Vuoto di ogni aspetto di sé: le diverse implicazioni

Ascoltavo ieri sera una conferenza di Marco Vannini in cui ribadiva una sua nota tesi: il valore equivalente dei termini mistica e filosofia essendo entrambi la ricerca, l’indagine dell’Essere e dell’Esistere.

È una tesi che condivido parzialmente, perché forse sottovaluta l’estensione dell’esperienza mistica quando questa diviene un svuotamento totale. Certo, è una condizione contemplata anche dalla filosofia, ma qui siamo in un’esperienza peculiare che non ha a che fare con l’apofastasi, bensì con lo svuotamento completo di sé. Siamo nel cuore di un’esperienza esistenziale che a me sembra debba essere nominata in modo specifico.

Quando il mistico smette di riflettere sulla sua esperienza di Essere ed Esistere, a me sembra che venga meno una parte del terreno comune con la filosofia; egli entra, a mio parere, in uno specifico: quella esperienza è lontana anni luce da tutto ciò che l’ha preceduta perché è il vuoto che porta con sé anche un rifiuto di ogni cosa che contribuisca a un pieno.

Il mistico, in una stagione avanzata della sua esperienza, sente sorgere in sé il rifiuto – accompagnato frequentemente anche dall’incapacità a indagare – per tutto ciò che ha necessità di essere declinato sui piani transitori e attraverso i corpi transitori: mentale, astrale, fisico.

La sua esistenza diviene in larga parte assorbita dalla vita nel sentire e l’esperienza nella quale è assorbito è veramente un vuoto totale, uno scomparire radicale pur tra inevitabili contraddizioni: questo vuoto, a mio parere, deve essere nominato in quanto ha una specificità. Allora potremmo dire che certamente mistica e filosofia costituiscono una sola pratica, ma nella sua fase terminale forse questa pratica merita di essere appellata per la sua specificità. Noi parliamo genericamente di amore, ma i greci avevano molti termini per qualificare quell’esperienza; allo stesso modo mi risulta che i popoli del nord abbiano diversi nomi per rappresentare il fenomeno “neve”.

Comunque, non è questo il centro della questione che voglio trattare. Il vuoto di sé, ad un certo punto, diviene vuoto di tutto: vuoto di ogni aspetto di sé, vuoto di ogni rilevanza di ciò che è altro da sé.

Vuoto di ogni aspetto di sé: quello che più colpisce è il rifiuto che sorge dall’interiore della manifestazione nel mondano. Questa manifestazione diventa una fatica, richiede il dispiegamento di forze che, in fondo, non si hanno, o che si è costretti a sottrarre da altro, dal piano d’esistenza nel quale si risiede comunemente. Quello del sentire, per intenderci.

Questo spiega perché il contemplativo vive in un ritiro sempre più stretto: dentro di sé il mondo è sentito ma non c’è una spinta a frequentarlo: la vita nel sentire basta, è già completezza. Questo ritiro è anche un estraniarsi dall’indagine sulla sua stessa condizione d’esistenza, ed è la fine di ogni interesse, fatta eccezione per il continuare a precipitare nell’abisso.

Se guardo alla mia esistenza ormai abbastanza lunga, vedo come sia chiaro il disegno che si è dispiegato, il cui fine era quello non di conoscere e imparare dal confronto, dallo studio, dalla ricerca del cammino altrui come fonte per alimentare la propria: l’unico scopo sembra essere stato quello di precipitare nell’esperienza personale perché solo questa avrebbe risposto alla necessità di precipitare nell’abisso.

Solo l’abisso è esistito ed esiste. Tutto il resto è conosciuto? No, ma non aggiunge nulla di sostanziale al precipitare, le basi del quale sono già state tutte gettate. Il precipitare è così personale che a ben poco serve l’esperienza altrui: là dove non c’è più segnaletica, il vuoto parla a te e tu devi essere concentrato sul suo messaggio originale. Ogni altro messaggio, di altri, ti crea distrazione, quando non confusione.

Vuoto di ogni rilevanza di ciò che è altro da sé: c’è altro da sé e altro da sé, quello che è affine al tuo sentire di coscienza è già in comunione, quello che non è affine è oltre il tuo sguardo, è stato da tempo abbandonato. Quello che è più vasto del tuo sguardo attuale è in realtà l’abisso che ti chiama e che si manifesta risucchiandoti.
Gli unici impulsi esterni che entrano in questo sistema alimentato dal sentire sono quelli che il sentire stesso sente come sua fonte.

Tutto quanto ho affermato non avviene senza contraddizioni e limitazioni di vario genere: il contemplativo non ha a che fare con la perfezione, questa non è una condizione per l’abisso.
La vita nel sentire supera gli opposti e i limiti residui propri dell’esistenza incarnata: perché possa avvenire, è necessario che il corpo akasico abbia la necessaria strutturazione. Se questa condizione è assolta, allora è idoneo, ha gli strumenti per una vita altra.

L’espressione supera gli opposti è riferita al superamento delle logiche bene/male e apre su un tema che magari affronterò in futuro: qui affermo solo che la vita oltre le logiche duali, oltre bene/male, non è affatto libera: più si precipita nell’abisso, più si è l’abisso, e questo è, innanzitutto, comunione con tutti gli esseri: è questa comunione che vanifica ogni presunta libertà – di un illusorio artefice – di poter sciegliere tra bene e male. Libertà per cosa, da cosa, di chi? Quando c’è solo sentire, non c’è scelta alcuna, siamo oltre l’ambito delle scelte e il termine libertà credo non abbia più alcun significato.

Lascia un commento

Utilizziamo cookie tecnici per garantire il funzionamento del sito e, con il tuo consenso, cookie di tracciamento e profilazione. Puoi acconsentire all'uso di tutti i cookie o selezionare le tue preferenze. View more
Cookies settings
Accept
Privacy & Cookie policy
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Titolare del Trattamento dei Dati Roberto Olivieri, Via Caravaggio 13, 61039 San Costanzo, PU Indirizzo email: eremo@contemplazione.it Privacy & Cookie Policy di contemplazione.it Su questo sito vengono raccolte alcune informazioni sui navigatori con il fine di offrire gratuitamente l’esperienza migliore possibile dei contenuti visionati. La raccolta di informazioni avviene nel rispetto delle leggi: Raccolta dei dati: quali e come puoi evitarlo? Su questo sito raccolgo dati attraverso tre modalità:
  • modulo di contatto e commenti
  • modulo di iscrizione ai Feed
  • cookie di profilazione
  • cookie
Modulo di contatto e commenti In alcune pagine del sito, è presente un modulo di contatto che ti permette di scrivermi facilmente; in ogni post è possibile inserire un commento. Tramite questo tipo di modulo, raccolgo nome e email: questi dati non li conservo ma li uso esclusivamente per ricontattarti. Solo se il nostro rapporto continua, li inserisco nella mia rubrica personale. In ogni momento, potrai sempre chiedermi di non contattarti più e quindi di cancellare i dati. I dati che fornisci nei commenti non vengono mai utilizzati, senza eccezzioni. Modulo di iscrizione ai Feed Nella colonna di destra è presente un modulo che ti collega con il servizio di Feed Burner (Google) che raccoglie il tuo indirizzo mail e lo gestisce al fine di avvertirti dell'uscita di nuovi post: qui trovi la loro Privacy Policy Cookie I cookie sono piccoli file salvati nel tuo browser che contengono informazioni quali un identificatore univoco, la tua posizione geografica ecc. Ogni cookie ha una sua scadenza: alcuni posso durare anche anni, mentre altri scadono nel momento in cui chiudi il browser. I cookie possono essere di tre tipi:
  • tecnici: servono a migliorare la tua esperienza sul sito
  • analytics: servono a farmi capire le cose che apprezzi di più
  • di profilazione: servono a mostrarti annunci pubblicitari mirati basati sulle pagine che vedi
Alcuni cookie provengono da questo sito altri da siti esterni. Cookie tecnici Su questo sito uso i cookie tecnici per:
  • velocizzare il caricamento delle pagine
  • gestire la Privacy & Cookie Policy
Cookie analytics Su questo sito uso Google Analytics per raccogliere queste informazioni: - quali pagine e post risultano maggiormente letti; - il tempo di permanenza su un post/pagina. Altri dati sono deducibili da Analytics ma ad essi non faccio riferimento non essendo questo un sito commerciale o con finalità economiche. L’analisi di questi dati mi permette di migliorare il sito per andare incontro alle esigenze dei lettori. Cookie di profilazione Su questo sito uso uso i cookie di profilazione per:
  • integrare i social network
Integrare i social network: per poter inserire in questo sito i bottoni per condividere su Facebook, Twitter e Google+, i commenti di Facebook e il box che richiama la pagina Facebook, devo consentire a Facebook, Twitter e Google di installare dei cookie nel tuo browser. Facebook, Twitter e Google usano questi cookie per mostrarti annunci pubblicitari mirati quando navighi sui loro siti. Per dare il tuo consenso clicca su Ok nella barra che compare in basso nel sito. Se vuoi navigare in questo sito senza approvare questi cookie, usa la navigazione in incognito. // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ //
Save settings
Cookies settings