Cerchio Firenze 77: cenni sul sentire akasico 33

Questa sera vi siete domandati: «Ma questa storia dell’evoluzione, come va a finire? Quando l’individuo ha finito di “sentire” i fotogrammi del piano fisico, del piano astrale, ha finito, lascia, abbandona la ruota delle nascite e delle morti, che cosa succede? Che cosa avremo da fare?».

Libri del Cerchio Firenze 77 con l’insegnamento fondamentale:
Dai mondi invisibili
Oltre l’illusione
Per un mondo migliore
Le grandi verità
Oltre il silenzio
La Fonte preziosa
– Insegnamento filosofico del Cerchio Firenze 77,indice generale dei temi e dei post della categoria “Contemplare il paradigma” di questo sito. Contemplazioni di uma.
– Libri del Cerchio Firenze 77: indice dei commenti di E.Ruggini su YouTube con indicazione dei temi e riassunto vocale di alcuni minuti del contenuto di ciascun commento.
File vocali originali del CF77 dal 1965 al 1984
L’Opera Omnia del CF77

[…] Sapete, dunque, che cosa succede dopo la morte del corpo fisico fino a quando – vi abbiamo detto – l’uomo lascia la ruota delle nascite e delle morti. Per parlarvi di un modo di «essere» del tutto diverso, abbiamo cominciato a parlare della non con­temporaneità del «sentire» il mondo dei fotogrammi e questo ha portato una sorta di terremoto.
«Ma – direte voi – che cosa succede dopo, quando abbiamo lasciato questo mondo dei fotogrammi? Qual è l’attività dell’individuo?». Ora, ponete un istante l’attenzione fra quanta diversità di interessi c’è fra il mondo animale e il mondo umano: un abisso. Come è possibile spiegare a un animale, ad esempio, quali sono gli interessi del mondo umano? Come spiegare a una volpe che il problema di una signora, donna, nel mondo umano è quello di farsi cucire una sottana più o meno corta o più o meno lunga a seconda della moda? Ma anche quale diversità di mentalità e di modi esiste, nello stesso mondo umano! Quale diversità fra interessi di certe popolazioni primitive e gli interessi di un uomo appartenente a una delle civiltà più avanzate del vostro tempo! Non solo, ma quale diversità di interessi, ad esempio, fra individui di una nazione e gli individui di un’altra nazione a questa lontana!

Ciò che viene ampliato è qualcosa che sta dentro, è l’intimo, è il «sentire» dell’uomo. Ed è tanto ampliato al punto che ciò che fino a un dato momento ha servito a questo ampliamento – la vita nel piano fisico e negli altri mondi soprastanti – viene abbandonato. Perché l’intimo non ha più bisogno di qualcosa che sia al di fuori, per vibrare, ma vibra spontaneamente e indipendentemente dall’ambiente.
In altre parole, fino a un certo momento è l’ambiente che fa vibrare l’intimo dell’uomo; da un
certo momento in poi questa vibrazione è autonoma.

Eppure noi ancora – sembra di essere molto in là parlando di questo – stiamo parlando del «sentire» in seno al Cosmo. Ma immaginate che questo «sentire» si accresce tanto che a un certo punto, per essere vivo, vero, intenso, reale, esistente, non ha più neppure bisogno dell’illusorio senso del trascorrere. Insomma trova l’essenza assoluta, nell’assoluta immobilità, che
corrisponde al moto assoluto.

Come spiegare questo? Farlo intuire con queste misere parole, ricordandovi che l’evoluzione dell’uomo a superuomo si può genericamente dire, in un primo momento, ampliamento dei compiti dell’individuo che una volta era uomo e che ha lasciato la ruota delle nascite e delle morti, ma che ciò rappresenta un primo gradino del tutto trascurabile; che la vita futura è del tutto diversa, che il suo ampliamento d’interessi è un ampliamento di «sentire», non è un ampliamento di mansioni, di fare. È cosa tutt’affatto diversa dalla vostra concezione.

Questi sono i primi elementi che possiamo darvi, ma certo il «sentire» – ancora lo ripeto – non può essere descritto. Tuttavia, se avrete pazienza di seguirci saremo più espliciti.*
Nell’attesa io vi raccomando di meditare tutto quello che vi abbiamo detto, di renderlo parte di voi stessi, di assimilarlo, come si dice, di non cercare di ricondurlo alle vecchie idee.

Pensate che questa non contemporaneità, nel mondo dei fotogrammi, non ha alcuna importanza; anzi, non ha talmente nessuna importanza che non viene neppure supposta dagli uomini. Pensate che noi tutti indistintamente siamo nel Cosmo, siamo in seno all’Assoluto; che questa è la nostra vera Patria: l’Assoluto.

Che tutto quanto è attorno a noi è stato fatto per l’Amore che Lui ha per noi, in ultima analisi, e che quindi non dobbiamo temere: che questo nuovo modo di vedere che ci risulta strano, è strano in quanto ci apre a un nuovo orizzonte, a una nuova Realtà, ma che non possiamo pretendere che la Realtà sia statica, secondo quanto noi conosciamo, quando tanto diversa è per le creature che noi vediamo.

Perché la nostra dovrebbe essere la giusta e quella degli altri l’errata? Perché il modo di «sentire» e concepire dell’uomo dovrebbe essere esatto, ed errato quello di un cane o di un gatto? Ciascun modo di «sentire», nel suo complesso, è giusto, rapportato alla forma da cui trae espressione.

Il vostro modo di «sentire» è giusto fino a che corrisponde a uno stadio, a una forma, a una ragione d’essere, a un «essere» interiore. Quando questo «essere» è pronto per mutare, anche il nostro modo di «sentire» deve essere aiutato a mutare.

Il fiore che abbiamo dentro di noi deve essere aiutato a sbocciare, liberandolo da tutte le sovrastrutture. Ciò che per noi c’era, fino a ieri, di più bello e più prezioso, diventa una sovrastruttura nel momento in cui, dall’intimo, sta per sbocciare un nuovo fiore di comprensione. E questo stesso fiore che ora è in boccio, un giorno dovrà essere rimosso per lasciare posto a un altro fiore che ancora nascerà dal nostro intimo; fino a che tutto ciò che sta all’esterno abbandonerà la sua importanza, diventerà per noi privo d’interesse.

E allora sposteremo la nostra consapevolezza, dal mondo sensibile, a un mondo assai diverso, ma più intenso di «sentire», dove non crescono le mansioni, le azioni, il divenire quali si concepiscono da uomini, ma cresce il «sentire» e l‘«essere».

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