Dōgen, Busshō: tutto il sentire è “corpo” 9 [busshō9.7]

Così è! L’essere corpo indica la natura autentica: perciò si dice in modo chiaro, perciò si dice trasparente dappertutto. Dire: in questo modo io manifesto il multiforme corpo autentico altro non è che dire la natura autentica è essere corpo.

Quando mai ci furono uno o due budda che non tradussero in corpo autentico l’espressione in questo modo io manifesto? Il corpo autentico è essere corpo, l’essere che è essere corpo è la natura autentica. Persino quella potenza propria dei budda e dei patriarchi, con cui hanno testimoniato e compreso la sostanza costitutiva delle cose e la loro forma di aggregazione, è opera che scaturisce dall’essere corpo. Ora il multiforme corpo autentico è come il mondo delle aggregazioni. Ogni merito è questo merito. Il merito autentico è esaurire fino in fondo questo essere corpo e abbracciarlo. Tutto è l’andirivieni incommensurabile e sconfinato di questo merito. Ecco, è opera che scaturisce dall’essere corpo!

[Carl Bielefeldt traduce] “Il significato di ‘Natura di Buddha’ è Ciò che è completamente illimitato e radioso.” Così, la manifestazione del Corpo Spirituale è dare voce alla Natura di Buddha, poiché Essa è radianza illimitata ed è assoluta. Dare voce alla Natura di Buddha significa manifestare il Corpo Spirituale, poiché è il mezzo attraverso il quale si mostra la presenza fisica di tutti i Budda.
Dove si trova il Buddha, o la coppia di Budda (Where is the Buddha, or the pair of Buddhas…), la cui manifestazione non ha assunto la presenza fisica di un Buddha?
La presenza fisica di un Buddha è la manifestazione del Corpo Spirituale da parte di qualcuno, e la Natura di Buddha esiste come quella manifestazione del Corpo Spirituale.

D’altra parte, la capacità dei Budda e degli Antenati di parlare di Essa e comprenderla in termini dei quattro elementi e dei cinque skandha è anch’essa la Loro manifestazione momentanea del Corpo Spirituale.
La presenza fisica di tutti i Buddha, di cui abbiamo già parlato, è proprio come il regno degli skandha. Tutto il Loro funzionamento è il funzionamento di questo regno.
Il modo in cui i Buddha operano esplora completamente le profondità di come il Corpo Spirituale si manifesta quando abbraccia tutte le Sue forme diverse. Tutti gli andirivieni del Loro funzionamento immisurabile e illimitato sono manifestazioni di questo Corpo Spirituale che si rende visibile.

[Tollini traduce] Perciò, la manifestazione del corpo che predica la natura-di-buddha è vastità e vuoto luminoso. La predicazione della natura-di-buddha che è la manifestazione del corpo è il modo di esprimere il corpo di tutti i buddha. Non c’è buddha che per mezzo di ciò non abbia realizzato il [suo] corpo del buddha. Il corpo del buddha è la manifestazione del corpo e c’è una natura-di-buddha che è manifestazione del corpo.

Anche la capacità discriminante dei buddha e dei patriarchi260 che comprendono ed esprimono i quattro elementi e i cinque skandha [come natura-di-buddha], è piuttosto → un attimo della manifestazione261 del corpo. Il corpo di tutti i buddha originariamente è come i singoli skandha, basi ed elementi.262 Tutti i meriti sono questo merito. I meriti del buddha sono la comprensione profonda e la onnicomprensività della manifestazione del corpo. Il sorgere e lo svanire 263 di tutti i meriti infiniti è un attimo della manifestazione del corpo.

260 In originale butsuryô soryô. Butsu è buddha e so è patriarca. Ryô è la resa sino-giapponese del termine sascritto pramâna che significa “capacità discriminante”. Nishijima, G.W. e Cross C., op.cit., p. 19, traducono con “thinking”, mentre Waddell, N. e Abe M., op. cit., 1976, p. 98, con “capacity and understanding” e in op.cit.,2002, p.81, “capacity to utter and understand”. Mizuno, op. cit., p. 108, rende col moderno rikiryô, “capacità”.

261 Cioè: una manifestazione momentanea. Anche la loro profonda comprensione non è altro che un → semplice flash.

262 In originale: on, jo, kai. Questa frase viene variamente interpretata. Waddell, N. e Abe M., op. cit., 1976, p. 98, traducono “Once ‘buddha-bodies’ are spoken of in this way, skandhas, bases, and elements are thus manifesting the buddha-body” e in op.cit.,2002, p.81, traducono:”Once you speak of the Buddha-body, it is skandhas, bases, and fields, just as they are, manifesting the Buddha-body”. Nishijima, G.W. e Cross C., op. cit.,p. 19, traducono: “[Master Nâgârjuna] has spoken of ‘the physique of the buddhas’: the world of aggregation is a state like this…”. Mizuno, op. cit., p. 108, traduce: “Parlando del corpo di tutti i buddha, esso è come i cinque skandha, le dodici basi e i diciotto elementi “. Quindi il corpo di tutti i buddha è l’intera esistenza.

263 In originale ôrai. Waddell, N. e Abe M., op. cit., 1976, p. 98, traducono “working” e in op.cit.,2002, p.81 traducono:”The comings and goings”. Nishijima, G.W. e Cross C., op. cit., p. 19, traducono letteralmente “going and coming”. Mizuno, op. cit., p. 108, rende semplicemente con “i vari modi di essere”. A me sembra più appropriato rendere con “sorgere e svanire”.

Fonte: Busshō. La natura autentica, di Eihei Doghen. A cura di Giuseppe Jiso Forzani. Edizioni EDB, Bologna, marzo 2000.

Fonte: Carl Bielefeldt

Fonte: Aldo Tollini

1 commento su “Dōgen, Busshō: tutto il sentire è “corpo” 9 [busshō9.7]”

  1. Un corpo della coscienza sufficientemente strutturato sente l’esperienza della natura autentica in molti modi differenti ma essenzialmente riferibili all’Essere come vibrazione di fondo e all’Essere come flash intenso

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