, che fu diverso da ciascuno di noi, ma l’interiorità del­l’immagine divina: in questo consiste la vera imitazione di Cristo, e non in una impossibile e assurda imitazione di detti e fatti compiuti una volta in Galilea. Lo stesso insegnamento è recepito dall’Anonimo Francofortese nel Libretto della vita perfetta.

Ogni immagine ha di per sé un pro­prio particolare essere, ma le immagini hanno ricevuto la possibilità di ottenere per grazia una somiglianza con questo stesso Verbo. E guesto stesso Verbo, tal qual è in se stesso, il Padre lo ha completamente espresso: il Verbo, e tutto ciò che è nel Verbo.

[7.] Essendosi il Padre così espresso, cosa dice dun­que Gesù nell’anima? Come ho detto: il Padre esprime il Verbo e si esprime nel Verbo, non altrimenti; Gesù inve­ce parla nell’anima. Il modo della sua parola è il rivelare se stesso, come tutto ciò che il Padre ha espresso in lui, secondo il modo con cui lo spirito è recettivo. Egli rivela la sovranità del Padre nello spirito, nella medesima incommensurabile potenza (9) (A2).

Nota 9

Potenza, sapienza, bontà sono le proprietà rispettivamente del Padre, del Figlio, dello Spirito, in conformità alla teologia scolastica (cfr. Pietro Lombardo, Sentenze 1,34,3 n. 309; Tommaso d’Aquino, 5. Th. l, q. 39 a. 8), ma anche con riferimento ad Agostino, La Trinità 12,1 1,18. Tali proprietà si comunicano anche all’uomo distaccato, ormai privo dell’accidentale egoità e faro universale.

Nota A2 di uma

Quando lo spirito riceve que­sta potenza nel Figlio e grazie al Figlio, progredisce potentemente (A3), in guisa tale da divenire simile e potente in ogni virtù, e in ogni perfetta purezza, così che né amoredolore né tutto ciò che Dio ha creato nel tempo è ca­pace di turbare l’uomo, ed egli permane potentemente come una forza divina, nei confronti della quale tutte le cose sono piccole e impotenti.

Nota A3 di uma

In secondo luogo Gesù si rivela nell’anima con la Sapienza infinita che egli stesso è; in questa Sapienza il Padre si conosce con tutta la sua paterna sovranità, come questo stesso Verbo che è anche la Sapienza stessa, e tutto ciò che vi è incluso lo conosce come un unico Uno. Quando questa Sapienza si unisce all’anima, ogni dubbio, ogni errore, ogni tenebra le vengono del tutto tolti (A4); essa è trasportata in una luce pura e chiara, che è Dio stesso, così come dice il profeta: Signore, nella tua luce si conoscerà la luce (Sal 35,10).

Allora è con Dio stesso che Dio è co­nosciuto nell’anima (A5); allora, con questa Sapienza, essa co­nosce se stessa e tutte le cose, e conosce questa stessa Sapienza con Dio stesso, e con la stessa Sapienza conosce la sovranità paterna nella sua forza generatrice feconda, e l’essere originario nella sua essenza (10), secondo la sempli­ce Unità, senza alcuna distinzione.

Nota 10

Ovvero l’unità essenziale di Dio, precedente alla distinzione delle Persone.

Nota A4 di uma
Nota A5 di uma

[8.] Gesù si rivela anche con una dolcezza e pienezza infinite, che scaturiscono dalla forza dello Spirito santo e traboccano e si effondono, con una pienezza e una dol­cezza ricca e sovrabbondante, in ogni cuore recettivo. Quando Gesù si rivela con questa pienezza e dolcezza (A6) e si unisce all’anima, l’anima con questa pienezza e dolcez­za fluisce in se stessa e fuori di se stessa e al di sopra di se stessa e di tutte le cose create, per grazia, con forza e sen­za mediazione (11) tornando nella sua origine primaria. Allora l’uomo esteriore obbedisce all’uomo interiore fino alla sua morte, e allora è sempre in una costante pace (A7), al servizio di Dio (12).
Che Dio ci aiuti perché Gesù possa così giungere in noi, respingere e allontanare tutti gli ostacoli, renderei Uno come egli è Uno, un Dio con il Padre e lo Spirito santo, perché diveniamo e permaniamo eternamente Uno con lui. Amen.

Nota 11

Che Dio e il divino operino senza mediazione (ohne mittell è concetto essenziale in Eckhart, spesso ricorrente. Infatti Dio è l’essere di tut­te le cose, che da lui provengono, e dunque è intimamente ripugnante l’i­dea di un qualche intermediario tra Dio e le cose, che sarebbe come qualcosa di frapposto tra Dio e Dio.

Nota 12

Questa frase fu incriminata dai censori di Colonia, che vi videro una sorta di affermazione quietistica, quasi la “impeccabilità” dell ‘uomo distaccato. La coppia antinomica uomo esteriore/uomo interiore risale a Paolo (2Cor 4,16), ma è, prima ancora, platonica (Politico 589 a) e ploti­niana (Enneadi 5,1,10).

Nota A6 di uma
Nota A7 di uma

La raccolta dei sermoni

1 commento su “Eckhart, Sermone 1, §6-8: l’anima trasformata dall’Essere [eck3]”

Lascia un commento