Contemplazione: la risonanza tra sentire e corpi transitori

La consapevolezza unitaria risuona come un diapason nei corpi transitori.

È come se ogni corpo fosse la corda di uno strumento musicale: corde accordate o da accordare.
Le mille investigazioni accordano i corpi, li rendono idonei alla risonanza.

Non comprendiamo con i corpi transitori, tutto è sentire, ma il sentire diviene consapevole, da incarnati, perché risuona nei transitori.

Ecco perché il contemplativo si interroga e non può non farlo: accorda lo strumento che suona il sentire. L’investigazione altro non è che un metodo per accordare: quando l’oggetto della investigazione è compreso, l’attività termina e c’è solo contemplazione.

Se l’attività perdura è perché sfumature sono da comprendere o perché il sentire sente che può approfondire rispetto ai dati che gli giungono dalla Vibrazione Prima. In questo secondo caso non si tratta di accordare lo strumento “corpo transitorio” affinché risuoni con un sentire già dato, ma di ampliare il sentire stesso e lo si fa scendendo nel circolo d’esperienza akasico-esperienza-akasico, dove l’esperienza è anche, in parte, l’investigazione stessa.

La capacità di investigare è chiaramente relativa a due fattori: al sentire conseguito, alla coerenza/incoerenza tra sentire ed esperienza. La dinamica coerenza/incoerenza tra sentire ed esperienza è un attivatore di processi e coinvolge ciascun corpo in tutti i suoi aspetti: le investigazioni sul tema dell’unità sono così ricche di sfumature da coprire ogni aspetto dell’intera vita nel divenire.

2 commenti su “Contemplazione: la risonanza tra sentire e corpi transitori”

  1. “La dinamica coerenza/incoerenza tra sentire ed esperienza è un attivatore di processi e coinvolge ciascun corpo in tutti i suoi aspetti: le investigazioni sul tema dell’unità sono così ricche di sfumature da coprire ogni aspetto dell’intera vita nel divenire.”

    Quel processo è il senso dell’esistere.

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