Contemplazione: l’essenza profonda e la sua illusione

C’è un flusso di dati inconscio – ovvero relativo alla coscienza e al suo operare – che crea un ambiente vibratorio unitario composto di intenzioneesperienza – intenzione.

I dati seguono cioè il percorso che dal sentire conduce all’esperienza e le risultanti di questa affluiscono al sentire. Questo è un ambiente unitario fatto di un suo ambito vibrazionale e che esiste a prescindere dalle dinamiche dei corpi transitori, anche se il flusso dei dati e le sue decodifiche possono risultare turbati dalle interferenze di questi corpi. Allo stesso modo di un segnale radio che attraversa campi perturbati.

Questo flusso di dati esiste finché esistono dei terminali quali sono i corpi transitori: quando il corpo fisico cessa di vivere, il flusso giunge fino al corpo astrale, quando questo si dissolve, il flusso giunge fino al corpo mentale. Infine, anche quando il corpo mentale si dissolve, il flusso non è più rivolto verso i corpi transitori ma scambia dati con realtà proprie del piano del sentire.

Questa corrente vibrazionale inconscia è quella che trasmette all’individuo il senso di Essere e di Esistere, ed è quella che determina ogni attività dei corpi transitori: dal pensare, al provare sentimenti, emozioni, sensazione, all’agire.
Questa corrente organizza i corpi transitori, li struttura e fa sì che siano dotati di un complesso di dati – per mezzo delle relative memorie – così da avere tutti gli strumenti per attivarli e per effettuare le decodifiche delle vibrazioni, decodifiche che avvengono in discesa e in salita:

vibrazione akasica- decodifica – vibrazione mentale – decodifica – vibrazione astrale – decodifica – esperienza fisica – decodifica – vibrazione astrale – decodifica – vibrazione mentale – decodifica – vibrazione akasica.

Le decodifiche sono necessarie perché ogni piano e corpo ha le sue vibrazioni, i suoi linguaggi e simboli e ciò che ha una struttura e una vibrazione su un piano deve essere convertito in una struttura e vibrazione adeguata al piano successivo, altrimenti sarebbe incomprensibile e non vi potrebbe essere comunicazione e connessione tra i piani e tra i corpi.

Questa è la vita autentica che accade in ciascuno di noi, che è noi, questa è la Realtà di ogni vivente organizzato nella forma di umano ed è ciò che ci rende diversi da un automa o da una intelligenza artificiale.

Ma non è l’unica realtà esistente, infatti a essa si intreccia una realtà più di superficie, più effimera e impermanente determinata da aspetti di vita autonoma dei corpi transitori.
Ad esempio, il cervello fisico ha capacità di immagazzinamento e di elaborazione e queste danno luogo a processi superficiali ed effimeri, non legati cioè alla corrente inconscia e coscienziale di Essere ed Esistere di cui abbiamo parlato precedentemente.

Ma anche il corpo astrale e il corpo mentale hanno memorie e dinamiche funzionali relativamente autonome date dai dati acquisiti e dalle proprietà loro intrinseche. Questo insieme di dati e di facoltà rende i corpi transitori simili a delle AI in grado di creare una immagine di sé che chiamiamo identità, o io, e di dar luogo a mondi immaginari quali quelli dell’ansioso o dello psicopatico, per fare esempi.

Esiste dunque un’unica vita ma con due piani di consapevolezza: la consapevolezza inconscia di Essere ed Esistere, consapevolezza di sentire di coscienza, e la consapevolezza generata dai corpi transitori, effimera e impermanente, illusoria. Tutto il cammino dell’umano è teso all’assecondamento e all’affioramento della prima evitando che le dinamiche della seconda possano essere di intralcio. I due piani di consapevolezza sono indissolubilmente intrecciati ma solo uno dei due è il Reale, l’altro genera una realtà parziale, apparente che, in presenza di un alto grado di identificazione, ostacola i processi dell’altra Realtà.

Tutti ormai abbiamo compreso che la realtà di superficie è determinata dalla percezione e questa dalla natura e qualità degli organi percettori di ciascun corpo su ciascun piano.
La vita Reale è la vita del sentire e dei suoi flussi di dati, la vita illusoria è quella derivante dai sensi. Quegli stessi sensi – che sono al servizio del sentire e generano l’esistenza che il sentire intende generare – sono anche i sensi che originano l’illusione la quale ha dinamiche sue perché sviluppa un suo flusso superficiale di dati non necessariamente sintonizzato con il flusso profondo del sentire. Il caso di un individuo affetto da una psicopatologia di una certa gravità esemplifica questo principio, il caso invece di una pazzia totale lo supera perché il flusso primario di dati è estremamente ridotto.

Dunque siamo in presenza di una corrente profonda e di una superficiale che si intrecciano praticamente sempre rendendo difficile comprendere cosa è dell’una e cosa dell’altra.

Il vivere è anche operare questo discernimento finché al piano superficiale non viene più attribuita attendibilità e solo con il piano profondo si genera identificazione. Dall’identificazione con la superficie a quella con il profondo, questo è il processo.

La generazione del senso dell’identità, dell’io, è data dall’intreccio indissolubile di queste due consapevolezze, o da questa consapevolezza multidimensionale, se preferite: il senso di Essere e d’Esistere – intrecciato alla memoria e a una messe di dati – genera l’io sono.


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Catia Belacchi

Concordo con Kita “nonostante la sua complessità, risulta molto chiaro.”

Kita-lu

Nonostante la sua complessità, risulta molto chiaro. Grazie.

Mariela

Spiegazione chiara delle dinamiche tra Essere e Divenire, l’unica realtà vera é quella dell’Essere a cui possiamo accedere solo allenandoci ad abitare quello stato.

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