Contemplazione: esiste qualcosa come l’amore per Dio? (beatitudini2.2)

Queste beatitudini sono state trasmesse da una entità denominata La Voce durante una seduta del Cerchio Firenze 77.

Una presentazione de La Voce, il testo completo delle beatitudini
e gli altri interventi dell’entità all’interno del Cerchio Firenze 77

2- Beati voi siete che non conoscete l’obbligo di partecipare nolenti ai riti religiosi, ma guai a chi non trova tempo di dire una preghiera, perché di chi ama Dio è il Regno dei Cieli.

Perché di chi ama Dio è il Regno dei Cieli: “di chi ama Dio”, ha un senso questa espressione?
Si può amare Dio? Come diversamente può essere declinato il concetto affinché non sia una banalità irragionevole? Esiste qualcosa, un’esperienza, che sia definibile come amore per Dio?

Il campo d’indagine partendo da questa domanda è sterminato e innanzitutto bisognerebbe precisare chi ama Dio. Non un soggetto, chiaramente. Semmai un soggetto vive l’illusione di amare Dio.

Non sorge, nell’intimo, altro che l’esperienza dell’amore di Dio: non dell’amore dell’umano per Dio, ma dell’Amore che è Dio e che risuona nei corpi e nella consapevolezza dell’umano.

Non esiste alcun umano che ama, questa espressione non significa nulla, l’amore – umanamente inteso, a tutti i livelli e sempre – è Essere che vibra nei veicoli e si manifesta in quanto Amore variamente declinato. La chimica – e la psicologia dell’amore – è conseguenza di Amore/Essere, quello è il piano, la vibrazione, che attiva i processi in tutti i corpi.

Come tutti siamo un grado della consapevolezza assoluta in manifestazione, così siamo un grado di Amore in manifestazione. Di questo grado che accade abbiamo più o meno relativa consapevolezza.

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Catia Belacchi

Non siamo noi che amiamo ma siamo intessuti e avvolti da Amore

Mariela

Parole che risuonano e che ci fanno sentire parte di un Amore di cui noi siamo la manifestazione.

Kita-lu

“Non sorge, nell’intimo, altro che l’esperienza dell’amore di Dio: non dell’amore dell’umano per Dio, ma dell’Amore che è Dio e che risuona nei corpi e nella consapevolezza dell’umano.”

L’amore inteso come sentimento appare velato, attribuendo questa percezione a una inadeguatezza. Non avendo ancora maturato la consapevolezza dell’Amore che è Dio e che risuona nell’intimo dell’essere, si è immersi nell’idealizzazione dell’amore come bisogno di riconoscimento: una tensione verso l’altro che si esprime nel desiderio di dimostrare dedizione, di donare per essere amato.

Nadia

“Come tutti siamo un grado della consapevolezza assoluta in manifestazione, così siamo un grado di Amore in manifestazione”.

Gratitudine.

Natascia

“Non sorge, nell’intimo, altro che l’esperienza dell’amore di Dio: non dell’amore dell’umano per Dio, ma dell’Amore che è Dio e che risuona nei corpi e nella consapevolezza dell’umano”

Non c’è nessun soggetto che possa appropriarsi di alcunché.
Siamo espressione di un grado di sentire dell’Assoluto.
Nel bene e nel male. Perché quello che definiamo “male” è anch’esso un grado di sentire che contiene l’essenza dell’amore.

L’essenza che attiva il processo ad una piena consapevolezza di quell’amore che costantemente ci richiama a sé.

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