Una stagione spirituale e una storia emblematiche [gu1]

Blues dell’illuminazione. I miei anni con un guru americano. L’esperienza diretta di Andre van der Braak nella comunità fondata e guidata da Andrew Cohen (sito; wiki).

INTRODUZIONE

Tutte le religioni indicano la stessa verità transpersonale. La realizzazione di questa verità è spesso indicata con il termine “illuminazione”.

Nel corso dei secoli sono stati ideati molti tipi di approcci per accedere a questa verità più ampia. Una cosa che quasi tutti hanno in comune è la necessità di sottomettersi a una guida spirituale o a un maestro. Ciò è ritenuto necessario perché la maggior parte di noi è troppo intrappolata nel proprio condizionamento per trovare da sola una via d’uscita. Di conseguenza, affinché il maestro sia efficace, lo studente deve riporre in lui o lei una profonda fiducia.

Una profusione di comunità spirituali con questa mentalità esplose sulla scena durante gli anni Sessanta e Settanta. Mentre le chiese occidentali si svuotavano, i luoghi sacri orientali si riempivano di occidentali affamati di esperienze spirituali. Si respirava un’aria di rinascita spirituale. Gli occidentali indossavano abiti da monaci buddisti, visitavano ashram per studiare yoga e diventavano seguaci di maestri orientali occidentalizzati come Bhagwan Rajneesh, Chögyam Trungpa Rinpoche, Suzuki Roshi o Swami Muktananda. L’illuminazione sembrava a portata di mano.

Quando inizia la mia storia, verso la fine degli anni Ottanta, l’atmosfera era cambiata. La nuova dea Illuminazione non era così facile da conquistare. Parte dell’entusiasmo iniziale aveva lasciato il posto al dubbio e all’incertezza. I monaci buddisti abbandonarono i loro abiti e divennero insegnanti di meditazione in Occidente. Sperimentarono la psicoterapia, le relazioni sentimentali come percorso spirituale e la spiritualità nella vita quotidiana. Le grandiose ambizioni di un tempo furono ridimensionate a proporzioni più realistiche. Dopo l’estasi, il bucato, come recita il titolo di un libro.

Oltre alla natura sfuggente dell’illuminazione, c’era un altro sviluppo inquietante. Insegnanti spirituali illuminati erano stati coinvolti in scandali pubblici, solitamente legati al sesso, al denaro o al potere. Questo lasciò molti ricercatori spirituali devoti delusi e disillusi. O l’illuminazione non era raggiungibile, oppure, se raggiunta, non trasformava le persone in esseri umani decenti. C’era un senso generale di crisi e confusione.

Entrò in scena Andrew Cohen, un giovane americano dall’aspetto innocente che apparentemente era riuscito a conquistare l’inafferrabile Illuminazione. Nel 1986, dopo aver provato molti approcci, Andrew andò a trovare un oscuro guru indiano, H.W.L. Poonja, discepolo del famoso saggio Ramana Maharshi. Dopo alcune conversazioni, accadde l’inconcepibile.

L’illuminazione discese su Andrew. In qualche modo misterioso, Andrew si era spontaneamente trasformato da un trentenne insicuro in un carismatico maestro spirituale dalla parlantina sciolta, che emanava grande chiarezza e una presenza mistica. Improvvisamente Andrew era irresistibile, e ovunque andasse la gente voleva stargli vicino e pendere dalle sue labbra. Sembrava possedere una straordinaria capacità di trasmettere un profondo assaggio di illuminazione, ispirando le persone a lasciare tutto e diventare suoi discepoli. Migliaia di persone ancora piene di speranza e desiderio accorrevano per vederlo.

Quando Andrew venne ad Amsterdam nel 1987, andai a trovarlo. Incontrare Andrew fu una rivelazione per me. Sentii, come tanti altri intorno a me, che finalmente avevo capito cosa fosse l’illuminazione, non come teoria ma come realtà vivente. Quelli di noi attratti da Andrew erano anche attratti gli uni dagli altri. Eravamo uniti da un profondo amore e dalla resa ad Andrew.

Ci consideravamo l’ultima manifestazione di un fenomeno antico, come Cristo e i suoi discepoli, che scuoteva l’establishment religioso (in questo caso buddista). Vedevamo Andrew come un “pescatore di uomini” che ci diceva di “lasciare che i morti seppelliscano i morti”. Eravamo sicuri che la rivoluzione di Andrew avrebbe conquistato il mondo spirituale.

Andre van der Braak, luglio 2003


La raccolta dei post

3 commenti su “Una stagione spirituale e una storia emblematiche [gu1]”

  1. È prezioso ripercorrere i processi che riflettono il cammino spirituale e mostrano come esso abbia attraversato e trasformato il nostro mondo esperienziale nel tempo.

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  2. La storia si fa interessante.
    In effetti tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso, accadde proprio quello che Braak descrive, ma sicuramente nessuno di quei maestri e di quei discepoli aveva idea di cosa fosse il risveglio.

    Rispondi

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