Il contemplante come consapevolezza multidimensionale

Una questione posta da Leonardo e alcune considerazioni.

Vuoto: in zazen si manifesta la contemporaneità dei livelli della consapevolezza. Non esiste solo la contemporaneità di Essere e divenire, questa è ancora una riduzione didattica.

Che cos’è l’Essere? Un monolite? Non è esso stesso attraversato dalla successione e dalla sequenzialità quando parliamo di Essere-Individualità, Essere-Coscienza Cosmica, Essere-Coscienza Assoluta, ecc.? Non è solo l’Assoluto libero dall’illusione della successione?

E se anche nell’Essere è presente una successione perché parlare di contemporaneità di Essere e divenire come se fossero due dimensioni distinte, con caratteristiche contrapposte? Non si dovrebbe invece parlare, eventualmente, di una gradualità? Gradualità che non è cronologica ma logica.
(Si riferisce all’evoluzione del sentire che, per sua natura, tende dal grado meno evoluto a quello più evoluto, principio inscritto, evidentemente, nel Disegno stesso di questo Cosmo. L’evoluzione non è un fatto temporale ma logico e relativo al sentire. Ndr)

Il vuoto è un grado di questa scala ordinata logicamente secondo diverse ampiezze di consapevolezza, grado che include il precedente secondo la logica 1+1=3. Forse [il vuoto è] il grado ultimo, lo zero dell’interpretazione, che apre all’abisso.

Consapevolezze che comunque sussistono nella contemporaneità e che non scorrono parallele ma che, appunto, sono l’una nell’altra incluse e proprio per questo possono essere sentite contemporaneamente dalla più ampia alla meno ampia.

L’immagine in definitiva che ne esce è quella del contemplante che non coltiva tanto la contemporaneità di Essere e divenire ma la contemporaneità della complessità di diversi gradi di consapevolezza.

Il contemplante è il luogo dove questa contemporaneità si focalizza; è esso stesso la focalizzazione di questa natura del Reale multidimensionale; è il luogo dove la natura stessa dell’Assoluto si manifesta non nella successione ma nella contemporaneità dei vari gradi di sentire che lo costituiscono.


Alcune considerazioni di uma.

“Gradualità che non è cronologica ma logica.”
Questa la frase chiave, mi sembra. Solo nel sentire assoluto non c’è più successione logica tra gradi differenti di sentire.

Ogni grado di sentire che precede quello assoluto è caratterizzato da una complessità e da una tendenza a divenire: è il moto stesso che esiste nella natura dell’Assoluto. Il tempo cronologico è una derivazione di questo moto logico da un sentire di un grado a uno di grado più ampio e unitario.

Tutta la nostra esistenza, su qualunque piano, risente di questa complessità, tutto chiama al vortice dell’abisso unitario.

“Non coltiva tanto la contemporaneità di Essere e divenire ma la contemporaneità della complessità di diversi gradi di consapevolezza.”
Condivido. Dobbiamo superare la logica Essere/divenire, un didascalismo oramai superato, per considerare la simultaneità di più gradi di consapevolezza: il contemplante come stato di coscienza e consapevolezza multidimensionale. L’individuo incarnato non è, nella sostanza, che l’attuazione illusoria di uno spettro limitato di un’autoconsapevolezza multimidimensionale.

3 commenti su “Il contemplante come consapevolezza multidimensionale”

  1. Grazie a Leo e ad Uma per questo post non facile da comprendere subito .
    Quella che mi è rimasta impressa è la frase:considerare la simultaneità di più piani di consapevolezza.
    Ma c’è ancora tanto lavoro da fare .

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  2. Post non facile . Grazie a Leo e ad Uma .
    Qualcosa comunque si coglie di importante: considerare la simultaneità di più gradi di consapevolezza .
    Su questa frase e su tutto il post c’è bisogno di ruminare

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