Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

Il giusto atteggiamento mentre tutto cambia

Quello che segue è il commento che Leonardo di Officina Essenziale ha scritto al post “Finché ci manca qualcosa e la vita nell’essere“: per la sua rilevanza, perché parla di e a tutti coloro che percorrono il Sentiero, lo pubblico come post. Grazie.

Leggendo i post di questi giorni era comparso in me un sentimento quasi di paura e di smarrimento. Si parlava di abbandono del senso, di abbandono della propria centralità come soggetto apprendente (“per sé”), infine della scomparsa della dimensione della ricerca. Vertigine e disorientamento.
Di primo acchitto sorge la domanda: allora chi sono “io”? Cosa ne è della “mia” vita? Dov’è la “mia” umanità?
Ma superato l’impatto iniziale, ci si rende conto che queste domande sorgono nella mente; che paura, smarrimento, vertigine sono il nutrimento della mente, la quale non vuole sparire e ha bisogno di continua eccitazione.
Insomma non solo reali, o meglio: sono reali nel loro essere impermanenti.
Se li osservassimo, invece che identifocarci con essi, mostrerebbero la loro natura inconsistente.
Allora è qui che sorge lo sguardo dell’essere che rovescia la mancanza, la paura, il disorientamento in “ciò che è”, in “ciò che si presenta” e che in quanto tale non può che non essere perfetto.
D’altra parte l’aprici a questa nuova dimensione è sostenuto dalle comprensioni acquisite.
Non so bene cosa ci aspetta, dove andremo a parare, faccio leva sulle comprensioni acquisite e su un metodo: osservare, ascoltare, accogliere, lasciare andare. OE, ID 16.1


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Post con argomento simile

  1. È così, vai avanti e non stancarti di ripetere l’opera ogni giorno..

  2. VI ringrazio per le vostre condivisioni…e mi unisco…
    Oggi ho vissuto forti emozioni. Di rabbia, soprattutto, per “ingiustizie” subite da persone a me care, e senso di impotenza di fronte a tali “ingiustizie”.
    Per usare la metafora del mare…il mio mare era estremante agitato!
    Ora so che la rabbia è il “sintomo” di chi si sente vittima, allora mi chiedo il senso di questi eventi, per me.
    Il mare è comunque agitato….
    A casa leggo questo ed altri post, le onde si quietano, sento che posso lasciare che le emozioni e gli eventi che le hanno generate fluiscano dove vogliono, non li trattengo…non li controllo…fanno parte della vita in sè.
    Mi accorgo che ho bisogno di una certa calma e di silenzio per osservare, ascoltare, accogliere, lasciare andare…e mi è utile il condividere con altre persone.
    Domani, di nuovo nel paradigma del divenire, le forti emozioni appariranno di nuovo, io farò ciò che potrò per trovare soluzioni…e non so se sarò capace di semplicemente “prendere atto” e non aggiungere nulla di mio, con fiducia…
    Ma credo che tutto ciò faccia parte del cammino…

  3. Grazie!

  4. Grazie Leonardo e grazie Natascia.

  5. Grazie Leonardo. Quello smarrimento di cui parli lo conosco, il dubbio ogni volta si insinua e mi costringe ad un ascolto più attento. Non sempre ho gli strumenti per capire, allora non mi resta che affidarmi, non senza esitazione, ma per esperienza so che quello che ora non ho compreso, prima o poi mi apparirà chiaro, come altre volte è successo. E’ un continuo altalenarsi di dubbi e di comprensioni acquisite. Importante per me, ora, avere delle sorelle e dei fratelli con cui condividere il cammino.

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