Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Meraviglia dell’ordinario

Appoggio la schiena sul tronco di un albero
in un mezzogiorno assolato,
è un melo cotogno radicato da anni.
Sarà nato da un nocciolo?

La quiete accompagna il pensiero
anche se niente di importante accade intorno,
sono qui che osservo una farfalla multicolore nell’aria,

la distesa di fiori di campo
sembra fare festa sul terreno di gramigna secca.
Un trattore si muove in lontananza.

Sopra di me, un azzurro segnato da una striscia bianca di aereo.
L’abbaiare di un capriolo invisibile,
unico eco in uno spazio sempre nuovo.

C’è meraviglia ovunque volgi lo sguardo,
pure nel sentiero per arrivare fino a qui
tracciato fra i cespugli,

nello scarabeo incontrato sul viottolo,
nell’eleganza dei monti,
in questi raggi che ora riscaldano
e poi lasciano posto al chiarore della luna.

Una meraviglia che non riempie di stupore quanto dovrebbe
è anche il mio corpo di quattro ossa,
le mie mani e queste minutissime braccia,
che adesso vedo aprirsi al massimo
e poi richiudersi in un sereno gesto di abbandono.

08-08-2012

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