Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

d-30x30Il piano astrale e il corpo astrale. Dizionario del

Il piano astrale – e questo è un punto fermo – è il piano che governa le sensazioni e i desideri. Bella definizione, che spiega tutto e a cui voi vi afferrate con prontezza, pronti a sbandierarla allorché qualcuno vi chiede cos’è il piano astrale, ma che, poi, non è che spieghi molto cos’è che accade sul piano astrale, vero, creature?
L’individuo che muore (questa è la parte che, chissà come mai, vi interessa più di ogni altra cosa!) abbiamo detto che abbandona il piano fisico e si viene a trovare sul piano astrale, e su questo piano astrale che cosa fa? Si crea la realizzazione di un suo desiderio.
Punto primo: qualcuno di voi ha detto che sul piano fisico c’erano le papille gustative e, quindi l’esperienza non può essere la stessa. Dico io: può darsi… però sapete che sul piano astrale esiste un corpo astrale: chi vi dice che in esso non esista l’analogo delle papille gustative del piano fisico e che gusti la materia astrale alla stessa maniera di quanto il corpo fisico gusta quella fisica?
Il discorso del corpo fisico e, quindi, dell’individuo incarnato che ha un’esperienza più completa perché ha tutti i corpi, è riferito all’evoluzione dell’individuo: siccome ha tutti i corpi collegati e possiede tutti i corpi che può possedere, è nella situazione ottimale per andare avanti nell’evoluzione, perché ha tutti gli elementi per poter comprendere. Giusto? Ma quando l’individuo non ha più il corpo fisico non fa più evoluzione, non si evolve più: tuttalpiù trae le fila di quello che ha compreso facendo esperienza sul piano fisico, ma non aggiunge più nuova evoluzione a quella che ha già acquisita, eventualmente. Sei d’accordo? Quindi è diverso il discorso: non è necessario che ci sia anche ciò che il corpo fisico ha vissuto come percezione fisiologica per costruirsi un’immagine appagante del proprio desiderio all’interno del piano astrale.
Punto secondo: pensiamo a… un gelato al cioccolato. L’individuo sul piano fisico si mangia un gelato al cioccolato: le sue papille gustative assaporano il gusto, il suo corpo astrale si sente emozionato e appagato nel suo desiderio di gelato, il suo corpo mentale dice: «Guarda che bravo: io sto mangiando il gelato e quello no, peggio per lui!», e via e via e via. Però sul piano astrale – in teoria – manca soltanto la sensazione delle papille gustative perché anche la sensazione di mangiare il gelato (che appartiene al piano fisico) è costituita da che cosa? Da quello che accade anche sugli altri piani di esistenza, quindi dal piano astrale e dal piano mentale.
Pensate un attimo… che so io: a un desiderio sessuale. In realtà, la maggior parte del desiderio sessuale di solito proviene dal piano astrale e dal piano mentale, non è detto che provenga principalmente dal piano fisico anzi molte volte, magari, la materia fisica non risponde all’impulso sessuale e questa materia verrà messa in moto allorché la parte astrale o mentale dell’individuo agirà o reagirà. D’accordo? Quindi, come vedete, per assaporare il gelato sull’astrale non è necessario possedere il corpo fisico.
Allora qualcuno diceva: «Però, se io riesco a costruirmi un Monte Bianco di gelato e incomincio dalle pendici a mangiare questo gelato, e poi, per furbizia estrema, a mano a mano che mangio lo rifaccio, mi costruisco un sogno così grande e così bello, un appagamento così piacevole che non ne uscirò mai, non sarà mai detto che io esca da questo appagamento di desiderio», vero? Allora qualcuno ha tirato fuori la teoria (la nuova teoria) della «sazietà»: quando uno arriva alla prima pendice del Monte Bianco, e la pancia astrale è abbastanza piena, incomincerà a sentire un certo dolore (indigestione di gelato astrale) allora dirà: «Basta, non ne posso più di gelato» e interromperà l’appagamento del suo desiderio. Più o meno era questo che dicevi, no? Io dico che non è così: l’abbandono di un sogno – perché tale è e altro non può essere – all’interno del piano astrale, costruito dall’individuo per appagare un suo desiderio, viene a perdere importanza, quindi a offuscarsi, quindi a non avere più abbastanza forza per sostenere la creazione di quel tipo di realtà con la materia astrale, a mano a mano che la vibrazione di consapevolezza e di comprensione prenderà a circolare più fluidamente fra il corpo astrale e il corpo akasico. Quindi non sarà una sensazione di sazietà (e, quindi, di rifiuto di appagamento) che darà l’abbandono della creazione astrale, ma sarà invece la consapevolezza di ciò che ha motivato questa creazione. In parole più semplici, anche se più inesatte, allorché le esperienze che l’individuo ha fatto sul piano fisico si trascriveranno nel corpo akasico (e, naturalmente, ogni cosa ha un suo corso perché ciò avvenga), allorché questo sarà fatto, accadrà che la comprensione attuata si ripercuoterà come vibrazione sui piani inferiori, quindi anche sul piano astrale; così l’individuo, avendo compreso, non avrà più quel tipo di desiderio e il desiderio si scioglierà come… gelato al sole!

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