Madre nostra
Tu che ci sostieni ed alimenti
Concedimi un altro passo
Affinché questo essere possa meglio comprendere il suo camminare
Madre nostra
Poco conosco delle tue mille forme che uso ed abuso in ogni istante
Madre nostra
Mostrami ancora la via da percorrere
Ch’io, umilmente, possa divenire un poco più ponte fra cielo e terra
Eddy

Una sintesi delle condizioni necessarie per realizzare una disposizione interiore unitaria:
7 brevi post | Formato A4 per la stampa

Letture per i giorni del mese di agosto
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Queste letture sono quotidianamente pubblicate anche su Whatsapp.

Pubblicato 15.8Promemoria
CI, Evoluzione della coscienzaOfficina Essenziale, VDM, 8.9
Eremo dal silenzio su TwitterIntensivo, 21-23.9

continua..

Lo spirito guida, secondo il Cerchio Ifior e il Cerchio Firenze 77

Fonte: Annale 2010 del Cerchio Ifior, pag 184 e seg.

D – Come (e «sponsorizzato» da chi) avviene l’abbinamento «spirito guida» e guidato?

Chi decide se un’entità può diventare lo spirito guida di un’incarnato? Chiaramente non può avvenire per scelta casuale, e non è che un’entità disincarnata abbia di punto in bianco il ghiribizzo di decidere: «ora faccio lo spirito guida di Pinco o di Pallino”! Se così fosse l’intera Realtà finirebbe ben presto per trovarsi nel caos più assoluto.
Esistono, proprio per evitare questa situazione, sia dei limiti strutturali della Realtà, sia una gerarchia di entità che accordano il «permesso» per un tale compito.

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Si può combattere per l’altro?

Uso il termine combattere con cognizione di causa, intendendo con esso la disposizione interiore che ci porta a non risparmiare energie per difendere la causa dell’altro.
Nella mia giovinezza mi sono formato al pensiero e all’azione politica: allora combattere per l’altro significava difenderne i diritti e le libertà.
Nel 1974, o nel ’75, non ricordo bene, ci fu uno degli ultimi tentativi da parte delle forze di destra, di una parte dei corpi militari e dei servizi deviati di organizzare un colpo di stato in Italia: allertati in quanto militanti politici fortemente esposti alla rappresaglia, dormimmo fuori casa pronti a raggiungere un punto di ritrovo che ci sarebbe stato comunicato a suo tempo. L’indomani mattina ci fu il cessato allarme.

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Il mito dell’accettazione incondizionata

Se due persone si accogliessero e accettassero reciprocamente in maniera incondizionata, tra esse non vi sarebbe relazione.
Questa condizione ha un senso se le due persone hanno terminato il compito delle loro incarnazioni e si apprestano ad abbandonare per sempre la ruota delle nascite e delle morti: fuori da questa situazione, quella condizione, nel divenire, è priva di senso.
Ciò che rende attivo e produttivo in termini evolutivi il divenire, è la tensione a congiungersi con l’Uno, dunque il perseguire un obbiettivo, una condizione esistenziale, dunque la non accettazione della personale condizione presente.

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L’amore liberato dalla bontà

Per sua natura, l’amore gratuito non chiede, semplicemente accade.
Molte volte mi interrogo sull’amore che mi attraversa e mi conduce a compiere un gesto piuttosto che un altro: sempre la questione della gratuità è per me centrale, ma ho compreso che essa va declinata nel contesto della relazione e del gioco delle parti.
L’educatore, che sia un genitore o un insegnante, deve amare senza condizione? Certamente si; dunque deve dare senza limite? Certamente no.

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La vita interiore del monaco dal bisogno al suo superamento

Se parlo a persone comuni, uso termini e concetti comuni. Se parlo a persone che dedicano la propria vita al processo di unificazione interiore, a dei monaci, uso concetti e parole coerenti con la radicalità di quella disposizione.
Non c’è umano che non abbia da affrontare del non compreso, dunque non c’è persona che non percorra la via del “conosci te stesso” in modo consapevole o inconsapevole.
Ad alcuni basta quella via e il loro cammino è all’interno del paradigma psicologico-esistenziale: ad altri non basta.

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