Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Jackson Browne – I Thought I Was a Child

La quarta canzone da “For Everyman”, il secondo album di Jackson Browne.
Per quanto la maturità raggiunta dall’autore fosse già, e fin dall’album precedente, assoluta (in termini di intelligenza e profondità dei contenuti, così come della relativa loro “canalizzazione” tramite parole e musica), sorprende sapere che egli, nell’anno d’uscita dell’album e cioè nel 1973, diventava soltanto venticinquenne.
Più sorprendente ancora è il fatto che, solo un anno dopo, sarebbe uscito “Late for the Sky”, bruciante esempio di consapevolezza espressa tramite arte, dove lo sguardo sull’esistenza è talmente vasto, talmente intenso da risultare, a tratti, quasi insopportabile (in ambito rock, molto probabilmente, l’album è uno dei punti più alti mai raggiunti in questo senso).
Il brano che presentiamo ora, comunque, si trova su territori meno drastici e più amichevoli, ed è, da “For Everyman” appunto, “I Thought I Was a Child”.
Il testo della canzone in pdf

Print Friendly, PDF & Email
  1. Cara Francesca, innanzitutto grazie a te per aver apprezzato la canzone. 🙂 Dunque, un sito come quello che cerchi (e che, in tutta onestà, cercherei anch’io) non credo esista: cosa abbastanza prevedibile, in effetti il mondo delle traduzioni in italiano di testi pop/rock è ancora piuttosto parziale e approssimativo (approssimativo soprattutto, direi). C’è però un piccolo spiraglio di luce, ed è il link che propongo qui: http://musicaememoria.altervista.org/inglese.htm. Il riferimento è un sito chiamato “Musica & Memoria”, sito che, tra le altre cose, propone traduzioni di album completi con una qualità sicuramente superiore alla media; certo, le versioni dei testi più complessi e impegnativi – e quelli di Jackson Browne lo sono – possono non essere sempre riuscitissime (a volte sono troppo “squadrate” rispetto agli originali, altre volte decisamente “rattoppate”, in alcune canzoni da “Late for the Sky” si trovano anche dei lievi errori di traduzione), ma il luogo nel suo complesso rimane, a livello divulgativo, molto valido, piacevole e da tenere in considerazione. C’è diverso rock “vintage” in “Musica & Memoria”: c’è David Crosby, John Lennon, ci sono i Traffic, Van Morrison… e c’è appunto Jackson Browne. C’è anche un problema, però, e beninteso non riferito al sito ma a ciò che cerchiamo noi: di Jackson Browne vengono presentati solo tre album! “Late for the Sky” (1974), come si sarà intuito, “Running on Empty” (1977, album bellissimo ma composto per buona parte da canzoni di altri) e “Hold Out” (1980). Per quanto “Late for the Sky” sia imprescindibile e assolutamente essenziale, mancano almeno tre opere di sicuro interesse: i primi due album (“Jackson Browne” del 1972 e “For Everyman” del 1973) e quel capolavoro del 1976 che è “The Pretender”. Conclusioni: volontariato promosso! Jackson Browne non ha solo trattato temi importantissimi, temi spesso e volentieri cari al Sentiero contemplativo, ma lo ha fatto con l’abilità e lo spessore del grande artista; una quindicina-ventina di sue canzoni, giusto per non esagerare, possono essere materiale sostanzioso per chi si accinge a un percorso come il nostro, per questo le ritengo da conoscere e senza esitazione alcuna. Ecco che, quindi, un progetto di traduzioni “autoctono” sarebbe un’opera di diffusione eccellente, nonché qualcosa di molto realistico, estremamente fattibile… 😉

  2. Grazie Dario. Per caso ci puoi segnalare un sito con i testi di Jackson Browne tradotti correttamente, per chi non ha dimestichezza con l’inglese? Pensi che esista? Credo sarebbe importante, altrimenti possiamo attivare un nuovo volontariato fra noi…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *