I tempi e le necessità della crescita interiore

Prima scena. L’altro giorno Caterina mi ha mandato un video di suo figlio adolescente mentre annaffia l’orto e canta una canzone popolare. Il ragazzo, come i suoi due fratelli, è stato educato in casa, niente scuola: la madre si è caricata sulle spalle la consapevolezza dell’inadeguatezza della scuola e ha detto: “Li crescerò tra le capre e i libri, tra l’orto e il computer, tra le storie della campagna e la città, tra l’interiore e l’esteriore, secondo i loro tempi e il loro modi”.
Seconda scena. Primi anni ’70, con un amico accompagniamo al porto di Venezia una ragazza tedesca nostra coetanea, conosciuta sul treno durante il viaggio che dalla Germania ci portava in Italia. La ragazza, ventenne, andava in Israele a vivere in un kibbuz.

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Eco, Scalfari, la memoria, internet, le nuove generazioni

Qualche considerazione in merito a ciò che Umberto Eco ed Eugenio Scalfari hanno affermato negli ultimi due numeri dell’Espresso in merito alle nuove generazioni.
Eco afferma che i giovani vivono in una sorta di presente senza tempo privi di memoria storica e di capacità di ricordare e afferma che uno dei principali compiti della formazione è fornire le condizioni per un uso appropriato e pieno della memoria.
Scalfari sostiene che la madre di molti mali è internet che con la facilità di accesso all’immensa dotazione di dati di cui dispone non favorisce l’impegno, l’applicazione, lo sviluppo della volontà, delle capacità cognitive e interiori nei suoi utilizzatori.
Entrambi non considerano che affinché ci sia apprendimento deve esserci interesse.
Condivido la necessità di esercitare la memoria; condivido la necessità di non estrarre informazioni solo dal web ma anche dai libri frequentando le biblioteche, o dai giornali imparando a leggerli.
Penso che scarsi saranno i risultati se quello che invitiamo a leggere, a studiare, ad imparare a memoria non tocca l’interesse, l’interiorità dello studente.
Sta parlando la scuola, e la società contemporanea, all’interiore degli allievi? Non credo.
Stanno parlando gli insegnanti, i genitori all’interiore dei loro allievi e figli? Non credo.
Se vedo una crisi questa è, dal mio punto di vista, degli educatori innanzitutto, della società adulta così priva di interiore, di anima si sarebbe detto un tempo.
C’è una domanda interiore ed esistenziale in tutte le persone ma a questa non rispondono né la filosofia, né la pedagogia, né la didattica di questo tempo.
Non vedo la crisi di una generazione, non vedo neppure una grande minaccia in internet: vedo la crisi di un sistema basato sull’accumulazione dei saperi e dei beni.
Mi sembra che il futuro della formazione sia nelle mani di tutti: siamo chiamati a ridefinire il senso del nostro vivere ampiamente smarrito; la formazione non riguarda solo i giovani riguarda tutti noi che siamo largamente persi a noi stessi.
Il pericolo che vedo è soprattutto nella incapacità del mondo “adulto” di divenire consapevole della fine di una cultura, di una filosofia, di un modo di produrre, lavorare, consumare, di una disposizione nelle relazioni tra individui: questa cecità è il pericolo; è questa incapacità di sguardo che confina le nuove generazioni in un limbo, in una atemporalità, in una condizione esistenziale passiva essendo difficile appassionarsi alle sorti di un cadavere.
La pretesa di noi “adulti” di insegnare ai giovani ad appassionarsi alla realtà è patetica.
C’è qualcosa che possono fare assieme adulti e giovani: mettere in discussione i valori per cui viviamo.
Non c’è in me alcun pessimismo, so che ogni crisi di sistema produce dolore, so anche che molte sono le forze creative, le intelligenze, le sensibilità che allevano il nuovo.

La foto è tratta da: http://goo.gl/Dac8fX

Dove risiede il mio essere

Racconti metaforici sui temi del cammino spirituale
Di racconto in racconto prende forma l’essenziale che ogni persona che ha intrapreso il cammino del “conosci te stesso” incontra: il senso della vita, la relazione con l’altro, il significato della sofferenza, l’importanza degli affetti, il  di coscienza. Questo libra parla dell’essenza della vita e del vivere in termini accessibili a tutte le persone.

Presentazione del libro Sabato 24 marzo, ore 17,30, sala del Consiglio comunale, San Costanzo, PU 

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Dove risiede il mio essere, di Catia Belacchi

Racconti metaforici sui temi del cammino spirituale
Un capitolo del libro

Sembrano storie per bambini, in realtà nello scriverle ho pensato agli adulti, perché possano avvicinarsi ai temi del cammino spirituale, con la spontaneità e la curiosità dei bambini.
Attraverso il vivere e gli accadimenti  dei personaggi delle storie, vengono portati alla luce i temi più salienti che si affrontano quando si intraprende un percorso dentro di sé, alla ricerca di sé: il senso della vita, la relazione con l’altro, il significato della sofferenza, l’importanza degli affetti, il sentire di coscienza.
Ho scritto la prima storia dopo un avvenimento che mi aveva portato a  riflettere sulle mie reazioni; nell’osservarmi mi è sorta spontanea una metafora, allora di getto ho scritto il primo racconto. Alla fine lo scrivere mi ha aiutato a chiarire alcuni aspetti di me e allora ho pensato che, se avessi continuato, forse avrei potuto aiutare anche altri a fare chiarezza e a conoscere alcuni dei propri moti interiori.
Mi auguro che questo semplice narrare possa raggiungere questo scopo.
Il libro in formato eBook Kindle
Per ordinare il libro, scriveteci (eremo@contemplazione.it).