Cerchio Firenze 77: la vita dell’individuo è interiore, soggettiva 12.1

Si, voi che guardate questi vostri fotogrammi e vi scorgete delle vite naturali a voi inferiori, già sapete che quelle forme di vita appartengono a una razza diversa, a un differente scaglione di anime da quello al quale voi appartenete.

Fonte: Contemporaneità delle epoche e delle razze, dal libro: Cerchio Firenze 77, Oltre l’illusione, ed. Mediterranee.

Libri del Cerchio Firenze 77 con l’insegnamento fondamentale:
Dai mondi invisibili
Oltre l’illusione
Per un mondo migliore
Le grandi verità
Oltre il silenzio
La Fonte preziosa
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File vocali originali del CF77 dal 1965 al 1984
L’Opera Omnia del CF77

Ma in ultima analisi non sapete che quelle forme di vita non appartengono, ma appartenevano ad altre razze, a un altro scaglione di anime. E in linea teorica – pensatelo, meditatelo – quelle piante che voi state ammirando, quegli animali che voi state accarezzando, possono essere state forme di vita naturale attraverso le quali si è espressa – in altra dimensione – la vostra individualità. Ovverosia individui d’altra evoluzione, ma appartenenti a coloro che ora formano questa umanità.

Una precisazione mi preme fare ed è questa: l’immedesimarsi dell’individuo con i fotogrammi e quindi con le forme di vita, segue sempre un senso, una direzione, che è la stessa direzione che crea l’ordine del tempo: da una forma di vita meno organizzata a una forma di vita più organizzata. Da una forma di vita che esprime un grado piccolo di mente, a una forma di vita che esprime un grado più grande di mente; da una forma di vita che esprime i primi barlumi della spiritualità, a una forma di vita che esprime la massima spiritualità esprimibile nel piano fisico.

Un Cosmo ha dei confini, noi li abbiamo chiamati: inizio dell’emanazione e riassorbimento. Ebbene, durante questo intervallo, che è un intervallo di spazio e di tempo anche se illusorio, gli individui – vi abbiamo detto – «sentono». Ma il «sentire» degli individui è un sentire relativo che per sua natura, quindi, necessita dell’individuo che «sente» perché è posto in contatto con certi elementi. Questi elementi sono le situazioni cosmiche, i fotogrammi. Dunque la vita dell’individuo è una vita soggettiva? O, venendo a contatto con questi elementi cosmici, è una vita che interessa anche altri individui? È l’una e l’altra cosa, giacché nell’ambito della razza e dell’epoca – ripeto, anche se questo può sembrarvi per il momento oscuro, ma che ha una prima spiegazione giusto nella legge di causa e di effetto – non esiste la contemporaneità del «sentire» individuale: non è come forse fino a oggi era sottinteso per voi e implicito – condizione prima ed essenziale del movimento illusorio del tra­scorrere del tempo e dello spazio.

In questi stessi fotogrammi in cui più individui, più veicoli fisici, sono rappresentati, può non esistere – e non esiste — una contemporaneità di percezione individuale. In un fotogramma, laddove sono rappresentati un certo numero di veicoli fisici e quindi, in ultima analisi, di individui, il «sentire» di questi individui non è necessariamente contemporaneo; ciascuno di questi individui può percepirlo non nello stesso istante, non contemporaneamente agli altri.

Così le cristallizzazioni (i minerali, ndr) che sono al confine del Cosmo, prima del riassorbimento, possono essere «sentite», in senso lato, dalle individualità che a quelle – attraverso agli individui – sono legate, simultaneamente a quelle che sono al confine opposto del Cosmo, all’inizio, all’emanazione. Così individui del passato, della vostra epoca e della vostra razza, possono prendere in esame fotogrammi che per voi sono legati al passato o al futuro,
contemporaneamente a voi che vivete il vostro presente.

Questo può sconvolgere, momentaneamente, ciò che fino a oggi avete creduto di un Cosmo. Ma se la vostra meditazione sarà profonda, se l’affronterete con semplicità, noi saremo lieti di assistervi in questa Verità, nello scoprire questa Realtà. Perché, figli, solo scoprendo questa Realtà, tutto ciò che vi abbiamo detto acquista un senso compiuto, è aderente alla Realtà ultima.
Molte precisazioni ancora possono aver luogo da ciò che sto dicendovi. Ma la Verità deve essere da voi sentita fino da questo momento, prima ancora di averla – non dico compresa – capita.
Può sembrarvi strano questo spostarvi nel tempo e nello spazio in modo diverso da quello che fino a oggi avete conosciuto. Ma questa è la Realtà: il tempo e lo spazio sono illusori: la vita dell’individuo è una vita interiore, soggettiva. Ciascun individuo, in ultima analisi, ha il suo tempo e il suo spazio; ciò non di meno apparentemente vive in dipendenza degli altri, del tempo
e dello spazio altrui.

“Non esiste la contemporaneità del «sentire» individuale”

“La vita dell’individuo è una vita interiore, soggettiva“. Ciascun individuo, in ultima analisi, ha il suo tempo e il suo spazio; ciò non di meno apparentemente vive in dipendenza degli altri, del tempo e dello spazio altrui.

2 commenti su “Cerchio Firenze 77: la vita dell’individuo è interiore, soggettiva 12.1”

  1. Post da rileggere. Complicato seguire il linguaggio di Kempis, più intuitiva la spiegazione di uma.

    Anche se sono concetti che trattiamo da tempo, mi pare di capire solo una minima parte.

    Siamo individualità composti dai tanti sentire. Dal minerale, all’umano più evoluto. Questa condizione, dovrebbe favorire il sentirsi parte del tutto, ma solo nell’evoluto questo è possibile.

    Nella condizione terrena, ci percepiamo comunque separati e soli. L’altro appare nella scena per i nostri fini evolutivi.

    Quando si comprende e si inizia a sentire che non esiste un io o un noi, con cui identificarsi, ci si comincia a percepire come parte di un Tutto indifferenziato.
    Cade il concetto di tempo e di spazio a cui facciamo riferimento, perché dimensioni funzionali nel divenire, ma che nella natura dell’Essere non hanno ragione di esistere.

    Ad oggi posso dire, che osservando le scene, secondo lo schema descritto, questo mi aiuta a non identificarmi troppo, ad allenare lo sguardo ad una visione più ampia e pur nel coinvolgimento dei corpi, in particolare l’astrale, tutto viene colto con maggio neutralità.

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  2. “Siamo una unità che contiene in sé una molteplicità: tanti gradi di sentire che ci mettono in comunione con tutti gli esseri”

    Questo fa sorgere un sorriso quando affermiamo “noi”. Noi chi?

    Molte delle esistenze dell’umano sono impegnate nel dare soddisfazione al sentirsi di esistere attraverso le impressioni dei corpi transitori. Poi quando si avanza nella via si comprende che quel “noi” è puro artificio e si fa fatica anche a pronunciarlo.

    Rispondi

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