Sabato scorso, durante la consueta Via del monaco mensile, ho affrontato un tema mai discusso prima; l’intuizione era sorta poco prima e così l’avevo appuntata.
“SCOMPARE OGNI ELEMENTO RIFLESSIVO E ACCADONO SOLO I FATTI
La riflessione è come l’osservazione attraverso lo specchio dell’autoconsapevolezza.
La vita accade, c’è autoconsapevolezza e riflessione, ovvero consapevolezza dell’autoconsapevolezza.
In una fase più avanzata c’è l’accadere, la consapevolezza/autoconsapevolezza, ma scompare la riflessione, la consapevolezza dell’autoconsapevolezza.
Va precisata la natura dell’autoconsapevolezza: non è consapevolezza di sé, riferita a sé, ma a una complessità che registra i dati affluenti e quelli interni sentendoli come un unicum.“
A partire da questa disposizione, il pensiero scompare e con esso ogni traccia di riflessione, che non va intesa come esercizio del solo pensiero ma come consapevolezza generale dell’autoconsapevolezza, specchio nel quale si riproduce uno stato generale unitario e che può contenere dati mentali e astrali come no.
Detto in altri termini: lo stato dell’autoconsapevolezza unitaria vibra sul piano del sentire di coscienza, ma si riflette anche sul piano/corpo mentale e sul piano/corpo astrale.
Esistono simultaneamente numerose consapevolezze:
- Il corpo akasico risuona dell’unità che sperimenta perché vibra all’unisono con i corpi superiori e la Vibrazione Prima; questa è la sua autoconsapevolezza: sente – in virtù di questa assonanza – l’Essere e l’Esistere non come suoi perché non c’è alcun “io” a quel livello, ma sente che È Essere/Esistere. Questo qui si intende per autoconsapevolezza.
Non la consapevolezza di un “qualcuno”, ma quella di Essere/Esistere, di Essere esistente. Stato di Essere/Esistere proprio dell’Assoluto Essere e che è la consapevolezza che Egli ha di sé, la Sua autoconsapevolezza.
Il sentire Essere è la summa di ogni autoconsapevolezza: Essere sente Essere. - Il corpo mentale sente riversarsi al suo interno le risonanze unitarie del corpo akasico, è specchio – su frequenze diverse – di quelle risonanze. Tutto quello che vibra nei corpi spirituali entra nel circolo dei dati: lo sperimentato dall’akasico viene decodificato dal mentale e in esso si crea un’immagine di ciò che l’akasico sperimenta.
- Allo stesso modo, ciò che vibra nel mentale, quella immagine che si è creata, viene decodificata dall’astrale e in esso si crea un’immagine differente, con caratteristiche astrali. Infine, in qualche modo, anche nel fisico questo viene avvertito.
- Ogni decodifica di ciò che l’akasico sente produce immagini locali nei diversi piani/corpi, immagini locali che sono consapevolezze relative dell’autoconsapevolezza di Essere/Esistere sentita dall’akasico.
- Ogni immagine locale è un riflesso (ecco l’uso del termine riflessione) dell’autoconsapevolezza unitaria, e può essere sentita come un’aggiunta, un di più, un troppo non necessario.
Perché rappresenta un peso? Perché introduce elementi mentali e astrali, una sorta di strascico – che cambia da contemplante a contemplante – ma che è totalmente inutile, cascame e zavorra. - La meccanica incarnativa prevede degli automatismi, i corpi relativi sono sempre attivi e reattivi, ma, di fronte alla pienezza d’Essere/Esistere, quella meccanica può essere oscurante, anzi, certamente lo è.
Ecco che il contemplativo ha necessità che il sistema delle decodifiche sia silenziato e che il campo dell’autoconsapevolezza d’Essere non produca un gioco degli specchi ma si stagli solo e unitario oltre e attraverso ogni piano. - Ecco che, di fronte al silenziarsi dei corpi transitori, si staglia l’esperienza del Niente/Tutto. C’è pienezza totale e vuoto totale: Tutto/Niente.
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Piccoli flash di comprensione. Grazie.
Grazie per questo post chiarificatore .
Quello che era confuso ora si è chiarito.
Il contenuto scorre senza inciampi e con una logica ferrea .
Ancora grazie per le tue intuizioni .
Grazie, ulteriore chiarezza per questo passo avanti nella comprensione dell’Esperienza dell’Essere.
Si apre un nuovo linguaggio frutto di nuove intuizioni. Grazie perchè con queste parole e la meditazione di Sabato conduci i nostri passi verso un ulteriore passaggio