Il contemplante dedica estrema cura alla cella interiore. Estrema cura che si sostanzia in riti e ritmi.
Rito è lo zazen mattutino.
Rito è la lettura di ogni giorno.
Rito è la discussione con le sorelle e i fratelli.
Rito è il ritrarsi in solitudine, ogni giorno, per il tempo necessario evitando di rimanere costantemente esposti alla relazione.
Rito è la consapevolezza ripetuta e rinnovata della propria condizione di monaco.
Questi riti quotidiani determinano un ritmo nella giornata, si sviluppa una liturgia delle ore naturale e compatibile con gli altri impegni, dove è la liturgia la colonna vertebrale della giornata.
Il contemplante protegge i suoi riti e i suoi ritmi, li protegge come il bene più prezioso.
Il suo bene più prezioso è l’equilibrio della cella esistenziale.
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Per una testona come me, è il corpo che mi ferma. Sto imparando.
Completamente d’accordo con quanto scrivi.
Se perdi questi ritmi la cella a me risente.