Il commento di uma a [braak22].
[→uma] Troppo sintetico il capitolo per poter entrare nel vivo delle questioni. A me sembra che esista una dimensione che si dischiude all’umano e che va oltre la conosciuta – e documentata storicamente – manifestazione mistica.
Qui non è possibile discutere esaurientemente di cosa sia l’esperienza mistica storicamente documentata, ma possiamo sintetizzare brutalmente così: l’esperienza di unione interiore e cosmica conseguenza di una data disposizione dei corpi transitori in presenza di un sentire certamente ampio ma non necessariamente compiuto.
In altri termini: il mistico può non essere un realizzato, può avere le sue esperienze in virtù di una data strutturazione vibrazionale dei suoi veicoli. Esistono altre declinazioni dell’esperienza mistica che non conoscono le declinazioni classiche dell’esperienza, questa è la ragione per cui noi parliamo di contemplazione e di esperienza contemplativa invece che di esperienza mistica.
L’esperienza contemplativa si può connotare come mistica quando per intensità d’unione e per riflesso sui corpi transitori è particolarmente vasta e impattante; c’è un’area di confine comune tra le due dimensioni ma questo non significa che la fenomenologia mistica conosciuta venga sperimentata anche dal contemplativo che è lontano da ogni appartenenza religiosa. Diverso l’ambito interiore e simbolico di riferimento, diverse le manifestazioni.
Il contemplativo senza religione è certamente più incline a sperimentare la dimensione della vacuità, a sentire la realtà come vuoto, assenza, abisso, perché non proviene dal fantasmagorico circo dei simboli di cui le religioni sono ricche. Diversa la rappresentazione interiore, diversi i simboli con cui si manifesta l’esperienza, ma ciò non toglie che fatta la tara al mistico religioso, o a entrambi, non si giunga a molti elementi d’esperienza comuni, quelli dati dalla condivisione di un sentire equipollente, se effettivamente lo è.
Non credo sia l’enfasi dei simboli e delle esperienze che determina l’ampiezza del sentire unitario sperimentato, credo invece che questa enfasi porti molte volte fuori strada: i fenomeni sono tanto più accentuati quanto i corpi transitori non sono adatti a ospitare le vibrazioni unitarie che li percorrono.
Un individuo che sperimenta per le prime volte Amore, l’Unità nella manifestazione di Amore, ha reazioni forti in tutti suoi veicoli ma, più questi sperimentano quella vibrazione, più mutano e divengono adatti a sperimentarla. Ne consegue che le reazioni si attenuano fino a scomparire e la presenza di Amore diviene feriale, sempre distinguibile e inequivocabile ma feriale, senza più alcun dato di eccezionalità. [/uma]
Continua…
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