Un sentire in espansione vanifica l’illuminazione. Zazenshin 3.4 (zen28)

Fonte: capitolo “Documenti” Shobogenzo zazen shin (anno di redazione da parte di Dōgen:1242) del MANUALE DI MEDITAZIONE ZEN, di Carl Bielefeldt. Berkeley e Los Angeles: University of California Press, 1989.
Quando necessario proporremo la traduzione di Aldo Tollini comparsa nel suo: Pratica e illuminazione nello Shōbōgenzō. Ubaldini editore. Proporremo inoltre alcune traduzioni di Nishijima-Cross.

Stiamo affrontando questi passi di Dōgen che partono dalla risposta di Ta-chi:
‘Mi sono proposto di realizzare un Buddha.’
[CB] Dovremmo chiarire e penetrare il significato di queste parole.
Cosa significa parlare di creazione/realizzazione di un Buddha (della buddhità, ndr)?
(Affrontato in zen25 e 26)
Significa essere fatto Buddha dal Buddha?
(Affrontato in zen27)
Significa fare del Buddha un Buddha?
(Affrontato qui, in zen28)
Significa che emergono uno o due volti del Buddha?
Si intende forse che fare un Buddha è spogliarsi di corpo e mente, e che l’intenzione di fare un Buddha sia qui intesa come l’atto stesso di questo spogliarsi?
– Oppure l’intenzione di realizzare un Buddha significa che, benché vi siano innumerevoli modi per raggiungere l’illuminazione, questi si complichino proprio in questa intenzione di ‘realizzare un Buddha’?” [/CB]

2 commenti su “Un sentire in espansione vanifica l’illuminazione. Zazenshin 3.4 (zen28)”

  1. La buddita’ non si raggiunge una volta per tutte .
    Più si amplia il sentire, più si penetra la natura dell’Essere;da Buddha, dunque, si diventa Buddha, finché non ci si ricongiunge con la C C.
    Ma questa è una “brutta” parafrasi di quanto spiegato così bene da Uma.

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