L’osservatore attento alle dinamiche del presente sente vividamente ciò che accade e ne coglie l’origine esistenziale.
Ogni scena, fatto, pensiero, intenzione, venendo contemplata, è sentita nella sua valenza esistenziale, nel suo “perché”, nella ragione esistenziale per cui sorge.
Questo significa che il contemplante – sentendo l’origine e l’accadere simultaneamente – è perfettamente consapevole che quel presente è sua generazione, del “suo” sentire: sa che non ha altra origine né dal caso né dall’altro da sé.
La generazione della realtà personale esce così dalle nebbie della teoria in virtù dell’esperienza diretta che accade sul piano del sentire: sentire che permette di cogliere l’unità della generazione e dell’atto che coinvolge tutti i corpi e tutti i piani.
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Quando la contemplazione si perde, le esperienze si allontanano dalla loro funzione.
Anche quando non avevo approfondito l’origine della realtà e del sentire , posso senza ombra di dubbio riconoscere che almeno due fatti li aveva generati questa Crd.
Quindi di conseguenza , anche tutti gli altri .
Ciò nonostante , nella quotidianità , tendo a scordarmelo .
Sentire di generare, essere consapevoli che il sentire è creatività che si esprime in forme qualunque essi siano. In questo senso il sentire è potere, potenza e avere il potere significa è saperlo riconoscere e manifestare.
Molto chiaro. Non esiste vittima né carnefice. Grazie.