Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

I sette simbolici passaggi da illusione/morte a vita

Oggi è il sabato di Pasqua, il giorno dell’ammutolire.
Il Maestro è morto, i discepoli dispersi. Ciò che è stato sembra perduto.
Il sabato è il sesto di sette passaggi simbolici:
1- la conoscenza;
2- la consapevolezza;
3- la comprensione;
4- l’andare oltre sé, lo spogliarsi di sé e la scoperta dell’altro (giovedì);
5- la fine dell’identificazione (venerdì);
6- il deserto della mente/identità (sabato);
7- la manifestazione delle vita unitaria (domenica).
Il valore simbolico del sabato è grande: ciò che è stato non è più; ciò che ci ha fondato è perduto; sia la radice che il cielo sembrano scomparire nel lutto della mente/identità.
Il sabato è una terra di mezzo tra il conosciuto che scompare e non ci sostanzia più, e il nuovo che ancora non viene.
Chi di noi non è in questa terra di mezzo e qui non passa ogni giorno in modi sempre nuovi?
Ogni giorno vede tramontare una identificazione e l’aprirsi di una possibilità nuova che solo domani manifesterà la sua forma: esiste un giorno che non sia di passaggio?
Esiste una vita che non sia un passare?
A volte domani sembra non arrivare mai; altre volte la consapevolezza che non esiste domani splende e illumina l’adesso.
Quando finalmente abbiamo compreso che possiamo solo risiedere nel sabato, allora, finalmente smettiamo di attendere domani, domenica, e, nel ventre del sabato, troviamo il superamento del divenire.
Nella radice dei giorni, del tempo, il tempo muore: non fuggendolo, non rimuovendolo, non sognandolo ma sprofondandovi esso scompare nella sua inconsistenza ed irrilevanza.
Il sabato cessa di essere il ponte tra la vecchia e la nuova vita: quando la condizione unitaria d’essere sorge, c’è solo quella, la vecchia vita sembra non essere mai esistita.
È come lo svegliarsi da un sogno, poi c’è solo il Reale.
Comprendiamo che tutto ciò che ha preparato il Reale era interno ad esso, in realtà è esistito solo e sempre il Reale, sebbene noi non lo sapessimo: non rimane in noi interesse per colui che non sapeva.
I discepoli hanno abbandonato il Maestro alla sua fine e sono smarriti: nel tempo divengono consapevoli e comprendono; infine ai loro occhi appare chiaro il cambiamento, la metamorfosi dello sguardo, la perdita di sé che diventa guadagno, il tramonto della preoccupazione, il superamento della separazione, il risiedere nell’Essere.
Allora la vita conosce la Domenica.
Pasqua 2017 OE,15.4


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  1. Bella e veramente attinente la metafora dei sette passaggi simbolici.
    Credo di trovarmi nel deserto del sabato, ma la mente reclama il lutto.

  2. ‘…Comprendiamo che tutto ciò che ha preparato il Reale era interno ad esso, in realtà è esistito solo e sempre il Reale, sebbene noi non lo sapessimo: non rimane in noi interesse per colui che non sapeva.

    Allora la vita conosce la Domenica.

    Bella l’immagine.

    Grazie!

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