Fonte: André van der Braak: Reimagining Zen in a secular age, Koninklijke Brill. Il PDF del libro.
[Capitolo 3.1. Il capitolo 2 non lo riportiamo] Sulla base della storia di successo della scienza e del progresso, ci si aspetterebbe che tutto vada bene nel quadro immanente (l’attuale, ndr). Taylor* ha descritto il passaggio da un’esperienza premoderna di sé porosa (l’individuo altamente permeabile alle influenze dell’ambiente, ndr) a un’esperienza moderna di sé protetta (una maggiore autodefinizione e dunque un maggiore isolamento dalle influenze, ndr). Il sé protetto (si veda la definizione di sé protetto e sé poroso a fondo pagina) offre diversi vantaggi: fornisce un senso di potere e controllo, attraverso lo strumento della razionalità strumentale. E in un mondo disincantato (l’attuale, ndr), non ci sono spiriti che costituiscono una minaccia. Taylor sostiene che ciò fornisce un senso di invulnerabilità e sicurezza, rispetto all’esistenza vulnerabile e insicura in un mondo incantato pieno di spiriti, demoni ed entità (il mondo dei secoli passati, ndr). La realizzazione dell’autonomia può portare a un senso positivo di orgoglio e autostima.
*Charles Taylor, A Secular Age (Boston: Belknap Press, 2007)
Tuttavia, nella nostra epoca, gli svantaggi del sé protetto e del disincanto stanno diventando più evidenti. La natura limitata del sé protetto può anche essere vissuta come una limitazione e persino come una prigione. E un mondo disincantato può far sorgere la domanda: «È tutto qui?». Pertanto, nel mondo disincantato contemporaneo, sostiene Taylor, c’è un senso di malessere, una profonda sensazione di piattezza e vuoto, che porta alla ricerca di fonti spirituali alternative, forme alternative di trascendenza. Questa ricerca ha portato a un enorme aumento delle opzioni disponibili, che Taylor chiama “effetto nova”.
La nostra epoca secolare ha visto un’esplosione di opzioni per trovare o creare significato e senso. Tuttavia, in mezzo a una tale pletora di opzioni, nessuna di queste sembra indiscutibilmente vera e intrinsecamente significativa. Taylor parla di una frammentazione e pluralizzazione delle nostre visioni della buona vita e della prosperità umana. Non si tratta più di una scelta binaria tra essere religiosi o meno: esiste una serie di opzioni che genera ciò che Taylor chiama “pressioni incrociate”.
Secondo Taylor, tutti noi oscilliamo tra due posizioni: tra fede e miscredenza, tra trascendenza e immanenza. Il risultato paradossale è che, nonostante la ricchezza di opzioni disponibili, il mondo di oggi soffre di una mancanza di significato.
Taylor fa una serie di distinzioni analitiche per classificare le varie serie di questioni coinvolte in tali pressioni incrociate. Egli descrive il gruppo principale di questioni come incentrato attorno ad “assi di risonanza”. La fragilità del significato in un’epoca di disincanto può portare a un senso di disillusione: dopo la “morte di Dio”, è tutto qui? La perdita della trascendenza porta a un’insopportabile leggerezza dell’essere. Se Dio è morto, tutto è permesso. Ma diventa difficile trovare uno scopo soddisfacente per la propria vita. Non c’è quasi più spazio per il potenziale umano e le aspirazioni più elevate. Ci sono molte opzioni disponibili, ma nessuna di esse porta a casa.
Un’altra serie di questioni può essere collocata attorno a ciò che Taylor chiama “assi romantici”. Queste questioni riguardano la sensazione che il sé protetto sia diventato un prigione. Il sé protetto porta a una divisione che necessita di essere sanata.
Questa divisione è innanzitutto una divisione interiore:
- il sé protetto, razionale e autonomo, ci separa dai sentimenti profondi. Pertanto, dobbiamo ripristinare un’unità armoniosa tra pensiero e sentimento, tra testa e cuore.
Una soluzione consiste nel fondere il desiderio ordinario con il senso di un obiettivo superiore (pienezza). Un’altra soluzione è quella di raggiungere questa armoniosa unità attraverso la bellezza, che ci allinea.
In secondo luogo, questa divisione non è solo una divisione interiore, ma anche una divisione tra noi stessi e la natura.
- Il sé protetto ci separa dalla natura e dagli altri. Da qui, osserva Taylor, l’ossessione ottocentesca di recuperare la bella natura dei Greci, come sintesi superiore (Hölderlin, Hegel, Nietzsche).
In terzo luogo, il sé protetto ci separa dalla vita e dalla vitalità.
- C’è un desiderio di essere completamente immersi nella vita.
E in quarto luogo, ci separa dall’equilibrio ecologico della nostra biosfera.
Una terza serie di assi può essere definita “postmoderna”: la divisione non può essere sanata, ma è irreparabile. Descriverò ora diverse pressioni incrociate all’interno di queste varie serie di assi.
Continua…
Sé poroso e sé protetto (Sintesi Gemini AI)
Il filosofo canadese Charles Taylor usa il concetto di “sé protetto” (tradotto anche come “io compresso” o “buffered self”) per descrivere la particolare forma di identità individuale che si è sviluppata nella modernità occidentale, in particolare a partire dall’Illuminismo. Questo concetto si contrappone a quello di “sé poroso” (porous self), che caratterizzava l’uomo pre-moderno.
1. Il “Sé Poroso” (Pre-moderno)
L’individuo pre-moderno, il “sé poroso”, viveva in un mondo incantato e non tracciava un confine netto tra il sé interiore e il mondo esterno.
- Vulnerabilità esterna: Era percepito come intrinsecamente vulnerabile a forze esterne che potevano penetrare e influenzare direttamente l’interiorità (es. spiriti, demoni, forze cosmiche, influssi magici).
- Assenza di un confine rigido: Non esisteva una chiara distinzione tra il fisico e lo spirituale, tra l’interiore e l’esteriore.
2. Il “Sé Protetto” o “Io Compresso” (Moderno)
Il “sé protetto” o “io compresso” è il risultato di un processo storico di disincanto del mondo e di un’enfasi sull’interiorità e l’autonomia che si è consolidata con la Riforma Protestante e l’Illuminismo.
- Confine Infrangibile: La caratteristica fondamentale è l’erezione di un confine invalicabile tra il sé interiore e il mondo esterno (fisico e spirituale). Il sé è “protetto” o “compresso” (tamponato) contro influenze esterne.
- Invulnerabilità: Questo sé si percepisce come invulnerabile a forze esterne, come padrone dei significati delle cose per sé stesso, eliminando la paura degli influssi cosmici o spirituali che attanagliava il sé poroso.
- Disimpegno Razionale: Acquisisce la capacità di “disimpegno” (o distacco), ovvero di oggettivare sia l’ambiente sociale e naturale che sé stesso. Questo permette un ragionamento scientifico e oggettivo, libero da vincoli socio-culturali “arbitrari”.
- Autocontrollo e Autodirezione: L’assenza di paura dalle influenze esterne (spiriti, ecc.) diventa un’opportunità per l’autocontrollo e l’autodirezione della propria vita, affermando un’autonomia radicale.
Implicazioni
Taylor analizza questo sviluppo in opere come Sources of the Self: The Making of the Modern Identity (Radici dell’Io: La genesi dell’identità moderna) e A Secular Age (L’età secolare). Sottolinea come, pur portando a grandi conquiste (come la libertà, l’uguaglianza, l’individualismo morale), questo “sé protetto” tenda a:
- Ridurre l’esperienza: Concentrarsi esclusivamente sull’interiorità e la razionalità, spesso perdendo il senso di pienezza e di connessione con un ordine cosmico o morale più ampio.
- Generare crisi di senso: Favorire una visione utilitaristica e “disincantata” del mondo che, in assenza di un orizzonte morale condiviso (le “fonti” del sé), può portare a una perdita di significato o a forme di individualismo esasperato.
In sintesi, il “sé protetto” è l’individuo moderno che ha costruito una solida barriera tra la sua coscienza e il mondo, guadagnando autonomia e razionalità scientifica, ma rischiando l’isolamento e la perdita di un orizzonte trascendente o morale profondo.
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