Domande sulle forme-pensiero

d-30x30Forme-pensiero. Dizionario del

D – Le creiamo noi queste forme-pensiero?

Diciamo che una buona parte delle forme-pensiero è creata da voi, certamente.

D – Le crea anche qualcun altro?

Beh, le possono creare – cosa a cui nessuno aveva pensato – le entità disincarnate che hanno abbandonato il piano fisico, che risiedono sul piano astrale. Avendo ancora un corpo astrale e un corpo mentale significa che il loro corpo mentale è ancora all’interno del piano mentale e agisce sulla materia mentale; essendo spinti da desideri, all’interno del piano astrale questi desideri, se sono molto forti, molto concentrati, possono provocare la creazione di forme-pensiero.

D – Ma le forme-pensiero create nel piano astrale e nel piano mentale possono essere sia positive che negative e influiscono anche sul piano fisico?

Diciamo che possono influire; però, perché possano influire, vi debbono essere parecchie circostanze concomitanti: intanto bisogna vedere se intendono che possono influire sulla persona che ha prodotto la forma-pensiero o se intendi che possano influire su altre persone. Ti faccio io le domande, invece di farle tu a me, così vediamo di chiarirci di più le cose, vero? Allora, cosa vuoi sapere: se influiscono sulle persone che hanno pensato o sulle persone al di là di quella catena …

D – Io penso che le persone siano, almeno penso, una specie di «antenne» che magari, forse, possono captare o meno le forme-pensiero degli altri piani…?

Sì, certo; su questo posso essere – in linea di massima – d’accordo; però qua, a questo punto, bisognerebbe fare un attimo un piccolo corso accelerato sull’antenna. No, non è una battuta, cari, perché, vedete, le antenne non sono tutte uguali: ogni antenna ha una gamma di ricezione delle onde che può percepire, e ognuno di voi è un’antenna diversa. Questa diversità di gamma di onde che ognuno di voi può percepire da che cosa è data? E’ data, principalmente, da come siete costituiti, quindi è data principalmente dal vostro corpo fisico, astrale e mentale ma, in particolare, dal vostro sentire, da ciò che avete compreso e quindi, di riflesso, dai problemi che voi vi trascinate in questa vita, che dovete cercare di risolvere per avere una maggiore comprensione. Fino a qua ci siamo? Questo fa di voi delle antenne che emanano delle vibrazioni diverse l’una dall’altra, completamente diverse, anche se – sotto certi punti di vista – simili; poiché le necessità evolutive e anche le condizioni evolutive del sentire di ognuno di voi è diverso e quindi le onde che emanate sono sempre e comunque diverse l’uno dall’altro; al punto tale che un’entità disincarnata potrebbe riconoscere ognuno di voi soltanto osservando le vibrazioni che emettete.

D – Quindi siamo energia?

Certamente, siete energia.

D – Tutti?

Tutti quanti; e non solo tutti ma «tutto» proprio. Ora, il discorso delle forme-pensiero: la forma-pensiero che cos’è? Non è altro che una creazione energetica che parte da un individuo che si condensa in materia. Si può immaginare così, la forma-pensiero. Questa materia si condensa in quel particolare modo sotto la spinta delle vibrazioni emesse dall’individuo, che l’ha creata; quindi è una particolare forma energetica anch’essa. Ora, la persona incarnata sul piano fisico può essere antenna per quel tipo di forma-pensiero nel momento che possiede una certa affinità vibratoria con questa forma-pensiero. In quel momento, senza dubbio, vi è la possibilità che possa entrare in contatto con questa forma-pensiero, che vi sia uno scambio di energia tra lei e la forma-pensiero. D’accordo?

D – Questo dipende dai «sentire» analoghi?

Diciamo che dipende «in parte» dal sentire analogo e, di conseguenza, anche dai problemi analoghi.

D – Anche i problemi?

Anche i problemi analoghi. Supponiamo che la forma-pensiero di cui stiamo parlando sia una forma-pensiero dovuta a un desiderio molto forte – un classico, proprio: di panna montata, qua, per la nostra amica G. – una grande golosità di questa panna montata: se la persona incarnata sul piano fisico (faccio un esempio proprio terra-terra, non è poi così chiara, immediata, la situazione) possiede lo stesso tipo di golosità, lo stesso desiderio per la panna montata, ecco che questa vibrazione, che è un desiderio – perché il desiderio è, comunque sia, una vibrazione – può risuonare della stessa vibrazione della forma-pensiero che desidera la panna montata. Allora le due vibrazioni si trovano, si riconoscono, in qualche modo si alimentano l’una con l’altra e il desiderio di panna montata della persona che è entrata in contatto con la forma-pensiero diventa ancora più acuto.

D – E influisce anche sull’ambiente?

Dipende dal tipo di forma-pensiero. Certamente vi è una forma-pensiero ambientale, ma quella è una forma più generale, che non è dovuta a una persona sola, bensì a un gruppo di persone, o a un insieme più vasto di persone. Se voi poteste osservare dal nostro punto di vista il pianeta e vedere le masse di vibrazioni del pianeta, vi accorgereste che – così come se guardaste il pianeta a infrarossi vedreste le zone più calde, le zone meno calde, e via dicendo – vi sono delle zone di vibrazioni particolari che accomunano un certo ambiente, altre di vibrazioni particolari che accomunano un altro, e via dicendo. Questo è dovuto al fatto, per esempio, … che so io … che nella società occidentale molti siano attratti dal desiderio di possedere delle cose; questo fa sì da creare un tipo di vibrazione che si incontra di più nell’ambiente occidentale in modo particolare; e se voi poteste guardare dal nostro punto di vista la parte occidentale del vostro pianeta vedreste che vi è questa comunanza di vibrazione che forma, se non una forma-pensiero, quanto meno una zona vibratoria comune di tutte queste persone che hanno questo tipo di interesse o di spinta interiore.

Georgei


Dal volume del , Dall’Uno all’Uno, Volume terzo, parte prima, Edizione privata

Indice del Dizionario del Cerchio Ifior

Il pensiero non è la mente e riconosce “ciò che è”

[…] Il pensiero, libero dalla prigione della mente umana, ha una naturalità che è in sintonia con ciò che c’è e si mantiene fisso sul continuo apparire e scomparire che rende semplice ogni attimo. Mentre il pensiero, assoggettato alla vostra mente, sovrappone all’aprirsi e chiudersi della vita il tempo della continuità e del trascinamento che rende complesso il mondo intorno a voi.
Colui che non trascina con sé, nei pensieri, i fatti e gli esseri che si presentano, incontra una realtà di atti semplici. Quell’uomo diviene libero dal peso che il passato esercitava su di lui, e riconosce il suo essere disconnesso.

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L’ecologia della mente nella via spirituale

Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Genesi 3, 9-10
Il “dove sei” non è certo rivolto alla collocazione fisica, la domanda investiga dove l’uomo ha appoggiato la propria attenzione, la consapevolezza e la relazione che intrattiene con sé e il proprio interiore.
“Ho paura e sono nudo”: nudo davanti ai miei limiti, bisogni, desideri, giudizi, aspettative; pieno di paura perché privo di strumenti per governarli e temo di esserne travolto.

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La gestione delle emozioni e dei pensieri

Sorgono nell’interiore stati e pensieri, a volte sollecitati da situazioni, altre volte per loro proprio moto.
Indipendentemente dalla ragione che ne determina il sorgere, la prima domanda da porsi è: di cosa mi parla questo stato?
Di cosa è simbolo, quale aspetto di me preme per essere osservato e compreso più profondamente?
Una volta affrontata questa domanda e avendo trovato una qualche risposta, se questa è stata incerta e non risolutiva, lo stato tornerà e noi potremo di nuovo affrontarlo: ora, quel che preme, è che non ci blocchiamo nell’indagine, nell’analisi, nel rimuginio, nell’allevare lo stato emotivo lasciandoci pervadere dai suoi umori.
Qui sorge un problema: la nostra identità, la percezione che abbiamo di noi, dice che quello stato è noi, ci costituisce e le rimane innaturale non coltivarlo, non alimentarlo.

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Esprimere sé è manifestare la propria emozione ed il proprio pensiero?

Che cosa significa manifestare la propria emozione ed il proprio pensiero?
Che cos’è la manifestazione se non la messa in scena dell’identificazione?
Vivere è dunque manifestare ciò con cui siamo identificati?
Ma dove conduce l’identificazione?
Questi i temi del gruppo di approfondimento del Sentiero contemplativo di sabato 18 gennaio 2014, ore 15,45-18,45 all’Eremo dal silenzio, San Costanzo.
Arrivare alle 15,30 con coperta, sgabello o cuscino da meditazione, tappetino.

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