Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Sgranare il rosario delle possibilità

Nella relazione posso rivelarmi.
Tu mi sveli e mi rimandi continuamente a me stessa.
Se vengo messa in scacco, se mi sento in crisi, mossa nel profondo da qualcosa che ancora non so bene cosa sia, il problema non sei tu.
Non punto il mio dito su di te. Accusarti del mio presunto malessere non porta a nulla di buono, non conduce ad alcun luogo, solo al pantano dell’illusione e dell’identificazione.
Se io mi fisso sul fatto che tu sei il problema, che la mia sofferenza ha origine in te, non posso che sprofondare nella mia stessa melma.
Grazie all’attrito che sento, col tempo di cui ho bisogno, con le modalità in cui riesco, dinamicamente volgo il mio sguardo ancora più in profondità nel mio mondo interiore ed ascolto il mio corpo.
Mi faccio concava, metto a tacere la mente e lascio che il mio ventre si faccia conchiglia e mi porti il suono autentico delle profondità che ancora ho bisogno di incontrare e di accompagnare alla luce.
Questi abissi con le loro danze ed i loro canti fanno parte del viaggio, dell’incontro.
Voglio poter stare in questo luogo di mezzo in cui sgranare il rosario delle possibilità, in cui escludo ciò che riconosco ormai come non opportuno per me e per la mia evoluzione, ed in cui abbraccio la vastità delle ombre e delle luci e quella meraviglia che si genera quando si possono avvicinare contemplandone il tesoro, lasciando che sia.

Print Friendly, PDF & Email
  1. Grazie Federica per l’espressione morbida e poetica nell’esprimere una verità sulla quale esercitarsi affinchè divenga un naturale atteggiamento umano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *