Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

La gratuità: i pesci non esistono per essere pescati

Ciò che esiste non ha bisogno di giustificazione, esiste e basta.
Poi, certo, nella relazione si può essere funzionali l’uno all’altro, ma non è questa l’intenzione che muove il gesto creativo che dà origine all’esistente.
Nell’umano troppo è legato alla funzione, allo scopo, al soddisfacimento di un bisogno.
La creazione artistica fa, a volte, eccezione: l’artista crea perché è interno ad un flusso e non si pone il problema dello scopo, del fine, dell’uso della sua opera.
Il resto delle nostre vite è nella morsa del senso: la gratuità rompe questa morsa e afferma che il vivere non necessariamente deve avere un senso e uno scopo.
Una delle nostre più grandi conquiste sul fronte delle libertà, è il divenire liberi dalla ricerca di senso.
I pesci non esistono per essere pescati, esistono e basta e noi passiamo osservarli vivere la loro vita e non ricondurli a noi, o al complesso delle relazioni tra specie, o alla ragione del loro vivere: esistono e basta.
Le persone esistono e basta: non perché producono, non perché fanno figli, o non li fanno, non perché sono ricche o povere, fortunate o sfortunate.
Siamo prigionieri, non lo sappiamo e ci sembra di essere chissà quanto liberi.
Siamo prigionieri degli archetipi che ci siamo costruiti e ai quali aderiamo con convinzione: le sbarre delle nostre celle.
Per i nostri figli progettiamo futuri di vita coatta e, se non riescono a incarcerarsi adeguatamente, andiamo in ansia.
Siamo folli con la grande presunzione di essere sani.
La gratuità, se vissuta e incarnata, tutto rende semplice ed elementare: per tutti c’è posto e c’è il pane quotidiano; per tutti esiste uno spazio di manifestazione e di creatività; a tutti è riconosciuto il loro esserci così come sono.
Non è necessario che il vivente dimostri qualcosa: manifestare la vita che in te prende quella forma già basta, è sufficiente, non serve altro.
Questa è la comprensione cui si giunge alla fine del cammino umano; questa è la base, il fondamento, di ogni pace, di ogni pacificazione interiore.


Se hai domande sulla vita, o sulla via, qui puoi porle.
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  1. si bello davvero questo senso del vivere senza condizioni……del vivere e basta perchè in questo c’è gia’ una ricchezza immensa….sento in me questa spinta, non sempre l’assecondo, …..grazie comunque

  2. Meraviglioso post, grazie…….per la GRATUITA’

  3. Mi sembra di esser stata da sempre assillata dalla ricerca di un senso nella mia vita e, spesso, non trovandolo, mi sono sentita veramente depressa, fallita e triste.
    Adesso, il fatto di cercare la presenza nei gesti o nelle sensazioni o nell’ascolto delle persone ….mi aiuta, mi sembra, ad accettare di fare ciò che la mia vita ora mi chiede, senza assillarmi per il “senso”.
    Le parole del post mi fanno vedere un aspetto nuovo del vivere, quello della gratuità. Come si diceva tempo fa, la ricerca del senso della vita viene dalla nostra mente o dal nostro ego….
    Grazie!

  4. Sì roberto, c’è un grande respiro, la gratuità grande arma per essere davvero liberi e per lasciarci alle spalle un’atavica presunzione!

  5. Bellissimo post Robi! Siamo prigionieri, ma siamo anche i carcerieri di noi stessi….e a volte pure dei nostri figli! Quanta leggerezza nella gratuità!

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