Il tempo cronologico e quello del sentire di coscienza

Il sentire di coscienza, in realtà, non ha un tempo, ma una successione logica che pone all’inizio l’atomo di sentire e, alla fine, il sentire assoluto.

Il divenire dall’atomo al sentire assoluto è lo scorrere virtuale del sentire di coscienza. Virtuale perché in realtà nulla scorre, tutto è.

Nel tempo cronologico A incontra B, si frequentano, dicono di amarsi, vanno a letto assieme, vivono una vita condivisa ma in realtà il loro sentire non è simultaneo, è asincrono, hanno due linee evolutive del sentire sfalsate.

Quello che A sente adesso, B lo sentirà quando il suo sentire avrà l’ampiezza che il sentire di A ha adesso. Nel tempo cronologico la scena è quella sia per A che per B, ma non nel tempo del sentire dove c’è un’asincronicità.

L’animale che vive con noi, che è presente nelle nostre scene e noi siamo presenti nelle sue, vive una linea evolutiva del sentire tutta sua, linea evolutiva che è presente nel tempo cronologico attuale – perché tutto il sentire è presente adesso, di qualsiasi essere si tratti -ma nei termini dell’evoluzione del sentire la sua linea di sviluppo precede quella umana pur accadendo nell’adesso cronologico.

Linea di sviluppo del sentire nel minerale: ————————–
Linea di sviluppo del sentire nel vegetale: ————————–
Linea di sviluppo del sentire nell’animale: ————————–
Linea di sviluppo del sentire nell’umano: —————————
Linea di sviluppo del sentire del sovrumano: ———————

Linee di sviluppo simultanee nel tempo cronologico – tutto accade ora – ma parallele nel piano del sentire: ciò che l’umano sente al grado di sentire 50 sarà sentito dal minerale quando sarà al grado 50 e, chiaramente, sarà un umano, non più un minerale.
Quando l’umano ha un grado di sentire pari a 50, il minerale lo ha di grado 0,1 e dunque non possono condividere il sentire. L’umano di grado 50 contiene il grado 0,1 del minerale ma questo ignora il grado 50.

Umano e minerale sono qui, nell’adesso cronologico, ma il loro sentire non è simultaneo, sentono su linee evolutive differenti. Così può valere per gli individui A e B.

Linea di sviluppo del sentire A: ————x————
Linea di sviluppo del sentire B: ——–x—————-
La x rappresenta lo stesso momento cronologico per i due (entrambi sono nel 2026, l’11.2 alle ore 8,34): l’istantanea restituisce due gradi di sentire asincroni.

Due linee parallele di sentire, asincrone: se nel tempo cronologico attuale A realizza un grado di sentire 50, B può realizzare, nello stesso momento di adesso, un grado di 40. I due non sentono assieme. L’11 febbraio 2026 di A con sentire 50 non coincide con l’11 febbraio 2026 di B, esitono almeno due 11 febbraio 2026, quelli che sentono A e B. Entrambi dicono che è l’11 febbraio ma non sentono allo stesso modo e dunque, nella realtà, non comunicano.
Sono assieme, condividono la vita ma non sentono assieme. Leggono lo stesso libro, sono immedesimati nelle stesse scene, ma uno è a pagina 50 e l’altro a pagina 40 del sentire.

Il principio base è che solo due sentire equivalenti sentono la stessa scena nello stesso tempo cronologico: non è questione di lana caprina, più avanti dirò perché.

Sono solo esempi, spero non facciano confusione. Questo di cui parlo l’ho vissuto lucidamente, è stata esperienza vivida e anche dolorosa. Avendo insegnato per più di tre decenni, mi sono confrontato innumerevoli volte con questa asincronicità: le persone venivano qui ma i sentire erano troppo distanti ed è accaduto che un messaggio Y fosse inteso con significato X, ma questa è solo la superficie, quello di cui voglio trattare è altro.

L’individuo A ha sperimentato assieme all’individuo B (in una relazione di qualsivoglia natura) ma i due non sentivano simultaneamente, dunque cosa ha sperimentato A e cosa B?

Nel tempo cronologico presente i due erano lì, entrambi, ma ciò che A sentiva, B non lo sentiva. Ciò che B intendeva, A lo aveva superato nel sentire: asincroni nel sentire.
Con chi sperimentava A? Con l’ologramma di B. Ologramma? Cos’è un umano se non sente simultaneamente?

A sentiva una realtà del loro rapporto esistenziale che B non sentiva: allora A sentiva un sogno, una proiezione, cosa? Sentiva il suo sentire (o semplicemente il sentire unitario – oltre A e B – al di là del divenire illusorio), la consapevolezza del quale era attivata dalla presenza di B.

Ripeto: questo vale per ogni tipologia di rapporto: amicale, di coppia, di discepolato.

A sentiva unione mistica là dove B sentiva unione sul piano dell’amicizia, della fratellanza o, magari, della carnalità. B era un attivatore di processi per A, lo svelava, lo metteva a nudo sui piani prosaici e dell’immagine di sé, gli permetteva di vedersi, di specchiarsi, ma non sentiva allo stesso modo. B viveva il suo film, A il suo e i due film, simultanei nel tempo cronologico, erano asincroni nel piano del sentire.

Proprio l’asincronicità nel sentire rendeva B irraggiungibile per A, e viceversa: nella reciproca irraggiungibilità, cresceva la frustrazione. A non sentiva B, B era fuori posto con A.
Ma il processo relazionale scatenava i relativi mondi, i relativi sentire quanto le relative identità contingenti: ecco il senso profondo di queste relazioni all’apparenza assurde.

Due persone, una comunità, una famiglia, non stanno assieme perché c’è una comunione ma perché sono un’officina esistenziale composta da sentire di diverso grado che, in virtù di questo, è funzionale. La differenza di sentire è l’attivatore principale; le altre differenze, sintonie e incompatibilità sono conseguenti alla differenza di sentire.

Ecco allora che in una società, in una famiglia, in una comunità scorrono linee parallele di sviluppo del sentire che non si incontrano, scorrono appunto parallele e ciascuno trae dalla presenza dell’altro il necessario esistenziale per sé.

Cos’è allora l’amore che lega i cittadini al loro paese, i membri di una famiglia, i componenti di una comunità, i due di una coppia? È biologia? È l’archetipo transitorio dell’amore? È una declinazione dell’Archetipo Permanente dell’Amore? Sì, quest’ultimo.
Ma questo non è tanto affetto, legame astrale, è tessuto esistenziale, trama esistenziale.

Ciò che l’umano decodifica come affetto, come pensiero sull’altro, in realtà è scopo esistenziale, realtà esistenziale che realizza il fine evolutivo del sentire, il cammino dall’atomo di sentire al Sentire Assoluto.

L’Amore, in prima istanza logica, è Essere; in seconda istanza logica è Essere/divenire; in terza istanza è divenire/Essere. Nella sostanza reale, non logica, Amore non è mai divenuto altro da Amore, tutti gli archetipi transitori di esso sono illusori, dunque.


Definizione di logica e inferenza:
La logica (dal greco λόγος, logos, ovvero “parola”, “pensiero”, “idea”, “argomento”, “ragione”, da cui poi λογική, logiké) è lo studio delle relazioni di inferenza tra proposizioni,[1] cioè lo studio delle leggi del ragionamento e della dimostrazione

In logica l’inferenza (dal latino inferre, letteralmente portare dentro) è il processo (induttivo o deduttivo, etc.) attraverso il quale una proposizione viene derivata dalle premesse (vale a dire: la sua verità o falsità viene derivata dalla verità o dalla falsità delle premesse). 
Da Wikipedia

5 commenti su “Il tempo cronologico e quello del sentire di coscienza”

  1. “Sentiva il suo sentire (o semplicemente il sentire unitario – oltre A e B – al di là del divenire illusorio), la consapevolezza del quale era attivata dalla presenza di B.”

    Passaggio su cui riflettere. Mi verrebbe da dire “sentire di generare”. La contemplazione delle relazioni è contemplazine del determinante esistenzIale che ha generato la scena.

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  2. Stupefacente come sei riuscito a rendere con enorme chiarezza
    concetti che avevamo già incontrato ma mai in forma così evidente.
    Grazie

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  3. Credo che la piena comprensione di questa logica della asincronicità dei sentire, possa svanire pretese e illusioni: la realtà porta solo compassione sul ciò che È.
    Grazie!

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