Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Lo specchio rotto

Davanti allo specchio
ho estratto la lingua
per fare una boccaccia
all’insopportabile volto,
appesantito dalla tristezza,
che mi portavo addosso.
Guardandomi mi sono detta
“basta, quanto sei brutta!”.
Ho ritratto la lingua
senza pronunciare altre parole.
Visualizzando il volto della Gioconda
ho incominciato a imitare la sua smorfia,
per fare mio quel sorriso,
interiorizzarlo,
affinché mi potesse rimanere, indelebile,
come nel quadro di Leonardo.
Poi ho rotto lo specchio,
scegliendone uno
che non riflettesse più
l’immagine della mia identità triste.

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