Il Cerchio Ifior afferma che il corpo mentale non pensa, decodifica il sentire e lo fa divenire pensiero. Così il corpo astrale con le emozioni e i sentimenti.
A ogni istante il contemplativo osserva la sua mente e lo scorrere incessante di una congerie di materiale mentale senza senso, senza capo né coda.
In alcuni il processo è lento, in altri tumultuoso ma penso che non vi sia umano che non sperimenti questo. Nel Sentiero definiamo questi pensieri cascami.
Il corpo mentale, come quello astrale e quello fisico, è composto di materiale in vario stato di aggregazione e di vibrazioni di diversa frequenza e intensità frutto e residuo dell’incessante flusso di dati coscienza-esperienza-coscienza. Flusso che genera decodifiche mentre scende e mentre sale.
Ci sono decodifiche di impulsi che provengono dal sentire e ci sono decodifiche quando il sentire ha generato esperienza e porta alla coscienza le risultanze di questa.
I cascami sono materiale residuo non interno a un flusso di coscienza specifico, ma entrano in circolo in virtù del movimento vibrazionale che costantemente attraversa i corpi.
Assomigliano un po’ all’assemblaggio del materiale onirico, ma solo per rendere l’idea.
La presenza di certi contenuti, nei cascami, può avere un valore simbolico come può non averla, dipende molto da individuo a individuo e dal grado di conoscenza e consapevolezza di sé.
Personalmente, per discernere i miei vissuti non ho particolare bisogno di leggere il valore simbolico dei miei cascami mentali e astrali, e li vivo come attività residuale più o meno fisiologica, un po’ come fisiologico è lo scorrere delle tossine nel sangue.
Per alcuni, però, può essere importante prestare attenzione a questa attività fisiologica della mente.
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