Dōgen, Busshō: la conoscenza nei corpi 9 [busshō9.6]

[Forzani-Mazzocchi traducono] Il discepolo del venerato, il nobile Kanadaiba, chiaramente ha colto cos’è la figura della luna piena, ha colto cos’è la figura della luna tonda, ha colto cos’è essere corpo, ha colto cos’è la multiforme natura autentica, ha colto cos’è il multiforme corpo autentico.

Anche se coloro che sono entrati in rapporto di intimità con il maestro e hanno vuotato il vaso della trasmissione sono una moltitudine, non possono paragonarsi a Kanadaiba. Kanadaiba divenne il vicario del venerato, la guida dei novizi, divenne parte integrante dell’intera cattedra della trasmissione. Il modo con cui trasmise l’insuperabile grande norma che custodisce la vera visione della via, è simile all’originaria trasmissione del venerabile Makakasho[2] sul monte dell’Avvoltoio.

Prima di convertirsi quando era ancora sotto la legge dell’errore, Nagarjuna aveva molti discepoli; li licenziò tutti. Poi, già divenuto patriarca, fece del solo Kanadaiba l’erede della trasmissione e gli consegnò ufficialmente la custodia della visione della grande legge. Fu quella l’unica trasmissione della via autentica senza eguali. Purtroppo, una fastidiosa schiera di millantatori andava proclamando: «Anche noi siamo eredi del grande bodisattva Nagarjuna». Molte delle tesi compilate e degli assiomi raccolti sotto il nome di Nagarjuna non sono opera della sua mano.

A mettere confusione e scalpore in cielo e in terra fu la schiera di quei discepoli da lui licenziati nel passato. Si deve sapere che quei discepoli della via che non sono il filo diretto della trasmissione di Kanadaiba sono fuori anche dalla via indicata da Nagarjuna. Solo chi crede in modo retto raggiunge la retta via. Purtroppo molti sono coloro che, pur conoscendo ciò che è falso, lo ricevono e lo trasmettono. Hanno in spregio la grande sapienza e sono una folla! Come fa compassione questo prosperare della stupidità!

[2] In sanscrito Mahakasyapa

A questo proposito il venerato Kanadaiba indicò ai discepoli l’essere corpo del maestro Nagarjuna e disse: «Proprio questo è quel venerato, che incarnando l’aspetto della natura autentica lo mostra a noi. Come lo possiamo sapere? Infatti, la profonda pace che è oltre ogni forma si manifesta nella forma della luna piena. La giustezza della natura autentica traspare dappertutto in modo chiaro». [/F-M]

[Carl Bielefeldt traduce] Quando il Venerabile Kānadaiba indicò la manifestazione del Corpo Spirituale del Venerabile Nāgārjuna, commentò a coloro che erano riuniti lì: “Questa è la manifestazione della Natura di Buddha del Venerabile, attraverso la quale ci mostra come possiamo conoscerla. Essendo avvolto in essa, il suo stato meditativo, libero da attaccamenti, assume una forma simile alla Luna piena, poiché il significato di ‘Natura di Buddha’ è Ciò che è completamente illimitato e radioso.” [/CB]

[Nishijima-Cross traducono] Il Venerabile Kānadaiba, secondo la storia, indicando il corpo del Venerabile Nāgārjuna che si manifesta, dice all’assemblea: “Qui il Venerabile sta manifestando la forma della natura di Buddha per mostrarcela. Come possiamo saperlo? Si può presumere che lo stato senza forma del samādhi assomigli alla luna piena. Il significato della natura di Buddha è evidente ed è chiaramente trasparente.”

Ora, chi mai, sia fra le persone elevate fino al cielo, sia fra gli uomini di quaggiù, sacchi di pelle, a conoscenza o meno della legge di Budda che fluisce nei mille mondi, ha testimoniato che la forma stessa dell’essere corpo è la natura autentica? Solo il venerato Kanadaiba nei mille mondi lo ha testimoniato. Tutti gli altri si sono limitati a testimoniare soltanto che la natura autentica non è né l’occhio che vede, né l’orecchio che ode, né il cuore che conosce. Non hanno potuto testimoniarlo, perché non sapevano che essere corpo è la natura autentica. Non perché il patriarca sia stato avaro di insegnamento, ma perché non erano degni di vedere e sentire, essendo il loro occhio e il loro orecchio ostruiti. Siccome non c’è ancora la conoscenza col corpo, non sono ancora capaci di discernere. Quando osserviamo e veneriamo nella forma della luna piena la manifestazione della pace profonda che è oltre ogni forma, allora avviene che l’occhio non ha alcun posto (fisso) da vedere. Questo è: la giustezza della natura autentica traspare dappertutto in modo chiaro.

Fonte: Busshō. La natura autentica, di Eihei Doghen. A cura di Giuseppe Jiso Forzani. Edizioni EDB, Bologna, marzo 2000.

Fonte: Carl Bielefeldt

Fonte: Gudo Nishijima, Chodo Cross

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Leonardo

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