S. Heine: la retorica di Dōgen, l’indagine senza fine 6

Fonte: S.Heine “For the First Time in Japan”: The Main Elements of Hangzhou‑Based Zen That Dōgen Transmitted (2023) La raccolta degli 8 post sul testo di Heine.

Quanto segue rappresenta un’analisi delle sei categorie principali* che delineano una serie di componenti religiose introdotte dalla missione didattica di Dōgen in Giappone.
*1 Personale, 2 Materiale, 3 Rituale, 4 Testuale, 5 Retorico, 6 Comunitario.

Molti dei principali scritti di Dōgen emulano lo stile delle opere Chan della dinastia Song con sede a Hangzhou, che raccolgono vari tipi di sermoni e poesie. Tuttavia, lo Shōbōgenō presenta uno stile discorsivo distintivo, evidente nella lunga serie di saggi eruditi su diversi argomenti riguardanti la filosofia buddista e il comportamento clericale. Questo testo è particolarmente rinomato per essere stato composto in scrittura vernacolare o kana, un risultato innovativo durante la fase della storia testuale buddista giapponese di Dōgen, quando la procedura standard era quella di scrivere interamente in kanbun 漢文 (cinese classico) o in una forma ibrida sino-giapponese di kanbun.

Tuttavia, l’opera di Dōgen non è composta rigorosamente nella lingua madre, poiché si basa principalmente sulle sue ampie citazioni e sulle sue interpretazioni innovative di voluminosi documenti continentali sulle esperienze di illuminazione. Ciò riflette la facilità con cui Dōgen passa senza sforzo tra gli idiomi e le grammatiche del cinese e del giapponese.
Questi allineamenti linguistici e queste ricostruzioni culturali si intrecciano per creare una visione e un vocabolario unici per trasmettere i molteplici livelli di significato della realizzazione Zen della verità indivisibile divulgata in termini di molteplici prospettive umane.
Come scrive Dōgen, “I metodi per spiegare l’illuminazione sono inesauribili, quindi gli sforzi di un insegnante non finiscono mai, poiché in qualsiasi momento può incontrare un nuovo discepolo che ha bisogno di un modo completamente diverso di spiegare la verità”.

Dōgen sfida quei punti di vista che tendono a sminuire il ruolo del linguaggio perché sembrano rappresentare una distrazione che inevitabilmente sminuisce la ricerca del risveglio. La sua attenzione all’utilità di vari tipi di espressione per il raggiungimento spirituale è illustrata da esempi di detti volutamente enigmatici che riflettono una visione fondamentalmente paradossale della realtà. Queste massime includono:

  • “Una perla rotola nella ciotola, ma è la ciotola che fa rotolare la perla”;
  • “Studiare la via significa studiare il sé, e studiare il sé significa dimenticare il sé”;
  • “La natura di Buddha non arriva mai nel futuro, poiché è sempre già qui”;
  • “Un’istanza completa di tempo-essere che è conosciuta a metà è un’istanza di tempo-essere che è conosciuta completamente”. (Questi detti sono tratti dai seguenti fascicoli dello Shōbōgenzō: “Tenbōrin” 轉法輪, “Genjōkōan” 現成公案, ‘Busshō’ 佛性 e “Uji” 有時)

Un altro gruppo di detti campione evidenzia le difficoltà e le sfide nel superare l’illusione e l’ignoranza, mostrando che quasi ovunque ci si giri si può rivelare un senso di intrappolamento dovuto a percezioni parziali, supposizioni fuorvianti, pensieri circolari viziosi, incertezza, inganno o errori grossolani:

  • “La vita è un errore continuo, o una serie di incomprensioni una dopo l’altra”;
  • “Solo il dipinto di una torta di riso può soddisfare la fame; nessun altro rimedio è efficace”;
  • “La visione dipende dall’oscurità, che è la caratteristica principale che ci permette di vedere”;
  • “Districhiamo i rampicanti aggrovigliati usando proprio quei rampicanti intrecciati”. (Questi detti sono tratti dai seguenti fascicoli dello Shōbōgenzō: “Sokushin zebutsu” 即心是佛, “Gabyō” 畫餅, ‘Kūge’ 空華 e “Kattō” 葛藤)

Ciascuna di queste massime, se compresa correttamente, sottolinea anche un punto di vista contrario, in quanto l’approccio zen alla realizzazione dell’illuminazione supera l’illusione abbracciando l’unità completa di tutte le forme di esistenza, nonché la variabilità infinita o la verità che si manifesta continuamente nella vita quotidiana.

Questa visione enigmatica può essere riassunta parafrasando alcune delle idee principali di Dōgen nel modo seguente:

la realtà è una, ma non appena si cerca di spiegare una cosa particolare, qualsiasi espressione sembra inizialmente essere infinitamente fuorviante.
Tuttavia, nel mezzo di una serie di errori e frammentazioni, può emergere istantaneamente una comprensione autentica della totalità della realtà vera, anche se l’espressione di questo livello di intuizione deve ancora essere continuamente chiarita e modificata a seconda delle particolari circostanze pedagogiche.
Tuttavia, anche quando la verità viene rivelata, è probabile che rimangano delle omissioni e dei grovigli da superare. Come dice Dōgen a proposito dei limiti innati ma potenzialmente superabili della percezione umana, “Quando un lato di un fenomeno è illuminato, [ciò significa] che l’altro lato rimane oscuro”. Pertanto, tutte le articolazioni della realizzazione Zen sono soggette a revisione e alterazione.

Una caratteristica interessante e importante della sua acutezza retorica riguarda il modo in cui Dōgen integra i commenti sui kōan in quelle opere che trattano principalmente delle regole monastiche, una tendenza stilistica precedentemente sconosciuta nei circoli Chan che amplia gli orizzonti di entrambi i generi in modi raramente ripetuti.

Ad esempio, nel fascicolo “Kankin” 看經 dello Shōbōgenzō, per gran parte del saggio Dōgen fornisce citazioni dalle linee guida del Chanyuan qinggui su come eseguire la cerimonia della recitazione dei sutra quando questo atto simbolico è richiesto da un donatore che cerca di ottenere meriti. Ma cita anche più di una dozzina di casi kōan in cui i maestri Zen deridono questo compito se viene svolto in modo strumentale che non raggiunge un’autentica realizzazione della non dualità che trascende le categorie di etichetta/decoro appropriato e comportamento scorretto/trasgressione creativa.

Inoltre, l’ultimo e più lungo saggio incluso nell’Eihei Shingi, il “Chiji shingi” scritto a Eiheiji nel 1246, fornisce istruzioni per la conduzione delle cariche amministrative nel tempio, in cui Dōgen cita dal Chanyuan shingi le regole per ciascuno dei funzionari e aggiunge i propri commenti, comprese alcune storie intriganti. Tuttavia, la prima metà del saggio fornisce anche 21 casi kōan riguardanti precedenti amministratori monastici Chan che chiariscono come gli eroi scelti da Dōgen spesso violino la condotta normativa. Egli elogia molto i maestri che prendono libertà con i precetti o, in alcuni casi, vengono espulsi temporaneamente dall’assemblea.

Il vero scopo del monastero Zen non si basa sul rispetto dei criteri morali consueti, sostiene, ma esclusivamente sulla dedizione incrollabile al raggiungimento del risveglio universale, indipendentemente dalle implicazioni comportamentali.

Lascia un commento

Utilizziamo cookie tecnici per garantire il funzionamento del sito e, con il tuo consenso, cookie di tracciamento e profilazione. Puoi acconsentire all'uso di tutti i cookie o selezionare le tue preferenze. View more
Cookies settings
Accept
Privacy & Cookie policy
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Titolare del Trattamento dei Dati Roberto Olivieri, Via Caravaggio 13, 61039 San Costanzo, PU Indirizzo email: eremo@contemplazione.it Privacy & Cookie Policy di contemplazione.it Su questo sito vengono raccolte alcune informazioni sui navigatori con il fine di offrire gratuitamente l’esperienza migliore possibile dei contenuti visionati. La raccolta di informazioni avviene nel rispetto delle leggi: Raccolta dei dati: quali e come puoi evitarlo? Su questo sito raccolgo dati attraverso tre modalità:
  • modulo di contatto e commenti
  • modulo di iscrizione ai Feed
  • cookie di profilazione
  • cookie
Modulo di contatto e commenti In alcune pagine del sito, è presente un modulo di contatto che ti permette di scrivermi facilmente; in ogni post è possibile inserire un commento. Tramite questo tipo di modulo, raccolgo nome e email: questi dati non li conservo ma li uso esclusivamente per ricontattarti. Solo se il nostro rapporto continua, li inserisco nella mia rubrica personale. In ogni momento, potrai sempre chiedermi di non contattarti più e quindi di cancellare i dati. I dati che fornisci nei commenti non vengono mai utilizzati, senza eccezzioni. Modulo di iscrizione ai Feed Nella colonna di destra è presente un modulo che ti collega con il servizio di Feed Burner (Google) che raccoglie il tuo indirizzo mail e lo gestisce al fine di avvertirti dell'uscita di nuovi post: qui trovi la loro Privacy Policy Cookie I cookie sono piccoli file salvati nel tuo browser che contengono informazioni quali un identificatore univoco, la tua posizione geografica ecc. Ogni cookie ha una sua scadenza: alcuni posso durare anche anni, mentre altri scadono nel momento in cui chiudi il browser. I cookie possono essere di tre tipi:
  • tecnici: servono a migliorare la tua esperienza sul sito
  • analytics: servono a farmi capire le cose che apprezzi di più
  • di profilazione: servono a mostrarti annunci pubblicitari mirati basati sulle pagine che vedi
Alcuni cookie provengono da questo sito altri da siti esterni. Cookie tecnici Su questo sito uso i cookie tecnici per:
  • velocizzare il caricamento delle pagine
  • gestire la Privacy & Cookie Policy
Cookie analytics Su questo sito uso Google Analytics per raccogliere queste informazioni: - quali pagine e post risultano maggiormente letti; - il tempo di permanenza su un post/pagina. Altri dati sono deducibili da Analytics ma ad essi non faccio riferimento non essendo questo un sito commerciale o con finalità economiche. L’analisi di questi dati mi permette di migliorare il sito per andare incontro alle esigenze dei lettori. Cookie di profilazione Su questo sito uso uso i cookie di profilazione per:
  • integrare i social network
Integrare i social network: per poter inserire in questo sito i bottoni per condividere su Facebook, Twitter e Google+, i commenti di Facebook e il box che richiama la pagina Facebook, devo consentire a Facebook, Twitter e Google di installare dei cookie nel tuo browser. Facebook, Twitter e Google usano questi cookie per mostrarti annunci pubblicitari mirati quando navighi sui loro siti. Per dare il tuo consenso clicca su Ok nella barra che compare in basso nel sito. Se vuoi navigare in questo sito senza approvare questi cookie, usa la navigazione in incognito. // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ //
Save settings
Cookies settings