Attendibilità di alcune affermazioni del Cerchio Firenze 77

Pur attingendo noi a piene mani all’elaborazione del Cerchio Firenze 77, non abbiamo mai smesso di considerare anche criticamente il loro lavoro, disposizione critica che rivolgiamo innanzitutto a noi stessi, a come operiamo, a come sentiamo e pensiamo, a quello che scriviamo.

In questo sito, tra gli altri numerosi materiali del Cerchio Firenze, abbiamo anche pubblicato la raccolta delle loro comunicazioni inerenti al Cristo (107 post), raccolta che non rappresenta la vetta del loro comunicato e non manca di contraddizioni, incertezze e di un certo grado di confusione che la attraversa.

Le ragioni di questa qualità relativa del comunicato sono sicuramente diverse, alcune imputabili alla capacità ricettiva dell’ambiente umano in cui le comunicazioni avvenivano, altre a una chiarezza che, ci sembra, era carente negli stessi comunicatori.

A nostro parere non è valida la scusante del periodo storico: erano gli anni del Concilio Vaticano II, molto era il materiale a disposizione, molto il fermento tra i cattolici. La teologia cristiana, l’esegesi e la ricerca storica hanno vissuto in quegli anni una autentica età dell’oro che non si è più ripetuta: da decenni i ricercatori cristiani ridefinivano la figura storica e spirituale del Cristo, il materiale documentario era abbondante.

In ambito esoterico, più di cinquantanni prima di queste comunicazioni, Rudolf Steiner aveva scritto cose estremamente approfondite attorno alla figura del Cristo e alla sua incarnazione.
Difficile quindi spiegare la modesta qualità – modestissima, in alcuni passaggi – di questo materiale.

In questo post trattiamo della Sindone e delle risultanze di recenti studi riportate dal sito Il Post il 28.8.25.

Il link riporta all’articolo completo del Post, qui sotto la sintesi fatta da Gemini IA.

  1. La Sindone, venerata come sudario di Cristo, è conservata a Torino ed è oggetto di studi che ne smentiscono l’autenticità.
  2. Documenti del tardo Trecento, inclusa una lettera del vescovo Pierre d’Arcis, attestano che la Sindone era già considerata un falso e che il suo autore aveva confessato di averla dipinta.
  3. Clemente VII autorizzò la venerazione della Sindone solo se fosse stata chiarita la sua natura di rappresentazione artistica, non di reliquia autentica.
  4. Un trattato del matematico e teologo Nicole Oresme (circa 1370), riscoperto di recente, cita la Sindone come esempio di reliquia falsa usata per ingannare i fedeli.
  5. Uno studio in 3D di Cícero Moraes suggerisce che l’immagine sulla Sindone non è compatibile con l’avvolgimento di un corpo umano, ma potrebbe essere un disegno o un’impressione da un modello riscaldato.
  6. La Chiesa cattolica non ha mai riconosciuto ufficialmente la Sindone come miracolosa, delegando la questione della sua origine agli scienziati pur permettendone la venerazione.

Sul tema dell Sindone, Il Cerchio Firenze 77 aveva tenuto due comunicazioni che abbiamo riportato in due distinti post:

Sintesi di Gemini IA

  1. La figura storica di Cristo è oggetto di dibattito tra gli studiosi, con pareri discordi riguardo alla sua personalità e alle date di nascita e morte.
  2. Il “Maestro Giusto” degli Esseni non può essere identificato con la figura di Cristo, data la differenza nelle modalità di morte e in altri aspetti della vita.
  3. La Sacra Sindone è presentata come un documento autentico e importantissimo per comprendere la figura di Cristo.
  4. Il valore della Sindone è stato confermato dall’avvento della fotografia, che ha rivelato come le macchie sul telo fossero un negativo fotografico del corpo.
  5. L’immagine della Sindone suggerisce che il corpo avvolto fosse di un falegname crocifisso, giovane, incoronato di spine e con il costato trafitto, elementi quasi esclusivamente riconducibili a Cristo.
  6. L’analisi al radiocarbonio della Sindone potrebbe fornire una datazione più precisa della morte di Cristo, suggerendo che sia avvenuta circa 7 anni prima di quanto comunemente creduto.

Sintesi di Gemini IA

  1. Studi scientifici sulla Sindone indicano che il corpo avvolto era di un uomo giovane, crocefisso, con corona di spine, costato trafitto e professione di falegname, elementi che supportano l’identificazione con Cristo.
  2. La Sindone mostra un’immagine con rilievo del corpo che non si scurisce completamente, suggerendo che il corpo fu rimosso dal sepolcro al terzo giorno.
  3. L’età della Sindone, determinabile con il metodo del radiocarbonio con un’approssimazione di circa dieci anni, dovrebbe considerare che era consuetudine usare lino nuovo per avvolgere i defunti.
  4. L’autore suggerisce un’analisi al radiocarbonio della Sindone per dirimere la questione dell’identificazione tra la figura del Maestro di Giustizia (vissuto un secolo prima di Cristo) e Cristo stesso.
  5. La “immagine” sulla Sindone è descritta come un fenomeno naturale di sensibilizzazione del talco, non un miracolo, e la figlia Z. ha contribuito a questa osservazione.

Chiudendo la seconda comunicazione del CF sulla Sindone, Dali, il 22 Aprile 1961, afferma:

Quindi questo dimostra che la Sindone non solo ha avvolto il corpo di un uomo in età ancora giovanile, crocefisso, coronato di spine, che aveva il costato trafitto, falegname e via dicendo, e tutto quello che vi ho detto prima, ma non solo. Ma anche che al terzo giorno dalla sua morte era, se non possiamo dire resuscitato, ma perlomeno il corpo era stato tolto dal sepolcro.

Elemento, questo, che si aggiunge a tutti quelli che possono appunto comprovare che la Sindone è autentica, cioè che ha avvolto veramente il corpo del Cristo. Per quanto riguarda l’età, da determinarsi col metodo del radio-carbonio, della Sindone dobbiamo osservare questo: che allo stato attuale del perfezionamento del metodo con cui si riesce a stabilire l’età di una sostanza organica, noi possiamo dire che, con approssimazione, possiamo raggiungere i dieci anni, qualche anno più o meno.

C’è un problema generale di attendibilità nelle comunicazioni del Cerchio Firenze 77?
C’è sicuramente in riferimento a casi parziali, a temi specifici.
Nei quasi quarantanni delle loro comunicazioni sono avvenuti molti processi nei loro interlocutori e, probabilmente, nelle Guide stesse.

Chi legge l’Opera Omnia del Cerchio, vedrà chiaramente questi processi in atto, seduta dopo seduta: una situazione molto diversa da quella che appare nei libri pubblicati che registrano non il processo ma la sua conclusione.

3 commenti su “Attendibilità di alcune affermazioni del Cerchio Firenze 77”

  1. E’ da considerare che non sapremo mai con quali fini sono stati dati messaggi sulla sindone e per quali scopi, magari per il periodo specifico sono stati utili per chi gravitava attorno al Cerchio, pertanto non da considerarsi come elementi di scienza ma come necessari alla costruzione dell’insegnamento.

    Rispondi
  2. Grazie per questi chiarimenti.
    Sicuramente pur attingendo molto dall’insegnamento del Cerchio, siamo sempre stati critici su quanto affermato sul Cristo e guardinghi su altro .
    Concordo con Nati.
    Cosa aggiunge a noi, sapere se la Sindone sia autentica o meno?
    Quello che conta è l’insegnamento del Cristo.

    Rispondi
  3. Che importanza può avere per noi, sapere se la sindone è autentica o no?
    Perché il cerchio gli dedica ben 2 sedute? L’importanza dell’avvento del Cristo, non è forse nelle parole tramandate nei vangeli?

    Rispondi

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